Si riunirà mercoledì 24 settembre, presso la Regione Lazio, il tavolo intorno al quale si siederanno tutti i principali rappresentanti della filiera zootecnica da latte chiamati a redigere una piattaforma con l’obiettivo di predisporre azioni di intervento ed efficaci politiche tese da una parte al mantenimento di un prezzo equo alla stalla, ora fermo a 42 centesimi al litro, e dall’altro a ridurre i costi di produzione oltre che valorizzare la qualità del latte laziale e promuoverne il consumo a livello locale.

La posizione di Coldiretti
Coldiretti Lazio siederà al tavolo chiedendo alla Regione di intervenire su tre chiare direttrici che secondo l’Organizzazione devono essere percorse: programmi di assistenza tecnica alle imprese mirati non solo al miglioramento della qualità del latte prodotto, ma anche all’accrescimento delle capacità imprenditoriali e gestionali necessarie per affrontare il mercato; attività di promozione del territorio e del latte laziale quale leva per favorire la diffusione di un marchio territoriale e mantenere prezzi adeguati agli allevatori che conferiscono latte di origine tracciabile laziale; azioni di attuazione “pacchetto latte” con particolare attenzione al rafforzamento del ruolo delle organizzazioni dei produttori nella negoziazione del prezzo del latte.

Il nodo Centrale del latte
Inoltre, Coldiretti Lazio ritiene che quella di domani sia la sede più adeguata per discutere del futuro della Centrale del latte di Roma sia sul piano della proprietà che delle politiche industriali necessarie alla tutela e alla valorizzazione del latte della capitale. Una questione, quella che si affronterà mercoledì 24 settembre in Regione, che non riguarda, del resto, solo gli allevatori che percepiscono 42 centesimi per ogni litro di latte prodotto, ma investe direttamente anche i consumi, dal momento che lo stesso litro di latte si trova sul mercato ad un prezzo quattro volte superiore.

Il latte nel Lazio
Nel Lazio, da aprile 2013 a marzo 2014, sono state prodotte circa 300 mila tonnellate di latte, nelle oltre 1.400 aziende presenti sul territorio, collocando la nostra regione al settimo posto dopo la Puglia con 348.000 tonnellate e la provincia autonoma di Bolzano con 380.000. Più del 70% della produzione è concentrata nelle sole regioni della Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.