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Castagno, in ritardo la produzione. Si spera nella qualità

Ivo Poli, presidente Associazione Città del Castagno: "Le previsioni produttive italiane sono migliori rispetto al 2013, anche se insufficienti a soddisfare la domanda del mercato interno e le esportazione"

Lorenzo Cricca di Lorenzo Cricca

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Continua la lotta al Cinipide galligeno del Castagno e continua la distribuzione del suo antagonista naturale Torymus sinensis
Fonte foto: IStockPhoto

Fari puntati sulla stagione castanicola che sta per iniziare. Si annuncia un altro anno difficile: anche se la situazione appare migliore rispetto a quella dello scorso anno, non si possono di certo fare salti di gioia.
Per fare il punto della situazione abbiamo intervistato Ivo Poli, presidente dell'Associazione nazionale Città del Castagno.

Quale è stata la situazione produttiva castanicola per quest'anno?
"Per il 2014 non è ancora possibile dare informazioni precise - spiega Ivo Poli -, poiché la maturazione delle castagne è in ritardo e la produzione si potrà valutare solo alla fine della stagione, in novembre.
Le previsioni sono migliori rispetto al 2013, poiché la stagione più umida e fresca di quest'anno ha favorito un buon sviluppo vegetativo del castagno. In molte zone italiane le piante sono cariche di ricci ma non è detto che i frutti siano di buona qualità, visto le piogge durante l'impollinazione dei fiori, le grandinate e gli attacchi fungini.
La produzione complessiva italiana sarà comunque ancora largamente insufficiente a soddisfare la domanda del mercato interno e le richieste di esportazione. Infatti, come lo scorso anno, saremo costretti a consumare in gran parte prodotto straniero (Spagna, Portogallo, Grecia, Turchia, oltre a grosse quantità provenienti da Cina e Corea) purtroppo la tracciabilità è difficoltosa e il rischio che il prodotto straniero venga spacciato per italiano è molto alto".

 
Qual è la situazione del Torymus sinensis e della lotta biologica al Cinipide?
"Per il secondo anno consecutivo le Associazioni castagno ATS create dall'Associazione nazionale 'Città del castagno' hanno fatto da supporto alla distribuzione del Torymus sinensis (antagonista naturale del Cinipide), prodotto presso il DiSAFA di Torino, ai tecnici dei Servizi fitosanitari regionali per il lancio dell'insetto nei castagneti. Quest'anno sono stati effettuati oltre mille lanci nell'ambito del progetto Bioinfocast, promosso dal MiPAAF, oltre a numerosi altri lanci pagati direttamente dai privati e dagli enti locali.
Nel monitoraggio, effettuato nei giorni scorsi in diverse Regioni, è stata accertata la presenza delle larve di Torymus sinensis in molte galle infette : dimostrazione che l'insediamento dell'antagonista del Cinipide è avvenuto e che l'insetto si sta propagando rapidamente. Nel cuneese, nelle zone dove sono stati effettuati i primi lanci, si è già raggiunto l'equilibrio tra le presenze del Cinipide galligeno e del suo antagonista e la situazione produttiva è in netto miglioramento. Nelle altre Regioni però i primi risultati positivi sono attesi nei prossimi due o tre anni".

 
Quali sono le prospettive future del comparto castanicolo?
"L'arrivo del Cinipide Galligeno o Vespa cinese, oltre ai danni, ha avuto anche 'il merito' di riaccendere l'interesse per il castagno da parte sia dei proprietari e conduttori di castagneti, sia delle Amministrazioni locali. Questo rinnovato interesse dovrebbe stimolare la ripresa di un mercato che può raggiungere alti valori di fatturato, la rimessa a coltura di castagneti abbandonati, l'impianto di nuovi castagneti razionali, una valorizzazione del prodotto legno
Oltre alla buona volontà dei coltivatori serve però anche una forte attenzione ed un sostegno economico da parte delle Amministrazioni locali. Per trovare risposta a queste aspettative si punta molto sulle risorse del Psr 2015-2020, che dovrebbe riservare quote di finanziamento per i castagneti".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore:

Tag: castanicoltura frutticoltura import/export mercati intervista mipaaf

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