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Consorzio Asiago, bilancio con il segno più

Aumento del 2,1% dei consumi e del 6,5% per l'export: questi alcuni dei dati emersi dal resoconto annuale
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Assemblea dei soci 2016 del Consorzio di Tutela Formaggio Asiago
Fonte foto: © Consorzio Tutela Formaggio Asiago

Un bilancio 2016 positivo quello che i soci del Consorzio di tutela Formaggio Asiago hanno approvato nell’assemblea svoltasi il 12 maggio 2017 ad Asiago.

Il piano di crescita programmata ha visto un controllo delle produzioni ridotte del 3,35% rispetto all’anno precedente e un aumento del 2,1% dei consumi, in netta controtendenza rispetto al comparto dei formaggi semiduri che, nello stesso anno, ha segnato un doppio calo dei volumi del 1,3% e del valore del 1,7% (dati GFK-Eurisko).

Un segnale positivo arriva anche dal calo, a fine 2016, dello stock aggregato di prodotto, rispetto a fine 2015; aspetto che ha consentito di iniziare il 2017 con premesse migliori rispetto allo scorso anno.
 
Nel 2016, sono state prodotte 1.365.597 forme di Asiago fresco e 221.772 di Asiago stagionato, per un totale di 1.587.369 forme; produzioni che, nel contesto del piano di regolazione 2017-2019, continueranno a garantire un equilibrio tra domanda ed offerta, proseguendo nella valorizzazione della denominazione e puntando a rafforzare l’orientamento al mercato a fianco dei produttori impegnati ad esportare Asiago Dop nel mondo.
 
Mentre il comparto dei formaggi semiduri ha visto un calo dei volumi pari a 1,3% e del valore del 1,7% (dati GFK-Eurisko), i dati 2016 dei consumi di formaggio Asiago sono positivi, sia presso le famiglie (+2,1%, dati GFK-Eurisko) che nella grande distribuzione (+2,3%, dati Iri-Infoscan).

Questa performance, realizzata in un contesto di sempre maggiore pressione competitiva di prodotti standardizzati e a basso valore aggiunto, anche dall’estero, dimostra come i consumatori italiani desiderino tornare a scoprire e consumare prodotti genuini e tradizionali dall’origine certa.

Una sensibilità che premia le produzioni made in Italy e vede Asiago Dop, per tutto il 2017, in sinergia con alcune primarie insegne della distribuzione regionale e nazionale, impegnata nel far apprezzare, direttamente sul punto vendita, il valore aggiunto di un prodotto che ha molto da far scoprire al consumatore, in particolare per la produzione maggiormente legata alla tradizione e alla storia: l'Asiago stagionato, realizzato secondo tecniche antiche e legato al territorio d’origine.
 
In Italia, Asiago Dop è la quarta specialità casearia a latte vaccino più diffusa. Nel 2016, il formaggio Asiago ha aumentato le vendite in valore dello 1,3% rispetto al 2015, a fronte di una diminuzione degli atti d’acquisto e del calo della spesa media, in linea con il trend generale dei prodotti alimentari. Significativo l’aumento del 10,5% delle famiglie acquirenti e del 3,5% dell’indice di penetrazione che raggiunge il 56,6% (dati GFK-Eurisko).

Il Nord Est, con una percentuale del 31,3% di consumi, si conferma come l’area di forza sia per penetrazione che per acquisto medio mentre al Sud i consumi rallentano passando dal 32,3% nel 2015, al 29,2% del 2016. Anche a Nord Ovest aumentano i consumi dell’1,5% portando da 24,5% a 26% il peso della specialità veneto-trentina in quest’area geografica relativamente al totale Italia. (dati GFK-Eurisko).
 
Nel 2016 si è proseguito nel rafforzamento del mercato estero con un +6,5% di export rispetto al 2014. Le esportazioni di formaggio Asiago hanno raggiunto il massimo volume storico nelle vendite. Tra i principali acquirenti della specialità veneto-trentina, Svizzera e Australia risultano in testa.

Il Consorzio di tutela, nel 2016, ha rafforzato l’attività di promozione avviando due progetti cofinanziati dall'Unione europea, per un valore complessivo pari a 5,5 milioni di euro: il primo negli Stati Uniti e in Canada, in partnership con i consorzi del Pecorino Romano e dello speck Alto-Adige; il secondo “Cheese It’s Europe”, insieme ai Consorzi di Tutela Parmigiano Reggiano e Gorgonzola, mirato al rafforzamento e al consolidamento delle esportazioni in Austria, Repubblica Ceca, Ungheria e Polonia.

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