Pil, agricoltura in crescita del 4,5%

Dati Istat. L'aumento percentuale è riferito al terzo trimestre 2008 rispetto al 2007. Si registra invece un calo del 3% sul trimestre precedente

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Conti economici Istat,

Nel terzo trimestre del 2008 il Prodotto interno lordo (Pil), espresso in valori concatenati con anno di riferimento 2000, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è diminuito dello 0,5% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% nei confronti del terzo trimestre del 2007. E' quanto emerge dai conti economici trimestrali elaborati dall'Istat per il terzo trimestre 2008. Per quanto riguarda il capitolo agricoltura, silvicoltura e pesca, nel terzo trimestre 2008 rispetto al trimestre precedente, si registra un calo del 3%, mentre in riferimento al terzo trimestre del 2007, il valore aggiunto dell'agricoltura è cresciuto del 4,5%.

“Il netto calo del valore aggiunto in agricoltura è preoccupante, anche se il dato tendenziale resta positivo. viene confermata così la difficile situazione delle imprese che richiede una nuova politica per rilanciare sviluppo e competitività”. Lo sottolinea il presidente della Cia Giuseppe Politi. "Anche se in termini tendenziali - spiega Politi - l’agricoltura mette a segno una positiva crescita, lo stato di salute del mondo agricolo italiano non è dei migliori. Pesano sulle aziende gli alti costi produttivi e i gravosi oneri sociali, nonché l’aumento del costo del denaro e le difficoltà di accesso al credito, che penalizzano  quegli imprenditori che hanno investito in innovazione e qualità".
 
L'agricoltura è l’unico settore in controtendenza che fa registrare una crescita del valore aggiunto
in termini tendenziali. E' quanto emerge dalle elaborazioni della Coldiretti. La campagna svolge un ruolo anticiclico rispetto alle difficoltà dell’economia di carta che va sostenuto con politiche rivolte al contenimento dei costi, alla valorizzazione delle produzioni e al sostegno dei consumi che sono in calo addirittura a tavola. A preoccupare è l'andamento dei costi di produzione nelle imprese agricole che ha fatto segnare un aumento del 7% con un'impennata per i concimi (+61%) mentre sono  in calo del 7% i prezzi alla produzione delle materie prime agricole.
 
Confagricoltura evidenzia come la congiuntura negativa abbia interessato quasi tutti i principali settori produttivi e dei servizi, segno evidente del persistere di fattori di ordine finanziario e reale che deprimono l’economia. Non fa eccezione il settore agricolo, che registra una forte flessione (-3%) del valore aggiunto ai prezzi base, cioè inclusi i contributi comunitari sulla produzione, rispetto al secondo trimestre del 2008. In questo quadro permangono le incertezze dal lato della domanda per il rallentamento e la flessione delle esportazioni e dei consumi delle famiglie, a cui si aggiungono i segnali negativi sul fronte degli investimenti. Occorrono tempestivi ed incisivi interventi per riattivare la congiuntura e porre le basi di una crescita più duratura.

Fonte: Agrapress

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