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L’agricoltura del futuro: circolare e sostenibile

Convegno di Scam presso Macfrut di Rimini: sostenibilità, filiere agroalimentari, biodiversità e ruolo dell’industria negli attuali e futuri scenari dell’agricoltura italiana

Info aziende
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Marco Pirani, presidente di Scam. Alla sua destra, Felice Lo Faso, alla sua sinistra Francesco Bertolini e Anna Benedetti

Nulla di più circolare dell’agricoltura, sin dalle sue origini. Scarti e letame tornavano ai campi e i prodotti agricoli venivano consumati per lo più in loco da una popolazione prevalentemente rurale e impegnata per la quasi totalità nella coltivazione e nell’allevamento. Negli ultimi 50 anni gli scenari sono però drasticamente cambiati, con una popolazione che non solo è esplosa, ma si è anche trasferita nelle città per occuparsi di tutto fuorché di produrre cibo. Sono cioè aumentati i consumi e diminuite le superfici agricole e le braccia che le lavoravano. Urgono quindi cambi di paradigma, a partire proprio dalle industrie produttrici di mezzi tecnici per l’agricoltura.
 
Proprio in tal senso Scam sta vivendo un momento di profonda evoluzione atta a renderla sempre più conforme ai mutati scenari e sempre più efficiente da un punto di vista tecnico, dei processi industriali e della comunicazione. Nel filone di tale cambiamento si è innestato quindi un convegno organizzato dall’azienda modenese dal titolo “La circular economy e gli impatti sulla filiera agroalimentare sostenibile”, introdotto da Marco Pirani, presidente di Scam, e moderato da Donatello Sandroni di AgroNotizie. Come sede, l'edizione 2017 di Macfrut, a Rimini.

Alto il profilo dei relatori, a partire da Luca Bianchi, a capo del dipartimento delle Politiche competitive e della qualità agroalimentare, e Alessandra Pesce, della segreteria tecnica del vicepresidente Andrea Olivero. Questi hanno confermato gli impegni della politica nazionale sul fronte dell’innovazione, vista correttamente come miglioramento della tradizione. Forte la necessità di meritarsi la fiducia del consumatore, la quale se tradita difficilmente appare recuperabile. Da ciò deriva la necessità di operare al top dei criteri di qualità nelle diverse fasi della produzione di cibo. Infine, la sostenibilità delle pratiche agricole, la quale va vista come un tridente composto da una componente ambientale, una economica e una sociale. Puntare solo su una delle tre, in modo isolato, non porta alcun beneficio di lungo periodo.
 

Felice Lo Faso di Scam, a sinistra, con Paolo De Castro
 
In collegamento videoregistrato sono poi giunti i saluti di Paolo De Castro, primo vicesegretario della Commissione agricola e dello sviluppo rurale, e dell’europarlamentare Elisabetta Gardini, la quale sta conducendo a Bruxelles una battaglia molto accesa in tema di contaminanti nei fertilizzanti. In qualità di relatrice della Commissione ambiente, Elisabetta Gardini sostiene la necessità di regole più stringenti sui metalli pesanti, ma da applicarsi con tempi e criteri, appunto, sostenibili, perché le proposte di alcuni paesi del Nord Europa prevedono livelli di metalli pesanti come il cadmio assolutamente non rispettabili nei tempi ipotizzati, ovvero 12 anni. Al momento non esistono tecniche abbastanza efficienti nella de-cadmizzazione delle rocce da cui vengono estratti i fertilizzanti. Quindi i nuovi limiti di 20 ppm entro 12 anni appaiono una scommessa i cui esiti sono alquanto incerti, soprattutto pensando che quelli attuali sono pari a 80 ppm. Meglio sarebbe quindi una prima soglia transitoria pari a 60 ppm, da spostarsi verso il basso solo dopo averne valutato la fattibilità di processo.


Ugo Peruch, direttore servizio agricolo di Mutti
 
Il convegno ha poi toccato i temi della sostenibilità del vino, relatore Francesco Bertolini dell’Università Bocconi di Milano; poi del suolo e della biodiversità, per bocca di Anna Benedetti, direttore incaricato del Centro di ricerche per lo studio delle relazioni tra pianta e suolo del Cra. Ugo Peruch, direttore del servizio agricolo di Mutti, ha infine fornito uno spaccato dell’approccio della società alla coltura del pomodoro da industria, remunerando gli agricoltori in funzione della qualità del prodotto conferito. Incentivi che assommano alla fine dell’anno a tre milioni di euro.
 
A chiudere i lavori, Felice Lo Faso, direttore generale di Scam Spa, il quale ha aggiornato la platea sugli investimenti operati dall’Azienda in termini di processi industriali, di approvvigionamenti energetici e di approccio al mercato, sempre più competitivo, entro il quale Scam è intenzionata a muoversi come player di primaria importanza in termini di vision, di prodotti e di servizi.  

Felice Lo Faso ha infatti illustrato l'esperienza aziendale in merito all’offerta integrata e sostenibile quale viatico per giungere preparati alle nuove sfide future e per integrarsi in un contesto europeo sempre più competitivo e normato. In questo contesto agricolo e nello scenario futuro, si evidenzia come Scam sia oggi partner naturale dei più moderni operatori delle filiere agroalimentari di qualità che intendono portare sulle tavole dei consumatori, italiani ed esteri, pasta, vini, ortaggi e frutta nati da un’agricoltura virtuosa, produttiva, ma sempre più attenta alla qualità e al rispetto per l’ambiente.
 

Stefano Tagliavini di Scam, secondo da destra, riceve il Macfrut Innovation Award per i prodotti Stimox Plus e Stimox Mat
 
Un impegno che già al Macfrut ha portato i giusti riconoscimenti: sono state infatti presentate e premiate con il Macfrut Innovation Award le due nuove specialità nutrizionali proposte da Scam sul fronte della concimazione fogliare a base vegetale, ovvero Stimox Plus, capace di aumentare la pezzatura e il peso dei frutti attraverso l’aumento della resistenza della coltura agli stress e agli sbalzi termici, come pure Stimox Mat, le cui applicazioni migliorano l’uniformità di maturazione dei frutti, aumentano la colorazione dei frutti, incrementano il grado zuccherino e mantengono inalterata la consistenza della polpa.

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