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Mastro apicoltore, un corso a 360 gradi della Fondazione Edmund Mach

E' partita l'iniziativa formativa professionalizzante di 608 ore per apicoltori organizzata a San Michele all'Adige, che spazierà su tutti gli aspetti del settore, dalla biologia al marketing
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Un gruppo di api operaie, dove si vedono anche due esemplari di varroa, il temibile acaro che piaga l'apicoltura mondiale
Fonte foto: © Fondazione Edmund Mach

E' ufficialmente partito con una giornata aperta la prima edizione del corso per per divenire apicoltori professionisti organizzato dalla Fondazione Edmund Mach.

Il corso, a cui parteciperanno docenti da tutta Italia, avrà una durata di 608 ore e si svolgerà fino a dicembre presso il campus di San Michele all'Adige.

Così il 2 febbraio è stato presentato il piano didattico e il seminario sull'apicoltura tenuto da Antonio Belletti, presidente del Consorzio Apicoltori della Provincia di Gorizia e collaboratore dell'università di Udine, uno dei maggiori esperti italiani della gestione economica dell'azienda apistica.

Durante il corso saranno affrontati aspetti teorici e pratici legati al mondo delle api e dell’apicoltura, dalla biologia delle api, alla storia dell’apicoltura alle problematiche burocratiche e di marketing.

Il corso si compone di nove moduli per un totale di 402 ore di lezione frontale e 126 ore di attività pratico laboratoriali internamente alla Fondazione Edmund Mach. A queste seguiranno 80 ore di attività pratiche presso i partner professionali dell'iniziativa.

Tra i partner ci sono le principali istituzioni, gruppi di ricerca e realtà produttive nel campo dell'apicoltura in Italia. Tra queste figurano Agripharma, apicoltura Metalori, Associazione apicoltori Valle di Sole, Pejo e Rabbi, Associazione apicoltori in Vallagarina, il laboratorio di analisi Leochimica srl.

Il trend di questi ultimi anni - ha spiegato Belletti - ha portato ad una diminuzione del numero complessivo di apicoltori e ad un aumento delle aziende professionali ad indirizzo apistico sostenute da un programma di sviluppo rurale che definisce come prioritari i requisiti quali biodiversità e sostenibilità”.

Entrando ancor più nello specifico – ha aggiunto Belletti – si osserva come le aziende professionali stiano avendo un ricambio generazionale e sono condotte da giovani con propensione all’investimento e alla multifunzionalità con particolare attenzione alla produzione, al servizio di impollinazione e all’apiterapia”.

Si ricorda che per chi volesse seguire i singoli moduli c'è ancora la possibilità di iscriversi, e tutte le informazioni sono disponibili sulla pagina web del corso.

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