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Boehringer Ingelheim, l'industria della salute animale ha una nuova star

Svelati alcuni retroscena dell'operazione che ha dato vita al nuovo colosso farmaceutico veterinario a trazione franco-tedesca

Alessandro Amadei di Alessandro Amadei

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Di qui al 2030 il mercato internazionale della salute animale dovrebbe raddoppiare il suo valore passando dagli attuali 27 ai 53 miliardi di euro
Fonte foto: © Allevatori Top

Nelle scuole di giornalismo ti insegnano che c'è la notizia quando non è il cane a mordere il padrone, ma il padrone a mordere il cane. O quando è il pesce piccolo a mangiare il pesce grosso. Il che rappresenta esattamente quanto avvenuto lo scorso primo gennaio nel mondo della farmaceutica veterinaria: la tedesca Boehringer Ingelheim, numero 6 del ranking mondiale per fatturato nel campo della salute animale, acquisisce dalla francese Sanofi il gruppo Merial, numero 4 del mondo, per dar vita a un nuovo big player europeo della farmaceutica veterinaria che si colloca al secondo posto a livello mondiale (addirittura al primo posto nel comparto dei vaccini e dei prodotti anti-parassitari per animali domestici) e rompe così il predominio statunitense.

E a circa cento giorni da quella fatidica data, a spiegare i motivi dell'inattesa operazione (per finanziare la quale Boehringer Ingelheim ha venduto i "gioielli di famiglia", ovvero alcuni farmaci storici) è Joachim Hasenmaier, il veterinario figlio di allevatori che è alla guida del gruppo Boehringer Ingelheim animal health: "l'acquisizione di Merial ci permette di diventare sempre più competitivi in un settore ad alta crescita".

E forse la vera notizia è proprio qui: secondo gli analisti di Vetnosis di qui al 2030 il mercato internazionale della salute animale dovrebbe raddoppiare il suo valore, passando dagli attuali 27 ai 53 miliardi di euro. Un boom dovuto non soltanto alla dilagante diffusione di cani, gatti e altri animali da compagnia, ma anche a un'esuberante crescita della zootecnia, quanto meno a livello mondiale.
Dall'ottica italiana può sembrare fantascienza, ma di qui al 2030 il valore delle proteine d'origine avicola dovrebbe infatti passare da 191 a 432 miliardi di euro, quelle ottenute dai ruminanti da 144 a 331 miliardi, quelle di suino da 108 a 161 miliardi.

Ma nell'integrazione dei due gruppi farmaceutici veterinari c'è anche un motivo d'orgoglio tutto italiano, ed è Anna Maria Perrini, presidente di Boehringer Ingelheim Italia, ad evidenziarlo: "con questa acquisizione - spiega - il nostro gruppo oggi dispone di due siti produttivi in Italia. Uno si trova a Fornovo San Giovanni (Bg), dove continueremo a produrre farmaci per l'umana e principi attivi per la veterinaria. L'altro è quello di Noventa Padovana (Pd) dove Merial ha sempre prodotto i vaccini spenti per il comparto avicolo".

"Un autentico polo di eccellenza - interviene Roberto Del Maso, ex ad di Merial Italia e oggi amministratore responsabile di Boehringer Ingelheim animal health Italia - dove vengono prodotti annualmente 4,5 miliardi di dosi vaccinali, che al 90% vengono esportate soprattutto in Asia, mercato difficilissimo".
Nel firmamento della salute animale è nata una nuova stella.

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© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Boehringer Ingelheim

Autore:

Tag: veterinaria salute animale zootecnia Vaccini

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