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Campania, rivisti i criteri di adesione all'agricoltura integrata

Un decreto regionale dirigenziale introduce sette nuovi disciplinari di produzione integrata per altrettante colture, aggiorna le norme tecniche generali e approva il piano dei controlli del Snqpi

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Farro: tra i nuovi disciplinari per l'agricoltura integrata in Campania c'è anche quello sulla coltivazione di questo cereale
Fonte foto: © RRF - Fotolia

L'assessorato all'Agricoltura della Regione Campania comunica che con Decreto regionale dirigenziale n.4 del 7 febbraio 2017, in corso di pubblicazione sul Bollettino ufficiale regionale, sono stati approvati i disciplinari di produzione integrata per il 2017 di sette colture a prevalente vocazione foraggera, nonché l'aggiornamento delle norme tecniche generali per l'anno 2017.

I sette nuovi disciplinari di produzione integrata approvati riguardano: farro, lupinella, sorgo, sulla, trifoglio, triticale e veccia.

Sono stati altresì aggiornati inoltre tutti i disciplinari specifici delle altre colture già esistenti per adeguarli alle modifiche introdotte nelle norme tecniche generali.

Con il Decreto regionale dirigenziale in parola è stato approvato anche il Piano dei controlli per la Regione Campania per l'adesione da parte delle aziende agricole al Sistema nazionale di qualità per la produzione integrata in conformità a quanto previsto dalla Legge n.4 del 3 febbraio 2011.

Per le imprese agricole che aderiscono alla misura 10 Pagamenti agroclimatico ambientali - tipologia di intervento 10.1.1 del Programma di sviluppo rurale della Campania 2014-2020 è prevista l'adesione per l'intera superficie aziendale o con una parte della superficie aziendale nel caso di imprese agricole costituite da corpi aziendali separati.
Tale adesione comporta l'adozione di un avvicendamento quinquennale che comprenda almeno tre colture e prevede al massimo un ristoppio per ogni coltura. 

Più in generale l'adesione alla produzione integrata può avvenire per l'intera azienda o per unità di produzione omogenee per tipologia di colture; in questo primo caso si adotta un avvicendamento quinquennale che comprende almeno tre colture e prevede al massimo un ristoppio per ogni coltura.

Quando l'adesione al disciplinare di coltivazione integrata avviene per singole colture devono essere rispettati solo i vincoli relativi al ristoppio e all'intervallo minimo di rientro della stessa coltura e alle eventuali ulteriori restrizioni delle colture inserite nell'intervallo.

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