L’agricoltura integrata rappresenta oggi un approccio di fondamentale importanza per la riduzione delle pratiche che impattano negativamente sull’ambiente e sulla sicurezza alimentare. Per l’ottenimento di soluzioni che aiutino le colture ad esprimere il loro massimo potenziale produttivo in un'ottica di agricoltura sostenibile, sono necessarie conoscenze agronomiche e scientifiche.

I nematodi, ad esempio, hanno un enorme impatto economico, causando ogni anno circa 100 miliardi di dollari di danni alle coltivazioni mondiali. In Italia ad esempio, per il pomodoro si stimano perdite pari al 25% in media, con punte del 60% in alcune zone.

Esiste, quindi, una crescente necessità di un controllo più efficace dei nematodi. La lotta si basa sull’utilizzo di nematocidi chimici e prodotti nematostatici, integrata con mezzi fisici e agronomici come ad esempio la solarizzazione e la rotazione colturale e mezzi genetici quali l’utilizzo di varietà resistenti. Tali metodi non sempre garantiscono standard produttivi qualitativi e quantitativi in grado di soddisfare il mercato agricolo, soprattutto perché le piante non sono in grado di reagire e recuperare la loro attività vegetativa. Lo sviluppo di attività agricole di tipo sostenibile, integrato o biologico, richiede la ricerca di tecnologie alternative ai fitofarmaci che possano avere anche ricadute applicabili nell’agricoltura convenzionale.

Da questa esigenza e necessità nasce Kendal Nem, l’unica soluzione che agisce direttamente sulla fisiologia della pianta assicurando una rapida attivazione dei processi metabolici e massimizzando la produzione.

A dimostrazione di ciò, le evidenze scientifiche ottenute utilizzando l’analisi genomica attraverso la tecnica Gene chip RT – PCR, mostrano ad esempio una maggiore attivazione di quei geni coinvolti nei processi di lignificazione della radice. Questi conferiscono quindi una maggiore robustezza e vitalità agli apparati radicali. A seguito dell’applicazione di Kendal Nem, la pianta è stimolata a produrre nuove radici laterali, le quali rimpiazzano le radici precedentemente danneggiate, garantendo una costante e cospicua proliferazione dell’apparato radicale in grado di sostenere al meglio la nutrizione della pianta anche in presenza di nematodi nel suolo.


In aggiunta, vengono attivati segnali molecolari responsabili della produzione di particolari proteine in grado di incrementare la forza fisica delle radici.
 
I marcatori sono la nuova frontiera per lo sviluppo di prodotti innovativi

Il risultato è l’ottenimento, in presenza di nematodi, di una condizione fisiologica ottimale della pianta in grado di supportare al meglio le performance agronomiche e produttive, sia in termini qualitativi che quantitativi.
 
Non solo: l’analisi genomica delle piante trattate mostra l’attivazione dei geni coinvolti nei processi che regolano la formazione delle radici, ma anche le applicazioni in campo hanno confermato i risultati ottenuti quando le normali pratiche colturali e di difesa dai nematodi, vengono integrate con l’applicazione di Kendal Nem.  
Nella coltivazione del pomodoro da mensa in coltura protetta si evidenziano incrementi quantitativi e qualitativi della produzione .

Prove in serra fredda su pomodoro, cv.DWR 7723, località Zapponeta (Fg): migliore crescita vegetativa riscontrata nell’applicazioni di Kendal Nem  

Analisi del fenotipo radicale, utilizzando parametri basati su analisi digitali e "Shovelomics"
Vigore pianta. Scala valori 0-10 (10 massimo vigore – 0 vigore). P = 0,05
Student – Newman-Keuls

Produzione cumulata di pomodoro da mensa in serra (kg/plot). Peso fresco della radice (g). P = 0,05
Student – Newman-Keuls

In conclusione, in un'ottica di approccio all’agricoltura integrata, l’utilizzo di Kendal Nem rappresenta una soluzione agronomicamente valida in grado di esaltare al meglio le performance produttive delle colture.

Kendal Nem è una soluzione naturale che può essere utilizzata durante tutto il ciclo colturale della pianta, su tutte le colture ad un dosaggio di 5 – 20 litri per ettaro in funzione dell’intensità del danno radicale e della frequenza di applicazione.