La Biostimolanti Conference è giunta quest'anno alla quarta edizione. Un incontro importante per il trasferimento delle informazioni dai laboratori di ricerca alle aziende produttrici e agli utilizzatori, gli agricoltori. 

 

I biostimolanti sono ad oggi un prodotto fortemente strategico che può aiutare gli agricoltori a ridurre l'uso di altri mezzi tecnici, in funzione di un'agricoltura più sostenibile sia dal punto di vista ambientale che economico. È per questo che il loro mercato è in continua crescita, per l'esattezza del 10% in più ogni anno. Da una stima approssimativa si può dire che se il mercato internazionale di biostimolanti valeva 3,5 miliardi di euro nel 2022, nel 2027 si potrebbero raggiungere i 6,9 miliardi.

 

Quando parliamo di biostimolanti facciamo riferimento a prodotti di origine naturale quali acidi umici e fulvici, estratti di alghe e specie vegetali, idrolizzati proteici, composti organici, funghi e batteri, che possono stimolare i processi nutrizionali delle piante e migliorare la loro efficienza dell'uso dei nutrienti; la tolleranza agli stress abiotici, le caratteristiche qualitative e la disponibilità di nutrienti confinati nel suolo o nella rizosfera. Ma non solo... per molti questa definizione è riduttiva perché i biostimolanti rappresentano davvero un mondo tutto da scoprire.

 

La Biostimolanti Conference 2023, è stata organizzata da Fruit Communication e dall'Associazione Regionale Pugliese dei Tecnici e Ricercatori in Agricoltura (Arptra), e si è tenuta a Catania dall'1 al 2 marzo con l'obiettivo di colmare il vuoto conoscitivo sui biostimolanti.

 

Nel corso delle 2 giornate sono intervenuti 21 relatori accademici e istituzionali e 28 referenti di aziende multinazionali produttrici di biostimolanti.

 

A patrocinare l'evento la Società di Ortofrutticoltura Italiana (Soi), l'Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Catania, l'Università degli Studi di Napoli Federico II, l'Università degli Studi di Bari Aldo Moro, l'Università degli Studi della Tuscia e l'Università degli Studi di Palermo.
 
Fertilgest®, che fa parte del network di Image Line® come AgroNotizie®, è stato content partner dell'evento, mentre Uva da Tavola, Terra e Vita, L'Informatore Agrario, AgroNotizie®, Foglie Tv e Fruit Journal ne sono stati i media partner.

 

Valutazione degli effetti agronomici economici e ambientali dei biostimolanti

Per comunicare all'agricoltore i numerosi vantaggi e i molteplici effetti dei biostimolanti, c'è bisogno di mettersi nei suoi panni. Trasformare cioè le informazioni in una valutazione degli effetti sia a livello agronomico che economico e ambientale.

 

Per valutare gli effetti a livello agronomico esistono una serie di tecnologie molto utili che permettono di misurare, per esempio, l'efficienza degli input come acqua e fertilizzanti. La coltura inoltre, può essere monitorata anche quando in atto, attraverso misure non distruttive come indici spettrali e bande di assorbimento delle foglie a specifiche lunghezze d'onda, temperatura fogliare o conduttanza stomatica, sistemi che ci permettono di conoscere lo stato di salute della coltura. O anche attraverso analisi o misure distruttive, che permettono di comprendere meglio gli effetti a livello fisiologico, come il calcolo del potenziale idrico fogliare, il contenuto idrico nei dischi fogliari, la misura della concentrazione ionica, ecc.

 

Per quanto riguarda la valutazione del beneficio ambientale, è possibile calcolare l'impronta di carbonio di un biostimolante cioè la quantità di gas serra generata da ogni unità di prodotto. Per fare questo si può utilizzare la tecnologia del life cycle assessment.

 

Una ricerca si è concentrata sulla valutazione ambientale dell'azione biostimolante del fungo micorrizico Glomus intraradices e di un idrolizzato proteico di derivazione vegetale su 2 colture orticole in serra, spinacio e zucchino, in diversi regimi di fertilizzazione.

