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Una Mano per i Bambini

Frena il mercato suinicolo

Prezzi in flessione per i suini, ma pur sempre superiori a quelli di un anno fa. Tiene la redditività degli allevamenti grazie al calo del mais. Flessione anche per i prosciutti. La conferma dalle analisi del Crefis

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Peggiora la redditività della stagionatura dei prosciutti pesanti, sia generici sia Dop
Fonte foto: Angelo Gamberini - AgroNotizie

Dopo mesi di rialzi, il mercato dei suini pesanti da macello ha subito a settembre un lieve cedimento. Lo evidenziano le analisi del Crefis, il Centro di ricerche economiche dell'Università Cattolica di Piacenza diretto da Gabriele Canali.

I prezzi, infatti, sono calati anche se solo lievemente: -0,3% sul mese di agosto, per una quotazione media mensile sulla piazza di Modena pari a 1,769 euro/chilogrammo. Si tratta di una diminuzione relativa, tanto che la variazione tendenziale - che offre il confronto con l'anno precedente - è invece positiva: +4,1%.

Nonostante questa battuta d'arresto sui mercati, e grazie alla parallela diminuzione, il mese scorso, delle quotazioni della principale materia prima alimentare (il mais, sia nazionale che comunitario, ha subito un calo del 3,6% e dell'1,5% rispettivamente) la redditività dell'allevamento è salita anche a settembre: +1,1% rispetto ad agosto e +4,2% rispetto a settembre 2016.

Nel frattempo prosegue il forte calo del prezzo dei suini da allevamento, arrivato a settembre a 95,175 euro/capo, per un -7,5% su base congiunturale. Anche in questo caso, comunque, i prezzi si mantengono più elevati rispetto allo scorso anno (+16% la variazione tendenziale).
 

Macelli, redditività in calo

Scende invece la redditività della macellazione di suini. A settembre, infatti, l'indice Crefis segna -3,1% su base congiunturale, e soprattutto -10,8% nei confronti dell'anno scorso.

E' l'andamento negativo dei lombi freschi - a settembre, a Modena il prezzo è crollato del 13% - a determinare il calo della remuneratività della macellazione. Perché, al contrario, le cosce fresche per prosciutti hanno fatto registrare, sempre a settembre, variazioni positive, sia a livello congiunturale che tendenziale.
A cominciare dalla coscia fresca pesante destinata a prodotto Dop, quotata a settembre 5,490 euro/chilogrammo, per un +2,1% rispetto ad agosto. Mentre il prodotto per prosciutto generico ha raggiunto i 4,168 euro/chilogrammo (+0,9%).
 

Stagionatura in affanno

Peggiora a settembre anche la redditività della stagionatura dei prosciutti pesanti. L'indice Crefis evidenza infatti -3,4% per il Prosciutto di Parma e -1% per il prosciutto non tutelato. In sensibile calo anche il dato tendenziale: -5,5% per il prodotto Dop e -1% per il prodotto generico, anche se il dato resta su valori elevati, se si valuta nel lungo periodo.

Come conseguenza, anche a settembre - e ormai da mesi - è ulteriormente sceso il differenziale di redditività della stagionatura delle due tipologie di prosciutto; pur rimanendo ancora del 18,8% a favore dei Dop.

Per quanto riguarda il prezzo dei prodotti stagionati, il mese scorso le quotazioni dei prosciutti sono rimaste stabili: 10,550 euro/chilogrammo per il Parma Dop pesante e 13,700 euro/chilogrammo per il Prosciutto di San Daniele. Peraltro per il "Parma", la variazione tendenziale risulta ampiamente positiva: +8,2%.

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