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Arav, Floriano De Franceschi confermato presidente

Il numero uno dell'associazione: "Proseguiamo con la genetica per il benessere animale, per un latte di qualità e l’analisi dei dati per una stalla più efficiente e sostenibile"

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Floriano De Franceschi, presidente Arav

Floriano De Franceschi è stato confermato lo scorso 5 luglio per acclamazione il presidente in carica alla guida dell’Arav, l’Associazione regionale allevatori del Veneto, per un altro mandato, mentre alla vicepresidenza sono stati eletti Danilo Bronca (Tv) e Luciano Pozzerle (Vr).

Il numero uno di Arav ha così commentato: “Stiamo andando nella direzione giusta, quella che mira a realizzare la stalla del domani, che guarda a qualità, benessere animale, sostenibilità ambientale e distintività. Elementi in via di realizzazione e frutto di un percorso che ha rimesso in discussione il nostro sistema allevatoriale, per arrivare ad un livello qualitativo sempre più elevato”.

De Franceschi ha inoltre sottolineato l'importanza dell’analisi dei dati di stalla, non solo per il singolo allevamento, ma per la crescita del sistema allevatori in generale, come dimostra il fatto che tra il 2004 e il 2016 le aziende in controllo funzionale sono diminuite del 35%, a fronte di una riduzione totale del 70% delle stalle venete da latte. "Per lavorare in questa logica ed avvicinarsi al mondo della cooperazione, unico sistema per fare squadra e contrastare la crisi, stiamo collaborando - ha aggiunto il presidente - per un latte di qualità con le latterie cooperative venete. Sono oltre 300 le stalle che hanno compreso l’importanza di lavorare sui parametri benessere animale e latte-qualità”.

In questa direzione vanno i servizi che Arav ha messo in campo per gli allevatori veneti, che determinano l’aumento qualitativo e quantitativo delle produzioni, rispondendo all’esigenza di incremento della domanda alimentare; offrono alla filiera agroalimentare e al consumatore prodotti zootecnici rispondenti ai più elevati standard di sicurezza alimentare e tracciabilità, nel rispetto del benessere animale; permettono di preservare la tipicità delle produzioni, quindi la distintività, messa a repentaglio dalla globalizzazione; assicurano il mantenimento della biodiversità e, naturalmente, permettono alle aziende zootecniche di rimanere sul mercato.

Stiamo lavorando per la stalla del futuro, la stalla 4.0 e lo facciamo - ha concluso De Franceschi - riorganizzando il laboratorio analisi, che ogni anno effettua oltre 650mila verifiche sul latte, dove con l’aiuto del professor Martino Cassandro dell’Università di Padova (dipartimento Dafnea) e del professor Massimo De Marchi, sotto la supervisione del direttore tecnico di Aia, Riccardo Negrini e la collaborazione di tutti i dipendenti, oggi si è in grado di fornire agli allevatori in controllo funzionale dati aggiuntivi e innovativi, quali l’indice di attitudine casearia) e la Bhb (dato sulla sub chetosi). Inoltre, Arav ha dato il via a numerosi progetti per realizzare in un prossimo futuro la stalla sostenibile in Veneto dal lato economico, ambientale e del benessere degli animali, in collaborazione con Coldiretti Veneto e il mondo della ricerca universitaria, sotto la guida scientifica del prof. Samuele Trestini (Università di Padova) e le Latterie cooperative Venete. Sul progetto Meet Bull, realizzato per incentivare gli allevatori di vacche da latte a fecondare la mandria con tori da carne, garantendo la rimonta interna della stalla con l’aiuto del seme sessato e non, l’obiettivo è di arrivare anche a 1.500 capi entro dicembre 2018”.

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