Periti agrari: è nata la Carta di Barga

Agricoltura, ambiente, formazione e sanità. Queste le linee guida per la categoria fissate dal documento presentato al 18° Congresso nazionale tenutosi in provincia di Lucca

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La Carta di Barga è stata presentata l'8 ottobre scorso

"Una visione della professione in grado di rispondere in modo consapevole agli stimoli che provengono dalla società quali nuovi e corretti stili di vita, salute e benessere attraverso l’impegno quotidiano nei vari e molteplici settori in cui operano da sempre i periti agrari". E' ciò che fissa la Carta di Barga presentata lo scorso 8 ottobre in occasione del 18° Congresso nazionale dei periti agrari e dei periti agrari laureati di cui AgroNotizie era media partner e Image Line bronze sponsor

Si tratta del manifesto delle filiere agroalimentari che si rivolge anche alle istituzioni alle quali viene chiesto di "creare adeguate politiche in grado di sostenere e difendere le produzioni agroalimentari di eccellenza oltre alla salvaguardia di percorsi formativi per i futuri tecnici della filiera agricola sin dalla scuola secondaria di secondo grado nella quale la riforma ha prodotto un notevole impoverimento del piano di studi".

Il documento stila un decalogo di best practice che i periti si impegneranno a seguire:
  • operare nel rispetto delle risorse naturali limitandone al massimo l’impoverimento, valorizzare la biodiversità delle specie animali e vegetali, la biodiversità agroambientale e la valenza culturale dei territori agricoli;
  • difendere e promuovere le produzioni della filiera agricola secondo criteri di sicurezza alimentare;
  • rappresentare l’elemento di unione tra produttori agricoli, cittadini, istituzioni nell’ambito delle normative e delle politiche agricole;
  • rafforzare, attraverso le conoscenze tecniche, la propria autorevolezza verso produttori e consumatori ottenendo così la loro partecipazione alle pratiche di sostenibilità;
  • operare, attraverso le conoscenze e la formazione continua, come soggetto in grado di trasferire innovazione e conoscenza;
  • favorire la competitività e l’internazionalizzazione delle aziende agricole;
  • promuovere la sinergia culturale tra consumatore e produttore con l’obiettivo di sviluppare anche una qualità dell’informazione lungo la filiera agroalimentare;
  • sviluppare una visione della professione sempre più improntata all’internazionalizzazione in una logica di interscambio e di trasferimento delle conoscenze e competenze sia a livello europeo che mondiale;
  • implementare il percorso di crescita della propria professionalità portandola dall’obiettivo originario del sostegno all’impresa agricola, a quello più ampio di costruzione di un rapporto di garanzia e fiducia tra produttore agricolo, istituzioni, consumatori.
Il documento, sintesi dei lavori congressuali che fissa le linee guida per il futuro professionale della categoria, sarà trasmesso al presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi.

Il presidente del Collegio nazionale dei periti agrari e periti agrari laureati Lorenzo Benanti: "Da questo congresso, orientato al futuro, usciamo rafforzati. La professione è in grado di rispondere in modo consapevole agli stimoli che provengono dalla società quali nuovi e corretti stili di vita, salute e benessere".

E' sempre più necessaria un'agricoltura professionalizzata, come spiega Benanti: "Il perito agrario ha implementato la propria professionalità portandola dall’obiettivo del sostegno all’impresa agricola, a quello di costruzione di un rapporto di garanzia e fiducia con e tra il produttore agricolo ed il consumatore e in questo ruolo deve essere attore protagonista. Di fronte all’emergere di nuove sensibilità sociali occorre una risposta sempre più tecnica e professionalizzata".

"La deontologia professionale del perito agrario -
ha spiegato Benanti - dovrà indirizzare il produttore agricolo verso la sostenibilità, strumento culturale per l’agricoltura del futuro nel rispetto della salute umana e dell’ambiente attraverso l’innovazione dei processi, dei prodotti e dei servizi anche mediante la proposta, l’adozione e l’adempimento di codici di responsabilità sociale; il tecnico favorisce con le proprie conoscenze la vocazione della realtà territoriale e la scelta delle relative buone pratiche tecnico agronomiche".
 

La ricchezza varietale delle filiere agroalimentari italiane, e la qualità di queste, vanno difese e valorizzate come ha sottolineato la presidente del Collegio interprovinciale di Lucca, Pisa, Pistoia, Livorno e Massa Carrara, Giulia Parri: "Il nostro compito è questo: passare dalla produzione, attraverso la trasformazione, raggiungere il cittadino-consumatore e trasmettere il messaggio che dietro ad un prodotto ci sono la terra, l’acqua, la luce ma anche il cuore ed il cervello di chi lo ha portato in tavola. Quindi la catena dal campo alla tavola non va spezzata, e noi siamo l’anello di congiunzione".

Un momento dell'intervento di Angelo Frascarelli alla tre giorni dei periti agrari
© AgroNotizie

Nel corso dell'appuntamento nazionale dei periti si è parlato anche di giovani. A loro è inatti dedicato il bando che mette in palio trentadue borse di studio dedicate ai temi della viticoltura, acquacoltura, agricoltura sociale e paesaggio per vivere un'esperienza lavorativa di un mese all'estero in Francia, Spagna, Norvegia e Croazia. Il bando è riservato agli studenti, diplomati e con età non superiore ai 20 anni, degli Istituti agrari di Lucca, Pescia, Pontedera e Collegio periti agrari.

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