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Allevatori dell'Emilia Romagna, gli obiettivi raggiunti e le incognite per il futuro

L'assemblea annuale dell'Araer ha visto un lieve segno positivo nel bilancio nonostante un’ulteriore diminuzione del sostegno pubblico
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Da sinistra il presidente Araer, Maurizio Garlappi. Al tavolo: Simona Caselli, assessore regionale all’Agricoltura dell’Emilia Romagna e il direttore di Araer, Claudio Bovo
Fonte foto: © Araer

Poteva essere l’assemblea che di fatto sanciva la morte del sistema allevatori. Invece, e per fortuna, con il dietro-front dei paventati e pesanti tagli ai finanziamenti pubblici annunciati non più tardi di un paio di settimane fa, l’annuale appuntamento dell’Associazione regionale allevatori dell’Emilia Romagna (Araer), svoltosi il 3 luglio presso la sede di Granarolo Emilia, è stato ancora una volta l’occasione per illustrare l’andamento tecnico-economico della zootecnia regionale nel 2016, che ha chiuso il bilancio con un lieve segno positivo nonostante un’ulteriore diminuzione del sostegno pubblico, e stilare una previsione per l’anno in corso.

L’assetto del sistema allevatori è destinato a vivere grandi cambiamenti – ha introdotto il presidente Araer, Maurizio Garlappi – Se i tagli annunciati si fossero concretizzati questa assemblea avrebbe avuto ben altri argomenti da affrontare. Fortunatamente, grazie al tempestivo intervento degli assessorati regionali all’Agricoltura e alla grande mobilitazione mai avvenuta in passato da parte del sistema allevatori, il Mipaaf ha sbloccato le risorse indispensabili per garantire i controlli funzionali”.

Dal 2013 a oggi Araer ha avviato al suo interno una profonda riorganizzazione, che pur nel contenimento dei costi ha saputo aumentare i servizi offerti agli iscritti. 

Un aspetto che trova un positivo riscontro nel numero di soci, passati da 2.518 del 2012, a 2.708 di quest’anno, numeri che si traducono in 291.033 capi grossi sotto controllo alla data del 31 dicembre 2016.

"Oltre al rinnovo delle cariche sociali – ha sottolineato Garlappi – il 2016 sarà ricordato per la completa implementazione del nuovo e innovativo sistema gestionale Si@lleva, che ci vede impegnati nell’installazione del programma ma soprattutto nel trasferimento all’allevatore di come utilizzarlo sfruttando le molteplici funzioni previste; così come va menzionata l’incessante attività del nostro laboratorio di analisi che nel 2016, rispetto all’anno precedente, ha registrato un incremento del 6,69% per un numero complessivo di analisi pari a 1.441.551, in cui devono essere conteggiate anche quelle effettuate per la Regione Toscana, alla quale a breve si unirà l’Umbria, il Lazio e l’Abruzzo, segno evidente che anche da questo punto di vista Araer rappresenta un importante punto di riferimento".

Relativamente ai controlli funzionali, le bovine da latte controllate nel 2016 sono state 231.624  (+0,50%) “Un incremento che non deve essere sottovalutato, soprattutto se si considera la diminuzione degli allevamenti in atto – ha spiegato ancora Garlappi – La produzione media per capo controllato è stata pari a 8.763 kg con un aumento dell’1,26% rispetto al 2015 e valori quanti-qualitativi di tutto rispetto. Notevole è anche la consistenza media registrata di bovine controllate per allevamento, che in Emilia Romagna raggiunge la cifra di 124,7, a fronte di una media nazionale di 79,7. Un valore, il nostro, che assume ancora più importanza se si considera che i controlli funzionali dei nostri tecnici arrivano anche in montagna, con tutte le difficoltà che questo comporta. In aumento poi la quantità di latte vendibile di latte prodotto in Emilia Romagna che ha raggiunto 1.999,52mila tonnellate, con un aumento produttivo rispetto al 2015 del 4,5%, che diventa del 6,5% se si considera la base quinquennale”. 

Tornando all’attività del laboratorio di analisi, peraltro accreditato dall’ente unico nazionale di accreditamento Accredia per le analisi di grasso, proteine e cellule somatiche, va ricordato lo screening previsto per la ricerca degli anticorpi della Paratubercolosi e della Neospora, l’analisi per il rilevamento precoce della gravidanza, la fornitura agli allevatori del kit per effettuare presso gli allevamenti le analisi della Bvd e per il rilevamento di residui di antibiotici nel latte e l’implementazione, dall’inizio del 2017,  del nuovo servizio per la ricerca della Chetosi. 

Un quadro di aspetti positivi, che però non toglie spazio ad alcune preoccupazioni.
"La prima riguarda la modifica della legge 30 – ha insistito il presidente Araer – una modifica che non conosciamo e che temiamo possa incidere negativamente sul sistema allevatori. Un altro tema che preoccupa riguarda i bandi della misura sullabiodiversità del Piano di sviluppo rurale nazionale, a cui si aggancia la misura del Piano di sviluppo rurale legato alla consulenza aziendale, un tema evidenziato con forza anche lo scorso anno a cui teniamo particolarmente perché rappresenta uno strumento di rilevante e vitale importanza per il nostro settore, che ha il grande bisogno di poter contare su supporti tecnici di lunga durata affinchè si possano orientare quelle scelte e quegli interventi necessari agli allevatori per raggiungere gli obiettivi prefissati”.

All’assemblea ha partecipato anche l’assessore regionale all’Agricoltura, Simona Caselli, secondo la quale “i maggiori livelli produttivi registrati sono sicuramente un fatto positivo – ha affermato – attenzione però all’aumento che sia per la produzione di Parmigiano Reggiano che per il latte fresco vorrebbe poi dire riuscire a trovare uno sbocco sul mercato che garantisca agli allevatori una buona redditività”.

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