 

Le emissioni di CO2 equivalente di entrambe le colture sono state ridotte grazie alle applicazioni di biostimolanti. In particolare, l'effetto della micorrizazione ha ridotto le emissioni del 8-12% su zucchino e fino al 24% su spinacio

 

L'ultimo aspetto è l'impatto sulla redditività dell'azienda e per fare una valutazione di questo tipo è possibile calcolare degli indici di efficienza economica.

 

Si può calcolare, infatti, il margine operativo lordo come indicatore della redditività della coltura dato dal valore della produzione meno i costi delle materie prime, dei servizi e del lavoro. Nel caso di una coltura trattata con biostimolante, basterà aggiungere ai costi quelli derivanti dall'acquisto e dall'applicazione del prodotto biostimolante.

 

Per calcolare, poi, il vantaggio economico nell'usare il biostimolante, basta sottrarre al margine lordo della coltura trattata con biostimolante quello del controllo cioè della coltura non trattata. Questo parametro va poi diviso per i costi legati al biostimolante e così si possono calcolare gli indici di efficienza che equivalgono agli euro che si generano in termini di margine operativo lordo dal costo di 1 euro associato all'apporto di biostimolante.

 

Da una analisi è emerso che in media da ogni euro di biostimolante si ottiene un guadagno di 2,78 euro.

 

Effetto dei biostimolanti sul valore nutrizionale degli ortaggi

Durante la Biostimolanti Conference 2023 molteplici sono stati i contributi relativi all'applicazione dei biostimolanti in orticoltura, per lo più relativi al superamento degli stress abiotici e al miglior sviluppo della coltura.

 

Un intervento però è stato anche dedicato al valore nutrizionale degli alimenti, un argomento di particolare interesse in vista dell'aumento della popolazione mondiale. Serve più cibo ma soprattutto cibo più nutriente.

 

Oltre agli approcci genetici che si cimentano nella selezione di varietà più nutrienti, anche i biostimolanti possono rappresentare dei prodotti strategici in questo senso. Vari studi infatti hanno già dimostrato che l'applicazione di alcuni biostimolanti su specie orticole può aumentarne la qualità nutrizionale ma anche ridurre la presenza di alcuni composti tossici come l'eccesso di nitrato accumulato negli ortaggi a foglia come rucola o spinacio.

 

In questi casi, i biostimolanti oltre ad agire sulla stimolazione del metabolismo primario della pianta che si occupa per lo più della fotosintesi e quindi della produzione di energia, agiscono anche a livello del metabolismo secondario attivando cascate di segnale che a loro volta stimoleranno la sintesi dei composti di interesse o contribuiranno a diminuire l'accumulo di sostanze dannose.


In uno studio sono stati utilizzati gli estratti grezzi delle foglie e dei fiori della borragine (Borago officinalis) per migliorare la resa e la qualità della lattuga. È stato dimostrato che gli estratti di borragine hanno potenziato il metabolismo primario aumentando i pigmenti delle foglie e l'attività fotosintetica e quindi il peso fresco della pianta. Sono però anche aumentati i flavonoidi e i fenoli totali e soprattutto le proteine totali.

 

La stessa pianta è stata utilizzata per valutare in un altro studio il ruolo come biostimolante nell'influenzare il metabolismo dell'azoto nella rucola selvatica. Al momento del raccolto, nelle foglie della rucola sono stati misurati i livelli di concentrazione di nitrati e per caratterizzare il meccanismo d'azione anche a livello molecolare, è stato selezionato un insieme di geni che codificano per alcuni degli enzimi chiave implicati nel metabolismo dei nitrati. È stata osservata una significativa riduzione di nitrati e anche l'espressione genica è stata influenzata dagli estratti, con un effetto più pronunciato sui geni che codificano per gli enzimi del metabolismo dell'azoto.

 

Criticità a livello normativo

Da un lato l'Ue e dall'altro l'Italia. Nel 2022 è entrato in vigore il nuovo Regolamento Europeo dei Fertilizzanti, che finalmente oltre a dare una definizione chiara di che cos'è un biostimolanti, li ha anche classificati in microbici e non microbici. Un altro punto a favore del Regolamento è che permette di miscelare i biostimolanti con altri fertilizzanti senza che questo ne penalizzi l'identità.

