La Pac del futuro: più 'verde' e più 'equa'

E' fissata per il 18 novembre a Bruxelles la Comunicazione della Commissione. Ma nella bozza in circolazione, la Politica agricola comune manterrà una struttura a due pilastri con qualche modifica

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Pac, c'è attesa per la Comunicazione della Commissione

C'è molta attesa a Bruxelles per la presentazione, prevista per il 18 novembre, della Comunicazione della Commissione sul futuro della Politica agricola comune.

Il Commissario Ciolos dovrebbe compiere il primo atto formale del processo di riforma – che fino a oggi è stato essenzialmente una discussione sui principi – davanti alla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo.

Come spesso accade con i documenti di Palazzo Berlaymont che generano molte aspettative, una bozza è già filtrata. E' un modo per valutare le reazioni e, eventualmente, modificare o rafforzare alcuni passaggi del documento.

In estrema sintesi, la Pac delineata dalla Comunicazione è più "verde" ed "equa", concepita per sostenere un'agricoltura "competitiva" e integrata con Europa 2020, la strategia della Commissione per promuovere nel vecchio continente una crescita "sostenibile, intelligente e inclusiva".

Secondo l'ipotesi della Commissione la Pac manterrà una struttura a due pilastri, con diverse modifiche e spostamenti tra il primo e il secondo.

Il sostegno alle aree svantaggiate, per esempio, diventerebbe parte dei nuovi aiuti diretti, composti di quattro componenti: una quota base che serva da sostegno al reddito; un aiuto addizionale obbligatorio per la fornitura di servizi pubblici ambientali; una quota volontaria co-finanziata per compensare eventuali svantaggi competitivi di tipo geografico o “naturale”; un sostegno accoppiato volontario mirato a regioni e settori specifici.

Del secondo pilastro faranno parte le iniziative per promuovere l'innovazione dei processi produttivi e la lotta al cambiamento climatico, oltre che lo sviluppo regionale e locale, la ristrutturazione aziendale e il ricambio generazionale.

La Comunicazione resta vaga su moltissimi punti, ma il 17 novembre si comincia a far sul serio.

Dopo la presentazione del documento, Ciolos darà il via a una nuova fase di dibattito, tra le istituzioni e i cittadini europei, le associazioni di categoriea e gli stakeholders. La prima proposta legislativa è attesa per il prossimo luglio, con la presidenza di turno polacca.

 

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