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Suini, giù i costi e su i ricavi

Le analisi del Crefis indicano un aumento della redditività degli allevamenti grazie alla tonicità dei mercati del vivo. Soffrono invece i macelli e le attività di stagionatura segnano il passo

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Si riducono i costi di alimentazione grazie alla flessione dei prezzi di mais e soia
Fonte foto: K-State Research

E' un agosto tonico quello vissuto dall'allevamento suinicolo nazionale, che mostra un incremento significativo della redditività, sia dal punto di vista congiunturale, ovvero rispetto a luglio (+3,5%) sia dal punto di vista tendenziale, cioè rispetto allo stesso mese dell'anno scorso (+8,1%).
Lo evidenziano le ultime analisi del Crefis, il centro di ricerche economiche dell'Università Cattolica di Piacenza diretto da Gabriele Canali.
 

Il mercato

A favorire questa perfomance economica è stata la combinazione di costi in discesa e ricavi in salita. Il mese scorso, e rispetto a luglio, sono risultate infatti in calo sia le quotazioni del mais nazionale e comunitario (rispettivamente -2,6% e -0,9%), sia i prezzi della soia (-5,8%).

Nello stesso periodo sono saliti i prezzi dei suini pesanti da macello, che sul mercato di Modena hanno raggiunto 1,774 euro/kg, in aumento del 2% rispetto a luglio e del 9% rispetto all'agosto 2016. Andamento negativo, sempre ad agosto, per i suinetti di allevamento, ma solo su base congiunturale (-8,7% alla Cun) perché il dato tendenziale è molto positivo e supera il 30%.
 

Macelli, redditività in calo

Relativamente positivi, ma con qualche ombra, i dati di agosto del segmento della macellazione. Se l'indice Crefis di redditività sale rispetto a luglio dell'1,1%, il confronto con l'anno scorso risulta molto negativo: -13,3%.

A conferma che il miglioramento economico dell'attività di macellazione è sostanzialmente congiunturale c'è il fatto che l'aumento di redditività dipende soprattutto dal mercato dei lombi freschi: durante il mese scorso, la quotazione del "taglio Modena" è infatti aumentata rispetto a luglio del 9,5% (mercato di Modena).

Nello stesso mese, i prezzi delle cosce fresche pesanti per crudo hanno registrato aumenti molto lievi: +0,1% la coscia a destinazione Dop (5,378 euro/kg, Cun); +0,3% la coscia destinata a prodotto generico (4,152 euro/kg).
 

Stagionatura in affanno

Nella fase di stagionatura scende ad agosto l'indice Crefis di redditività del Prosciutto di Parma Dop pesante: -2,2% rispetto a luglio ma soprattutto -3,3% su base tendenziale. Sfavorevole anche l'indice dei prosciutti generici: -1% a livello congiunturale e -10,2% a livello tendenziale.

Prosegue così l'assottigliarsi del gap di redditività tra prosciutti pesanti Dop e generici, che ad agosto rimane comunque positivo (+21,6%). Da segnalare però che nel caso di cosce stagionate leggere, il differenziale è tornato da qualche mese negativo (-4,9%), ovvero a sfavore dei prosciutti tutelati.
 

I prosciutti Dop

Per quanto riguarda il mercato dei prosciutti, ad agosto si è registrato un aumento dei prezzi del Parma Dop pesante che ha raggiunto i 10,550 euro/kg, che si traduce in +1,2% su luglio e +10,7% su agosto 2016; mentre rimane stabile a 13,700 euro/kg il prezzo del prosciutto di San Daniele, che segna però +8,3% su base tendenziale.

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