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Mozzarella di bufala campana, il 24% è certificata halal

La produzione 2016 del noto latticino per quasi un quarto è stata acquistata da musulmani osservanti, in Europa e Paesi Arabi, che richiedono il rispetto di rigorose procedure di lavorazione prescritte da Corano e Sharia

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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La certificazione halal rappresenta uno sbocco di mercato che secondo Euromonitor si porterà al 26% dei consumi alimentari mondiali entro il 2030
Fonte foto: © Jacek Chabraszewski - Fotolia

Mozzarella di bufala campana, cresce il mercato dei consumatori di religione musulmana. È boom della Mozzarella Dop certificata “halal”, sostantivo arabo che significa “lecito”, ovvero che il prodotto può essere consumato dai musulmani osservanti ed è realizzato nel rispetto delle leggi islamiche, conforme ai dettami del Corano e della Sharia. A dirlo è il Consorzio di tutela che da Caserta ieri, 1° agosto 2017, ha diffuso i dati produttivi 2016 del latticino tutelato che si avvalgono della certificazione “halal”.
 
Nel 2016 sono stati prodotti oltre 10,6 milioni di chilogrammi di mozzarella di bufala campana “halal”, pari al 24% del totale. Vuol dire che 1 mozzarella Dop su 4 è destinata a consumatori musulmani. Cresce anche il numero di caseifici certificati, che oggi rappresentano il 20% degli iscritti al Consorzio di tutela in tutta l’area di produzione della Dop (Campania, basso Lazio, Capitanata in Puglia e Venafro in Molise).
 
“Il successo è frutto da un lato della conquista di nuovi mercati in Paesi asiatici di fede islamica, come gli Emirati Arabi, e dall’altro di un gradimento crescente verso la mozzarella Dop da parte dei consumatori musulmani in tutta Europa, a cui viene offerto un prodotto ad hoc" spiega la nota del Consorzio.
 
Le differenze della mozzarella di bufala “halal” non sono da ricercare nel prodotto ma nel percorso lavorativo, che prevede vincoli dettati dalla religione islamica, come ad esempio l’utilizzo di prodotti senza alcol per la pulizia degli impianti e l’impiego di caglio di origine animale certificato “halal”. Ma la svolta fondamentale è la verifica, da parte di autorevoli rappresentanti della comunità islamica, della correttezza dei procedimenti e dell’assenza di sostanze che, pure inavvertitamente, potrebbero rendere il prodotto non lecito per l’Islam.
 
“Il trend in crescita della mozzarella di bufala halal conferma l’apprezzamento globale del nostro prodotto da parte di ogni tipo di consumatore”, commenta il presidente del Consorzio di Tutela, Domenico Raimondo. “Secondo il report di Euromonitor, i consumatori di prodotti a marchio halal – sottolinea – costituiscono un mercato di circa 2 miliardi di persone ed entro il 2030 peseranno per il 26 per cento dei consumi mondiali. Per alcuni Paesi islamici quello halal è un requisito doganale imprescindibile per l’entrata e la commercializzazione di alcuni generi alimentari. Il comparto della mozzarella Dop ha raccolto questa sfida e la sta giocando da protagonista”.

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