E' stato presentato al Parlamento europeo di Bruxelles il Libro bianco sull'Ocm ortofrutta redatto da Areflh, l'assemblea delle regioni europee dei prodotti ortofrutticoli, che è presieduta dall'assessore all'Agricoltura dell'Emilia Romagna Simona Caselli.
"Un strumento da riconfermare nell'ambito della futura Politica agricola comunitaria", ha sostenuto la Caselli. D'accordo anche Paolo De Castro, primo vicepresidente della Commissione agricoltura dell'Europarlamento, che guarda avanti e dice: "Ci auguriamo che anche Commissione e Consiglio vogliano prestare ascolto alle istanze delle regioni e dei territori a vocazione ortofrutticola".
 

Lo studio sull'ortofrutta

Questo Libro bianco mette in evidenza l'impatto positivo dell'Ocm a sostegno dello sviluppo del settore. E' curato da Areflh, un network europeo che riunisce una ventina di regioni e le principali organizzazioni di produttori europei.

"L'Organizzazione comune di mercato del settore dell'ortofrutta - sottolinea Simona Caselli - ha centrato gli obiettivi di maggiore aggregazione e di rafforzamento del potere contrattuale dei produttori e della filiera per i quali è stata creata vent'anni fa, riuscendo a coniugare competitività, qualità e sostenibilità delle produzioni.
Oggigiorno, tuttavia, c'è bisogno di apportare alcuni miglioramenti al vecchio impianto normativo per affrontare con strumenti più efficaci le nuove sfide che abbiamo davanti, a partire dalla crescente richiesta da parte dei consumatori di alimenti buoni e salubri (biologici e integrati), una maggiore concentrazione dell'offerta, più investimenti in ricerca e innovazione, oltre ad una migliore gestione delle crisi"
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I numeri del settore

Alla presentazione - patrocinata dall'europarlamentare italiano Paolo De Castro e dal collega francese Michel Dantin - hanno partecipato un centinaio tra parlamentari e rappresentanti di realtà che aderiscono ad Areflh. Tra queste vi sono venti tra le principali regioni produttrici di sei paesi europei (Italia, Spagna, Francia, Belgio, Grecia e Portogallo) e ventidue tra organizzazioni di produttori e associazioni di organizzazioni di produttori degli stessi paesi.

Per avere un'idea del radicamento di Areflh sul territorio, basti pensare che la sua base associativa rappresenta il 45% del fatturato europeo del settore, superando i 50 miliardi di euro. Per l'Italia, in particolare, aderiscono a questa rete Emilia Romagna, Basilicata, Piemonte, Provincia di Trento e, come nuovo osservatore, Valle d'Aosta.
 

I risultati

Negli ultimi vent'anni l'Organizzazione comune di mercato ha consentito di ottenere risultati importanti sul versante della programmazione della produzione e aggregazione dell'offerta, promuovere ricerca e innovazione, migliorare la sostenibilità delle produzioni e ridurre l'impatto delle crisi di mercato.
"Per questa ragione - sottolinea Simona Caselli - l'Ocm andrà riconfermata nella futura Pac in cantiere e migliorata nella direzione indicata nel Libro bianco, cercando di incrementare ulteriormente la quota di produzione organizzata e riequilibrare la distribuzione del valore lungo la filiera".
 

Il futuro: aumentare gli investimenti in conoscenza, ricerca e innovazione

L'assessore Caselli ha evidenziato l'importanza di rafforzare gli strumenti di gestione delle crisi di mercato e diffondere tra i produttori pratiche e tecniche di coltivazione a minor impatto ambientale in grado di mitigare e contrastare gli effetti del cambiamento climatico sempre più marcato. "Occorre aumentare gli investimenti in conoscenza, ricerca e innovazione - ha concluso - sfruttando le potenzialità delle nuove tecnologie e dei sistemi informativi e previsionali".


Europarlamento al lavoro sul Regolamento Omnibus

Per l'onorevole De Castro l'evento di presentazione del Libro bianco "non è stato solo utile ad analizzare i punti di forza e le debolezze di un settore che dovrebbe essere valorizzato dalle politiche per la salute dell'Ue - ha sottolineato ancora De Castro - ma anche ad avere la certezza che le proposte di emendamento della legislazione per le Organizzazioni comuni di mercato (Ocm) che, come Europarlamento, abbiamo inserito nel Regolamento Omnibus, sono considerate strategiche dai territori vocati a queste produzioni".

Oggi, giovedì 7 settembre 2017, intanto, i rappresentanti delle istituzioni europee torneranno a riunirsi per affrontare la parte agricola del Regolamento Omnibus. Si parlerà, in particolare, di pagamenti diretti e sviluppo rurale.