Toscana, Sara Guidelli: "Valorizzare le eccellenze e fare aggregazione"

Intervista alla neo presidente di Legacoop Agroalimentare Toscana: le strade da percorrere per il futuro dell'agroalimentare regionale

Lorenzo Pelliconi di Lorenzo Pelliconi

Questo articolo è stato pubblicato oltre 4 anni fa

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Sara Guidelli, neo presidente di Legacoop Agroalimentare Toscana
Fonte foto: © Legacoop Agroalimentare Toscana

Legacoop Agroalimentare Toscana si rinnova al vertice e punta sulla freschezza e sulle competenze della neo presidente Sara Guidelli. 32 anni, una laurea in Economia all’Università di Siena conseguita mentre lavorava già all’interno dell’associazione cooperativa, nella quale vanta 13 anni di esperienza lavorativa, prima nell’ufficio studi e poi con incarichi di responsabilità sempre più crescente.

AgroNotizie ha intervistato la nuova presidente di Legacoop Agroalimentare Toscana, focalizzando l’attenzione sugli obiettivi del proprio mandato e sulle strade da percorrere per poterli realizzare.

Guidelli, dopo tredici anni di lavoro all’interno della cooperazione arriva al vertice di una struttura molto importante in Toscana.
"Sono onorata dell’incarico conferitomi, sono consapevole del lavoro importante che c’è da fare. In precedenza ero stata responsabile di Legacoop Toscana per il manifatturiero, un altro settore importante per l’economia regionale. Sicuramente l’agroalimentare riveste un ruolo centrale a livello economico per la Toscana, e anche le prospettive per il futuro vedono un’importanza sempre più crescente".

Al di là dei grandi nomi delle eccellenze agroalimentari toscane, quali sono i punti di forza e le peculiarità del settore agroalimentare in Toscana?
"Sicuramente la qualità, la tracciabilità e la sostenibilità dei nostri prodotti, grazie al grande lavoro che i nostri agricoltori e tutti gli addetti della filiera fanno ogni giorno, rispettando tutti i disciplinari di produzione. Per certe dinamiche, con certi prezzi legati alla qualità, saremmo fuori da molte logiche di mercato. Ecco perché il futuro del nostro agroalimentare passa da una continua valorizzazione delle nostre eccellenze sul piano della qualità".

Quali sono gli obiettivi da perseguire per il futuro?
"Dobbiamo puntare sempre di più sul fare sistema. L’aggregazione è fondamentale per fare concentrazione dell’offerta, avere nuove prospettive a livello commerciale e garantire così una maggiore remunerazione dei produttori agricoli. E’ poi necessario migliorare l’efficienza aziendale e accrescere le competenze e il numero dei manager agricoli. Un altro obiettivo da perseguire è chiaramente l’innovazione, non solo a livello tecnologico e di internet, fondamentale per noi, ma anche dal punto di vista organizzativo".

A che punto è la filiera agricola e agroalimentare in Toscana sotto il profilo del ricambio generazionale?
"C'è ancora tanto da fare ma i segnali sono incoraggianti. Sono state presentate tante domande per ottenere i fondi per il primo insediamento nell'ambito del nuovo Psr, molte più di quelle che ci si poteva aspettare, tanto che la Regione sta lavorando per aumentare i fondi a disposizione per far fronte a tutte le richieste. E' necessario continuare su questa strada, puntando sempre di più sul rinnovamento, che può andare di pari passo con un innovazione tecnologica e organizzativa delle aziende a cui auspichiamo".

La quota di fatturato dall'export sta diventando sempre più importante nei bilanci delle aziende, a causa di un mercato interno che stenta a ripartire. Qual è il giusto equilibrio fra consumi interni ed esportazioni?
"Ci deve essere un giusto connubio. In questi anni, durante la crisi, l'export si è davvero reso fondamentale per andare a sopperire alla riduzione dei consumi interni. Detto questo, credo sia necessario per le nostre imprese che il potere d'acquisto delle famiglie cresca per poter così aumentare la propensione dei consumi. D'altra parte, è necessario puntare sull'internazionalizzazione, aprendo nuovi sbocchi di mercato, qualora fosse possibile, per rafforzare la redditività delle aziende agricole".

In tutte queste sfide  qual è il ruolo della cooperazione?
"Dobbiamo ragionare naturalmente come Alleanza delle Cooperative. L'importanza delle cooperazione nel settore agroalimentare toscano e italiano lo si vede dai numeri del fatturato, delle imprese associato e degli addetti ai lavori. La cooperazione deve svolgere un ruolo di primo piano perchè la chiave del successo per vincere sui mercati e rendere la nostra agricoltura sempre più competitiva è l'aggregazione, fare squadra e lavorare sempre più in sinergia. Tutti concetti che la cooperazione incarna nella propria natura".

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