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Campania, 50 milioni di api uccise dai roghi

Lo rivela Coldiretti sulla stima dei danni subiti dalla arnie dell'area del Vesuvio, per 10 giorni bersaglio degli incendi. Un altro 20% degli insetti nell'area sono morti a causa della perdita di orientamento dovuta al fumo

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Api, fondamentale il loro ruolo nell'impollinazione. Nell'area vesuviana andate distrutte anche arnie coinvolte in un progetto di recupero dell'ape Ligustrica
Fonte foto: © Oleksiy Ilyashenko - Fotolia

Spenti i roghi nel Parco del Vesuvio, sale la conta dei danni. Oltre ai 100 ettari di macchia mediterranea e alla strage di animali, le fiamme hanno ucciso quasi 50 milioni di api. È il dato che emerge da una prima analisi di Coldiretti Campania in base alle segnalazioni degli apicoltori dell'area vesuviana, in particolare nella zona di Ercolano. Un numero destinato a crescere a causa degli effetti del fumo sugli sciami sopravvissuti. Gli esperti del Consorzio nazionale produttori apistici calcolano una perdita ulteriore di almeno il 20% di insetti che hanno perso l'orientamento e quindi sono morti.

"Un danno enorme per la biodiversità – spiega Salvatore Loffreda, direttore di Coldiretti Napoli e Campania – visto il ruolo fondamentale che le api hanno nell'ecosistema. L'incendio colpisce un comparto già fortemente messo in crisi dalla siccità. Non si è persa solo la produzione di miele e polline di quest'anno, bruciata insieme alle arnie, ma una così drastica riduzione di api mette in seria difficoltà anche quella del prossimo anno. Le api erano già in sofferenza per le scarse precipitazioni che hanno ridotto la disponibilità di fiori, con conseguenti interventi di sostegno con acqua e zucchero".

La strage di api ha coinvolto anche i nuclei di fecondazione. L'azienda La Fattoria Biagino, uno dei maggiori produttori dell'area vesuviana, ha visto andare in fumo quasi 100 nuclei di riproduzione, vere e proprie casseforti genetiche dell'ape Ligustrica su cui questi apicoltori lavorano da decenni, partecipando a convegni internazionali proprio sulla salvaguardia del patrimonio genetico. Le fiamme hanno distrutto le arnie anche nelle zone di Licola e ad Agnano, dove ad andare in fumo è stata la riserva naturale degli Astroni.

La tragedia delle api ha visto un impegno straordinario di uomini e mezzi. Tanti i volontari che hanno lottato tra le fiamme per salvare le api, patrimonio dell'umanità. "Se l'ape scomparisse dalla faccia della terra, all'uomo non resterebbero che quattro anni di vita, rammentava la nota frase attribuita ad Albert Einstein - ricorda la nota di Coldiretti Campania, che sottolinea - buona parte del cibo che consumiamo dipende, direttamente o indirettamente, dall'opera di impollinazione".

Ma le api possono ancora essere alleate dell'uomo nella ricostruzione del disastro ambientale. Può essere utile – propone Coldiretti – utilizzare gli sciami per il monitoraggio ambientale del Parco del Vesuvio tramite il Conaproa, così come già avvenuto nel casertano in collaborazione con la Facoltà di Agraria di Portici.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Coldiretti Campania

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Tag: api ambiente biodiversità apicoltura impollinatori Sos siccità 2017

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