Mac Fruit Attraction, l'obiettivo è valorizzare il settore ortofrutticolo

Ha preso il via a Il Cairo, all'interno di Food Africa 2016, la prima edizione del progetto voluto da Macfrut e Fiera di Madrid. Fra gli obiettivi c'è già quello di estendere le aree d'azione a Sud America e Asia, importanti mercati strategici

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

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La delegazione italiana e il presidente di Fiera Madrid Calleja (primo da sinistra) all'inaugurazione di Mac Fruit Attraction

Prende il via, all’interno di Food Africa 2016, la prima edizione di Mac Fruit Attraction a Il Cairo, frutto dell’alleanza strategica fra il Macfrut e il Fruit Attraction della Fiera di Madrid. All’interno della fiera de Il Cairo il padiglione italiano, grazie al forte sostegno dell’Ice, è il secondo padiglione per numero di espositori, 15 per l’esattezza. Macfrut si rende subito  protagonista, puntando su alcune proposte per la valorizzazione del settore ortofrutticolo, come l’ampliamento del progetto Mac Fruit Attraction alle altre due aree strategiche per il settore, ovvero il Sud America e l’Asia.

Tre sono le aree di sviluppo del progetto Mac Fruit Attraction insieme a Fiera Madrid – sottolinea Renzo Piraccini, presidente di Cesena FieraNord Africa, Sud America e Asia. Dopo questa prima edizione il futuro volge lo sguardo alle altre due aree mondiali, sempre insieme a un partner legato al territorio per la promozione e l’organizzazione dell’evento”.
Gli fa eco Raul Calleja, presidente di Fiera Madrid. “Da tempo pensavamo alla messa in campo di una piattaforma internazionale per il sistema ortofrutticolo, siamo riusciti a farla con Macfrut. Oggi bisogna avere un’ottica globale di sistema e Mac Fruit Attraction va proprio in questa direzione”.

Importante il lancio del messaggio alle istituzioni europee e internazionali sul fatto che l’ortofrutta può contribuire in modo determinante allo sviluppo dei paesi africani e del Medio Oriente. “C’è un dato a supporto di tutto ciò – commenta Piraccini – il miglioramento delle tecniche di coltivazione, stoccaggio e lavorazione dei prodotti, in particolare dell’ortofrutta, rappresenta il modo più rapido e probabilmente più sicuro per sviluppare l’economia dei paesi africani, creare nuova occupazione e migliorare le condizioni di vita dei suoi abitanti, riducendo di conseguenza i flussi migratori verso l’Europa”.

Andando a vedere i numeri dell’export made in Italy, Nord Africa e Medio Oriente stanno diventando sempre più strategici. “Queste aree presentano ampi margini di ulteriore crescita – continua Piraccini – e oltre a questo c’è un altro aspetto importante. Tutta l’Africa ha infatti bisogno di tecnologie e packaging, esigenze che le imprese italiane sono in grado di soddisfare in quanto leader mondiali del settore. Macrfrut, con tutte le sue iniziative, vuole aiutare la filiera ortofrutticola italiana a crescere sul mercato internazionale”.

In Egitto l’Italia è al primo posto tra gli Stati dell’Unione Europea per l’esportazione di mele, tanto da avere raddoppiato i volumi nel giro di soli tre anni, con 93mila tonnellate spedite, secondo i dati Cso. “Per noi si tratta di un mercato chiave – sottolinea Giulia Montanaro di Assomela nel periodo 2010-2011 l’export di mele era di 17mila tonnellate, mentre nel periodo 2014-2015 ha toccato quota 120mila tonnellate”.

L’Egitto è poi paese esportatore, e con l’Italia ha una partnership commerciale importante per quanto riguarda le patate, le cipolle, i fagioli e l’uva da tavola. Per quanto riguarda gli altri paesi dell’area, un altro mercato di sbocco per le mele italiane è l’Algeria, passata dalle 9mila tonnellate del 2009 alle 37mila del 2013. Buon mercato anche l’Arabia Saudita, così come gli Emirati Arabi, che dall’Italia importano anche kiwi e da tavola. Quota minori ma comunque significative anche in Giordania e Kuwait.

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Fonte: Macfrut

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Tag: frutticoltura ortofrutta import/export orticoltura mercati macfrut

Temi caldi: Macfrut 2016

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