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Impollinazione, la nuova frontiera sono i robot

Una startup israeliana ha messo a punto un sistema di impollinazione robotica delle colture. Una soluzione nel caso in cui in futuro, come accade oggi in Cina, gli insetti pronubi dovessero scomparire

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Dipendono dagli insetti impollinatori gran parte delle colture commerciali
Fonte foto: Matteo Giusti - AgroNotizie

Gli insetti pronubi sono fondamentali per molte colture commerciali. Dal melo al mandorlo, passando per lo zucchino e la melanzana, senza l'aiuto di api e bombi l'agricoltura si troverebbe in seria difficoltà. Tuttavia gli agricoltori stanno sperimentando una moria di api che nessuno è stato ancora in grado di spiegare fino in fondo. Questi insetti soffrono il diffondersi di malattie e parassiti, ma anche l'insorgenza della cosiddetta Sindrome dello spopolamento degli alveari, che vede la morte di intere comunità di api senza una ragione apparente.

In Cina la scarsità di insetti pronubi ha costretto gli agricoltori del Sichuan e di alcune aree del Nord a procedere all'impollinazione manuale. Armati di canne di bambù con legate piume di gallina, migliaia di uomini-ape si arrampicano su peri e meli per 'spennellare' i fiori con stami essiccati e triturati. In alcuni villaggi, come quello di Nanxin, famoso per le mele, la fecondazione è gestita ormai esclusivamente da operai con costi diventati proibitivi.

Per mettersi al riparo dall'eventualità che in futuro gli insetti impollinatori non siano a sufficienza per garantire l'impollinazione delle colture, una azienda israeliana ha messo a punto un metodo artificiale per trasportare il polline dagli organi riproduttori maschili a quelli femminili. Niente canne di bambù e piume di gallina, ma sensori e bracci robotici.

Il processo sviluppato da Edete, questo il nome della startup, prevede due fasi. Inizialmente i fiori delle cultivar impollinatrici vengono raccolti e viene prelevato il polline, successivamente essiccato per essere conservato. L'anno dopo il polline viene utilizzato per fecondare i fiori. Ma come? Edete ha costruito un portale, una sorta di arco che avvolge la pianta e da cui spuntano dei diffusori mobili in grado di avvicinarsi ai fiori. Grazie ad algoritmi di riconoscimento delle immagini la macchina, dotata di telecamere, è in grado di identificare un fiore schiuso e di posizionare uno dei diffusori in corrispondenza della corolla. Grazie poi all'effetto elettrostatico il polline viene trasferito al fiore.

Il prototipo è in fase di sviluppo e i costi non sono certo abbordabili. L'impollinazione da parte degli insetti pronubi rimane sia dal punto di vista ecologico che economico da preferire. Eppure in California, stato che produce il 90% delle mandorle al mondo, gli agricoltori sono preoccupati dalla drastica riduzione delle api e sono alla ricerca di soluzioni che possano assicurare le produzioni anche in futuro.

 
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