Agricoltura sociale, Coldiretti Lazio propone una legge regionale

Una proposta per declinare in chiave locale la legge quadro nazionale

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Agricoltura sociale, Coldiretti Lazio propone una bozza di legge regionale
Fonte foto: © Matteo Giusti - AgroNotizie

Coldiretti ha presentato una proposta di legge regionale per regolamentare nel Lazio le attività di agricoltura sociale.

Il documento è stato consegnato dal direttore di Coldiretti Lazio Aldo Mattia a Mauro Buschini - assessore regionale all'Ambiente - e a Carlo Hausmann – assessore regionale all'Agricoltura, durante un'iniziativa organizzata a Trevi dall’associazione culturale l’Impegno.

Esiste una legge quadro nazionale che ora deve essere declinata sui territori per consentire lo sviluppo della multifunzionalità in agricoltura e consolidare una filiera che produce e commercializza, coinvolgendo persone svantaggiate nel ciclo produttivo” ha detto Mattia.

Fare agricoltura sociale significa produrre beni e offrire servizi attraverso il reinserimento lavorativo dei soggetti più deboli. Un sondaggio ha rivelato che l’86% degli italiani è disposto a spendere anche fino al 7% in più se può comprare prodotti agroalimentari che abbiano valore etico.

Io li chiamo i cosiddetti prodotti buoni due volte – ha spiegato Tiziana Biolghini della Direzione Politiche Sociali della Regione Lazio – perché oltre alla qualità racchiudono anche storie umane di riscatto dalla sofferenza e dalla emarginazione. Sono in via di definizione anche i nuovi bandi per l’inclusione sociale con una dotazione annua di 24 milioni di euro” 

Ai lavori sono intervenuti anche il commissario e il direttore del Parco dei Simbruini, Enrico Panzini e Paolo Gramiccia. Anche perché parlare di Trevi nel Lazio significa per forza di cose parlare del parco, punto di forza e risorsa per la piccola economia locale.

A questo proposito l'assessore Buschini ha precisato nel suo intervento che oggi, grazie alla nuova legge regionale sui parchi naturali, le attività produttive agricole non sono più alternative alla protezione ambientale e che, anzi, la convivenza delle due diverse esigenze rappresenta un valore aggiunto per le comunità cittadine che risiedono nelle aree protette.

Agli agricoltori intenzionati ad avviare attività di agricoltura sociale che erano presenti all'incontro organizzato dall'associazione l'Impegno, l’assessore  Hausmann ha ricordato che “si può fare veramente di tutto, a partire dalle fattorie sociali che prevedano l’impiego di diversamente abili, di soggetti autistici, ex tossicodipendenti e detenuti desiderosi di reintegrarsi e rifarsi una vita, immigrati, rifugiati politici. Ci sono almeno otto cassetti presenti nel Psr dai quali poter attingere risorse per avviare progetti di agricoltura sociale per produrre beni agroalimentari e fornire servizi purché non venga snaturata la vocazione agricola dell’impresa”.

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