Ogm, Catania valuta la clausola di salvaguardia

Il titolare del Mipaaf ha chiesto approfondimenti al ministro dell'Ambiente tra le proteste di Futuragra e l'appello "no-Ogm" delle associazioni ambientaliste

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Ogm, clausola di salvaguardia e proteste

Ogm: il ministro Catania guarda alla clausola di salvaguardia come a una prospettiva concreta per l'Italia e ha chiesto "formalmente" approfondimenti al ministro dell'Ambiente, Corrado Clini. Di più. Il titolare del Mipaaf ha anche chiesto ai suoi tecnici di lavorare ad uno specifico dossier.
Ad affermarlo è stato lo stesso minsitro delle Politiche agricole a margine del Consiglio dei ministri dell'Agricoltura che si è tenuto a Bruxelles. 

"Personalmente non ritengo che al sistema economico agroalimentare italiano giovino gli Ogm, tutt'altro - ha rincarato Catania -. I consumatori non li percepiscono positivamente. Detto questo, se si volesse arrivare all'introduzione in Italia di coltivazioni Ogm, è necessario che ci sia un quadro giuridico di garanzia per chi gli Ogm non li fa e vuole continuare a fare agricoltura tradizionale o biologica''.

Il nodo della questione si gioca, di fatto, sul terreno del diritto, dal momento che a livello europeo il negoziato sulla normativa sugli Ogm ''è in balia delle onde - ha detto il ministro -. In materia di coltivazioni geneticamente modificate, penso che debba essere lasciata agli Stati membri più discrezionalità e piu' flessibilità, perché  decidano in modo sereno fin dove vogliono spingere l'ingresso o meno degli Ogm nel proprio sistema produttivo''. 


La condanna di Futuragra

Futuragra condanna la proposta del ministro Catania", dice Duilio Campagnolo, presidente di Futuragra. Mancano, secondo il numero uno dell'associazione, "i presupposti e le ragioni scientifiche per adottare la clausola, che può essere invocata solo a fronte di rischi provati per la salute e per l’ambiente. Studi che fino a oggi non hanno prodotto evidenze scientifiche in questo senso".
“Riteniamo - rincara Futuragra - che la decisione del ministro sia dettata da fini politici e di promozione della propria immagine in vista delle imminenti elezioni, insieme alla pressione esercitata dalla Commissione europea, che ha messo in discussione il decreto legislativo 212/01, non conforme alle direttive Ue".
La sentenza della Corte europea ha sancito il diritto degli agricoltori di accedere alle innovazioni biotecnologiche e a competere alla pari sui mercati mondiali. "Un vantaggio che sarebbe negato dall’adozione di una clausola di salvaguardia - dice ancora Campagnolo - che oltre a danneggiare gli agricoltori, impedirebbe ai consumatori l’accesso a una migliore qualità alimentare".


Appello "no-Ogm" ai partiti in nome della sovranità alimentare

E intanto, dalle associazioni ambientaliste, è arrivato "l'appello "no-Ogm" ai partiti e ai candidati in vista delle imminenti elezioni.

"Vi sono molte buone ragioni per continuare a dire ‘no’ alla coltivazione di Ogm - scrive la "Task force per un'Italia libera da Ogm - ma ve ne è una ‘particolare’ che sfugge ai decisori politici europei, ai dirigenti delle grandi multinazionali, ai traders internazionali che sul cibo come commodity costruiscono fortune finanziarie.
Questa ragione rimanda a ciò che definiremmo sovranità alimentare o, meglio, a tutto ciò che è sotteso al bene primario per eccellenza degli esseri umani e, cioè, agli alimenti. Questi beni, per loro natura, hanno una destinazione universale. E’ principalmente su questo terreno, che è un terreno di ‘comunità estesa’ i cui diritti sono di natura universale e comprendono passato, presente e futuro, che noi fondiamo la nostra contrarietà agli Ogm".

Per questo chiedono a tutti i partiti e candidati impegnati nella consultazione elettorale di esprimersi in merito alla "adozione, entro sessanta giorni, dalla data di formazione del Governo, della clausola di salvaguardia da notificarsi alla Commissione europea, su iniziativa dei ministri delle Politiche agricole,  della Salute, dell’Ambiente, al fine di vietare ogni forma di coltivazione di Ogm autorizzati a livello europeo (mais MON-8IO e patata Amflorà) a tutela della sicurezza del modello economico e sociale di sviluppo dell’agroalimentare italiano".


 

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