Leggi anche Finalmente in vigore il Nuovo Regolamento dei Fertilizzanti

In Italia però, come in altri paesi europei, vige ancora la legge nazionale, nel nostro caso il Decreto Legislativo 75/2021. Così i prodotti venduti come biostimolanti seguano un iter di registrazione diverso da quello europeo.

 

In Italia, inoltre, i biostimolanti sono inseriti nel Decreto Legislativo sotto la voce "prodotti ad azione specifica" e in questa categoria rientrano ad oggi 10 tipologie di prodotti. Per questi prodotti è previsto l'obbligo di scrivere dose e modalità di impiego in etichetta ma non è prevista la miscela con altri fertilizzanti se si vuole considerarli biostimolanti.

 

La legge nazionale è stata in parte modificata e aggiornata negli ultimi anni. Il 4 agosto 2022 però l'Ue ha chiesto all'Italia di uniformare la legge nazionale a quella europea entro 12 mesi, quindi entro settembre 2023. È solo allora che si potrà parlare di un reale cambiamento.

 

Comunque anche nel nuovo Regolamento Europeo dei Fertilizzanti ci sono delle criticità. Innanzitutto la categoria dei biostimolanti microbici contiene solo 4 generi, pochissime in confronto a quelle potenziali; inoltre, nonostante si sappia che i biostimolanti possono avere effetti multipli, tra i più disparati sulla pianta, nel nuovo Regolamento non sono ammessi biostimolanti che vantano anche azioni nella difesa delle malattie delle piante.

 

Tutte le relazioni della Biostimolanti Conference 2023 sono disponibili e scaricabili su Fertilgest® a questo link.

 

Le relazioni delle aziende

Tradecorp Italia: "Biimore: ultra efficienza a bassi dosaggi, il valore aggiunto per un’agricoltura sostenibile"
 
Yara: "Il ruolo dei biostimolanti nelle strategie di nutrizione Yara"
 
Almagra: "Strategie Almagra per il miglioramento quali-quantitativo del kiwi"

 

AIChem: "Effetto dei biostimolanti Pepton, sulla crescita e la qualità delle colture orticole"

 

Hydro Fert: "Dynamic: effetto biostimolante e antistress su lattuga in serra"

 

AlzChem: "Kelpak®: strategie di utilizzo"
 
K-Adriatica: "Hendosar: la soluzione per la salinità"

 

Valagro: "I cambiamenti climatici: come garantire la stabilità produttiva. Il ruolo dei biostimolanti"

 

Scam: "La proposta di Scam per ottimizzare l'efficienza della fertirrigazione"
 
Compo Expert: "Basfoliar® Spyra SL: l'innovazione passa dalle microalghe"
 
Mugavero: "Innovazioni in orticoltura"
 
FMC: "Seamac® Or: innovativo biostimolante a base di estratto liquido di alghe rosse (Kappaphycus alvarezii)"

 

Upl: "Carbo XL Activ: novità a catalogo Upl"

 

Gowan Italia: "Tamarack, il biostimolante naturalmente efficace"

 

Fertenia: "Fertenia: biostimolanti attivatori del metabolismo nell'areale siciliano"

 

Euro Tsa: "La nuova chelazione dei microelementi con effetto stimolante"

 

Corteva: "Methylobacterium: un nuovo orizzonte della biostimolazione"

 

Agriges: "Target Plus per il superamento degli stress e l'incremento delle produzioni"

 

Chimiberg Diagro: "Bortan, il nuovo biostimolante completamente vegetale di Diagro. Nuove evidenze su IV gamma"

 

Xeda Italia: "Solargo® 900 Wdg: Biostimolante microbico per il potenziamento e l'accrescimento radicale"

 

Meristem: "Microlife, la linea di biostimolanti per il suolo"

 

Plymag: "L'uso delle alghe nell'agricoltura moderna: conosciamo tutti i vantaggi?"

 

Green Has Italia: "Eranthis su vite da vino: contrastare gli stress abiotici per preservare la qualità"

 

FCP Cerea: "La biostimolazione nella colorazione e maturazione dell'uva"

 

Guarda il video della prima sessione della Biostimolanti Conference 2023

 

Guarda il video della seconda sessione della Biostimolanti Conference 2023

 

Guarda il video della terza sessione della Biostimolanti Conference 2023

 

Guarda il video della quarta sessione della Biostimolanti Conference 2023