Come valutare la sostenibilità del vino italiano?

Nasce la collaborazione tra VIVA, il modello nazionale di sostenibilità in vitivinicoltura e QdC® - Quaderno di Campagna

Questo articolo è stato pubblicato oltre 3 anni fa

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Nasce la collaborazione tra VIVA e QdC® per la sostenibilità del vino
Fonte foto: © nealec - iStock

La sostenibilità non è un concetto astratto, ma è misurabile: il modello istituzionale VIVA, promosso dal ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, e sviluppato in collaborazione con il gruppo di ricerca OPERA dell’Università Cattolica di Piacenza, produce una certificazione nazionale di sostenibilità rivolta alle aziende vitivinicole e ai suoi prodotti.
Quattro indicatori che prendono in considerazione l’intero ciclo produttivo, per valutare la sostenibilità dei prodotti e delle aziende vitivinicole: Aria, Acqua, Vigneto e Territorio rappresentano i pilastri e le aree di analisi di VIVA. Un obiettivo tanto ambizioso quanto concreto: migliorare le prestazioni della filiera vitivinicola in termini di sostenibilità, promuovere le buone pratiche in vitivinicoltura, in accordo con le associazioni Unione italiana vini e Federvini, rispondendo con una linea di azione univoca alla pluralità di interpretazioni sull’argomento, che rischiano di disorientare piuttosto che spingere verso un reale cambiamento.
 
4 indicatori, perché?
Il concetto di sostenibilità – che presuppone una permanenza su questo pianeta che soddisfi i bisogni attuali tenendo in considerazione la possibilità per le generazioni future di poter soddisfare i propri – include tre fattori interdipendenti: ambientale, economico e sociale. A questi è stato aggiunto più recentemente dall’Unesco un quarto aspetto, la diversità culturale.
È proprio per poter rispondere a queste sfaccettature, tutte essenziali al fine di garantire uno sviluppo davvero sostenibile, che il ministero sulla base di standard e normative internazionali ha identificato quattro indicatori scientificamente riconosciuti, già avvallati dalla fase pilota condotta in collaborazione con il Centro di Ricerca Opera e l’Università Cattolica del Sacro Cuore:
  • Aria analizza l’impronta climatica,
  • Acqua l’impronta idrica,
  • Vigneto l’impatto delle pratiche di gestione agronomica,
  • Territorio l’impatto socio-economico-culturale,
tutti valutati sulla base di criteri misurabili.
 
VIVA e QdC® insieme? Per semplificare il tuo lavoro
L’analisi degli indicatori Acqua e Vigneto include la valutazione dell’utilizzo degli agrofarmaci, per misurare da un lato l’uso di acqua in campo per l’applicazione dei prodotti fitosanitari, e dall’altro la gestione agronomica del vigneto. I dati necessari alla compilazione di questi due indicatori sono presenti e dunque reperibili nel registro dei trattamenti.
Dato che ogni vitivinicoltore deve già per legge compilare il quaderno di campagna, perché non ottimizzare la condivisione delle informazioni in esso contenute?
Proprio per questo è nata la collaborazione tra il progetto VIVA e il software di Image Line. Utilizzando QdC® – Quaderno di Campagna, grazie all’apposita funzione “Esportazione per la sostenibilità”, è infatti possibile esportare tutti gli elementi necessari per la successiva importazione nel portale del progetto viticolturasostenibile.org: principio attivo, quantità, data d’impiego e area.

VIVA – la Sostenibilità del Vino – insieme a QdC® – il software per l’agricoltura sostenibile: quando due mission sono così vicine, non si può che integrare le rispettive competenze, nel comune obiettivo di una positiva crescita del settore.


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