L'aspetto della difesa della pianta dalle malattie rappresenta, anche per l'albicocco o Prunus armeniaca, un elemento di grande importanza. Ancora di più oggi dove il cambiamento climatico e la globalizzazione dei mercati stanno portando alla proliferazione di nuove malattie e insetti e alla loro diffusione in nuove aree geografiche. Senza dimenticare la necessità di una crescente attenzione per il rispetto dell'ambiente e della salute e per la sostenibilità economica.

La prevenzione diventa la parola d'ordine, già in fase di progettazione del frutteto. Come prima regola è opportuno scegliere albicocchi geneticamente resistenti o tolleranti alle più comuni avversità. Inoltre nella messa a dimora bisogna scegliere sesti d'impianto adeguati e corrette forme d'allevamento.

Ad oggi nell'albicocco le malattie principali sono monilia, maculatura rossa, oidio, batteriosi e virus (ad esempio sharka o Ppv). Su queste malattie dell'albicocco la ricerca e il miglioramento genetico, pubblico e privato, si sono concentrati per creare varietà capaci di resistergli geneticamente. Un modo per superare le malattie delle albicocche in modo naturale e biologico, con anche la conseguenza della riduzione del numero di trattamenti chimici.


La difesa dalle malattie dell'albicocco in una mossa

Inizialmente ci si è concentrati sul virus della sharka (guarda su Fitogest la scheda), una delle malattie dell'albicocco da quarantena particolarmente pericolosa, per cui non esiste una cura e che riduce drasticamente la produttività delle piante (oltre che a rendere i frutti meno appetibili i frutti). Su questo fronte oggi esistono diverse varietà che hanno resistenza a sharka. "In Italia al momento il progetto più interessante per trovare nuove varietà albicocco resistenti a malattie è Maspes - spiega Gianluca Pasi di Geoplant Vivai -, nato dall'unione di realtà private e pubbliche. Tra le varietà resistenti a sharka che segnaliamo ci sono Alissa BO02611043*, Ariel BO04626008* e Nirosa 2*. Tre varietà autofertili, buone da mangiare e con interessante epoca di maturazione".

 

"Nell'albicocco malattie e rimedi, ad esse associate, ci sono le varietà resistenti - spiega Riccardo Zanzi di Vivai F.lli Zanzi -. Secondo noi sono interessanti Alissa BO02611043*, Ariel BO04626008*, Nirosa 1*, Nirosa 2*, Nelson*, Bolero*, Delicot* e Lady Cot*: tra queste varietà totalmente resistenti a sharka e varietà con forte tolleranza".

 

 

Varietà di albicocco Alissa BO02611043*, resistente a sharka e autofertile

Ecco la varietà di albicocco Alissa BO02611043*, resistente a Sharka e autofertile

(Fonte foto: Geoplant Vivai)

 

"Nel periodo precoce e precocissimo proponiamo Borsalino*, Mogador* e Smart Cot Toyaco*: tutte e tre presentano una ottima tolleranza a sharka grazie alla presenza dei marcatori - spiega Laura Laghi di Battistini Vivai -. Nel periodo intermedio e tardivo segnaliamo Lady Cot* e Farbaly* Carmingo®"

Negli ultimi anni si è anche intensificata la ricerca su resistenza a monilia e batteriosi, che anch'esse incidono sulla vitalità delle piante e sulla qualità della frutta. Al momento sono poche le varietà in commercio che presentano queste caratteristiche. Per approfondire l'argomento puoi consultare Plantgest®, è gratuito basta registrarsi (si usano le stesse credenziali di AgroNotizie e di Fitogest®).

Inoltre dobbiamo ricordare che l'andamento climatico degli ultimi anni, con l'aumento delle temperature e dell'umidità, ha portato alla creazione di un ambiente ideale per l'attività degli insetti vettori del virus, quali cicaline e afidi. Questo ha spostato il problema ad un livello ancora più pericoloso oltre alla necessità di usare materiale di propagazione controllato e certificato e venduto da vivaisti autorizzati.


Italia in ripresa rispetto al 2021

Diamo anche uno sguardo all'attualità. L'offerta di albicocche 2022 in Italia sarà di circa 263mila tonnellate (fonte Europêch 2022), in ripresa dopo le precedenti annate fortemente penalizzate dalle gelate e dalle grandinate (+40% rispetto al 2021) ma inferiore del 15% rispetto ad una annata di buona produzione. Dal punto di vista delle superfici nel 2022 sono a dimora circa 20mila ettari di albicocco (fonte Cso Servizi, 2022), dato in linea con gli ultimi anni: il Sud Italia rappresenta il 60% della produzione italiana di albicocche con circa 160mila tonnellate (+28% rispetto al 2021). In questo areale produttivo Basilicata e Campania sono ancora le regioni capofila mentre interessante è la diffusione in Puglia e Sicilia. Seguono Emilia Romagna con 76mila tonnellate (+50%), Piemonte e Veneto. Da un punto di vista dei consumi al momento i dati sembrano incoraggianti anche se la situazione prezzo albicocche sta incidendo: il 6 giugno presso il mercato di Bologna i prezzi erano di 2,00 euro al chilogrammo per varietà Pricia categoria 45-50, 3,50 euro al chilogrammo per varietà Cot e 3,00 euro al chilogrammo per varietà Tsunami (fonte dati Bmti e Italmercati).

 

 Varietà di albicocco Nirosa 2*, resistente a Sharka e buona da mangiare

Ecco la nuova varietà di albicocco Nirosa 2*, resistente a Sharka e buona da mangiare

(Fonte foto: Geoplant Vivai)

 

 

"Per quanto mi riguarda - spiega un produttore ravennate che vende alle aste - i prezzi a cui ho venduto albicocche in questi giorni è stato più che soddisfacente: 5,00 euro al chilogrammo. Ho fatto qualche conto e per un solo giorno di lavoro per tre persone ho portato a casa circa 10mila euro. Le varietà che ho messo a dimora però sono state scelte accuratamente in base al target e al mercato: perché oggi ci sono albicocche e albicocche e target e target. E anche la coltivazione e la raccolta devono essere in linea con questa scelta. Ad esempio nel mio caso il prodotto venduto alle aste prenderà una strada diversa rispetto alla Gdo e ai mercati più generalisti".


L'evoluzione degli standard commerciali

C'è stata una profonda evoluzione nell'aspetto dell'albicocca negli ultimi 20 anni: prima albicocche dal colore giallo o arancio intenso senza sovraccolore, poi albicocche dal colore aranciato e sfumato di rosso più o meno esteso fino a giungere ai nuovi frutti totalmente sovraccolorati di rosso intenso. Il colore è stato quindi un elemento importante per il miglioramento genetico delle albicocche. Ma su quali altri parametri ci si è concentrati? Si è lavorato sia su aspetti qualitativi che agronomici. Partiamo dai qualitativi: equilibrio tra la componente acida e gli zuccheri, aroma, pezzatura del frutto (almeno 45-50 millimetri di calibro), resistenza al cracking, nocciolo non attaccato alla polpa e consistenza della polpa. Tra gli agronomici ci sono migliore adattabilità alle mutate condizioni ambientali (ad esempio varietà dal basso fabbisogno in freddo e che resistono maggiormente a stress idrici e termici), epoca di maturazione (ampliamento del calendario di maturazione: oggi inizia ai primi di maggio e finisce a inizio settembre), pianta di facile gestione, non elevata vigorosità, autofertilità, fioritura medio tardiva e abbondante, rusticità globale, shelflife, eccetera.

 

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