Biodiversità nel futuro della Toscana

Donne protagoniste con il loro sapere e le loro innovazioni, nella "giornata biodiversa" organizzata da Cia Toscana e Donne in Campo a Firenze, lo scorso 26 febbraio 2016

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Anna Maria Dini di Donne in Campo Toscana: 'Le donne sono le prime custodi del patrimonio genetico mondiale'

Dalla conservazione di semi a rischio scomparsa, alla coltivazione di antiche varietà di frutta e vegetali, fino alla preservazione di razze animali a rischio estinzione. Sono soltanto alcune dei valori che la biodiversità dell’agricoltura toscana riesce ad esprimere, come è emerso dalla “giornata biodiversa”, organizzata da Cia Toscana e Donne in Campo, lo scorso 26 febbraio 2016 a Firenze, per approfondire il tema della biodiversità come opportunità per le imprese agricole, a poche settimane dall’approvazione della legge da parte del Parlamento.

Un’agricoltura toscana che, oltre ad esprimere 461 prodotti agricoli tradizionali, censiti dalla Regione; quindici Dop (tre in itinere) e quattordici Igp (due in itinere), ha portato innovazione e multifunzionalità: un settore in cui le donne giocano un ruolo importante in agricoltura per l’uso ed il mantenimento delle risorse naturali, nella difesa del territorio e nella difesa della biodiversità.
Durante il convegno fiorentino, moderato da Anna Maria Dini, di Donne in Campo Toscana, è emerso che le donne sono le prime custodi del patrimonio genetico mondiale.

“La legge sulla biodiversità voluta dalla deputata Susanna Cenni - ha affermato Luca Brunelli, presidente di Cia Toscana - è un segnale importante che va nella strada da noi auspicata. La biodiversità è un elemento che deve tradursi in reddito per le nostre imprese, che devono essere sostenibili. Vogliamo essere custodi di questo processo di crescita; sappiamo quanta attenzione, sempre crescente, c’è sul mercato verso le produzioni di qualità e di nicchia, espressione dei nostri territori; sta a noi ed alle nostre aziende, essere sempre più protagonisti in questa strada”.

Cinzia Pagni, vicepresidente Cia, ha sottolineato: “Le parole chiave sono caparbietà, coraggio e cambiamento e, a fare da sfondo, una grande condivisione di valori delle nostre donne dell’agricoltura toscana. Puntando sulla biodiversità abbiamo piantato tanti semi delle buone pratiche, che poi siamo riuscite ad esportare anche fuori dalla Toscana: dalle fattorie didattiche all’agricoltura sociale, in Toscana è nato il primo agri-catering ed il primo agri-asilo. Per la Cia la biodiversità è una scelta politica chiara: ad Expo abbiamo deciso di stare nel padiglione della biodiversità, piantando alcuni semi che, a fine anno, hanno portato alla legge, che non era affatto scontata”.

Nel suo intervento, Susanna Cenni, prima firmataria della legge sulla biodiversità, approvata lo scorso dicembre, ha detto: “Il mondo si sta ormai accorgendo di quanto la biodiversità sia importante per tutti; quello che sono riuscita a fare in Parlamento, è il risultato di un lavoro che viene da lontano, che abbiamo fatto tutti noi. Ritengo che non ci sia più una netta divisione fra le grandi aziende che producono quantità importanti e che determinano i numeri dell’export, con le realtà più piccole che si differenziano per la varietà delle produzioni del territorio: oggi la biodiversità riguarda l’intera agricoltura.

“La biodiversità è strategica, - ha affermato Maria Grazia Mammuccini, vicepresidente Navdanya International, l’associazione di Vandana Shiva - l’asse portante per l’agricoltura del futuro. Un grande risultato la legge nazionale, ma a livello europeo la normativa sulle sementi. L’Europa in questo settore sta andando nella direzione sbagliata, c’è bisogno di cambiare la direzione in cui sta andando”.

L’assessore regionale all’Agricoltura, Marco Remaschi, ha sottolineato come i consumatori siano alla ricerca di prodotti di qualità in modo maggiore rispetto al passato: “C’è stato un ritorno a certi stili di vita, la ricerca in agricoltura fatta dalla Toscana ha portato a risultati importanti. Dobbiamo continuare a lavorare sul fronte della qualità e della biodiversità, rafforzare e valorizzare, anche attraverso nuovi investimenti, le nuove idee per affrontare nel modo migliore le sfide che il mercato ci propone”.

Remaschi ha poi annunciato nuove misure del Psr, già dal mese di marzo: una “misura agroclimatico-ambientale”, dedicata alla biodiversità ed una sul biologico, “dove - ha sottolineato - continueremo ad investire, cercando nuove risorse economiche. Infine, l’assessore, ha concluso: “Grazie alla determinazione delle Donne in Campo, al lavoro della Cia ed alla politica regionale, ce la possiamo fare ad ottenere con determinazione grandi risultati”.

“Le donne dell’agricoltura toscana - ha aggiunto Mara Longhin, presidente di Donne in Campo - sono state pioniere in innovazioni virtuose, come la grande valorizzazione della biodiversità, coinvolgendoci poi a livello nazionale”.

In occasione della “giornata biodiversa” a Firenze, c’è stato anche il cambio al vertice di Donne in Campo Toscana: la neo presidente è Daniela Vannelli, agricoltrice creativa di Quarrata (Pt), che succede a Maria Annunziata Bizzarri: “Un ritorno alla biodiversità rurale nei campi è auspicabile - ha affermato Vannelli - non solo per un recupero di sapori ed aromi di cui le modernità sono povere, ma anche di colori e forme che rendono piacevole mangiare e per favorire il consumo del cibo locale e la vendita diretta di prodotti di fattoria”.

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