Visto l’attuale quadro meteorologico è il “tempo” giusto per fare qualche analisi sull’andamento della seconda parte estiva.
Il tema su "come sarà l'estate 2016" è molto dibattuto nel web, con previsioni spesso allarmistiche sulla stagione calda, per la quale molti siti - in genere i soliti - viene prevista una estate bollente, ancor più rovente della famosa 2003.
Purtroppo non esistono modelli previsionali che possono spingersi così nel lungo termine, indi per cui non è possibile basarsi su nessun elemento scientifico e quindi portare nessuna giustificazione una previsione così pessimista.
Naturalmente ad ogni estate diventa sempre più facile asserire che l’imminente stagione sarà molto calda, perché è ormai dato per scontato che arriveranno - in via del tutto statistica - almeno 2-3 ondate roventi africane, che faranno soffrire la popolazione esposta (così come in inverno è facile ipotizzare qualche forte ondata di freddo con nevicate anche in pianura).

Ma dovendo proprio fantasticare, come ipoteticamente potrà essere la seconda parte estiva?
Abbiamo chiesto un parere al noto meteorologo, il colonnello Mario Giuliacci.

“Per una previsione veramente scientifica occorre chiedersi quale è lo stato attuale o imminente di quei fenomeni che notoriamente hanno un sicuro impatto sul clima dell'estate.
Ebbene ad oggi abbiamo la certezza che sul pianeta sono in atto o stanno per esserlo tre fenomeni: Iil Niño, la Niña e il Global warming.
L'impatto di questi 3 indici può naturalmente influenzare sensibilmente la nostra estate:


Il Niño
"Tende a rendere più rovente la stagione estiva, come dimostra che tutte le estati più calde del passato (1983, 1987, 1994, 2003, 2009, 2012, 2015) sono avvenute in presenza del Niño (anomalo surriscaldamento delle acque del Pacifico equatoriale). Ma il Niño ora è in rapido declino, ha abbandonato definitivamente il Pacifico già da giugno, quindi ci porta a pensare che non sarà questo indice a rendere l’estate eccezionalmente calda".

La Niña
"La Niña (che al contrario è l’anomalo raffreddamento delle acque del Pacifico tropicale) ha l'effetto di smorzare la calura dell’estate europea. E’ prevista che arrivi in settembre, ovvero ormai troppo tardi per poter influenzare la nostra estate, ma potrà comunque garantire un normale se non più volete decadimento della stagione".

Il Global warming
"Da qui provengono le dolenti note. E' certo che il clima del nostro pianeta è diventato più caldo in tutte le stagioni mediamente di circa 1°C. Un grado in più, secondo la "legge gaussiana" rende più probabili le ondate di caldo estivo”.

Di quanto più probabili? Il colonnello Giuliacci a quest’ultima domanda conclude:
“Il centro di calcolo Noaa ci conferma in effetti che è aumentato su scala globale il numero di ondate di caldo estivo rispetto a quando non vi era il Global warming (1880-1900).
Confrontando i dati a disposizione di questo lasso di tempo si ricava difatti che il numero attuale di ondate di caldo rispetto al 1880-1900 è aumentato di almeno 4 volte.
Ma il numero di ondate attuali rispetto al recente passato - anni 1970-1990 quando le ondate di caldo erano già 3 volte più numerose - è aumentato di una sola unità. Come dire che, mediamente, rispetto a 20-40 anni fa, dovremmo attenderci un’ondata di caldo in più ed un conseguente aumento delle giornate estive roventi dell'ordine del 33%”.


Dalle poche righe è quindi facile ipotizzare, in via del tutto statistica, che sarà una estate decisamente più calda di quelle vissute negli anni '80-'90, ma probabilmente non così eccezionale come quelle del 1998, 2003 o 2007.

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