Contro la peronospora la difesa del vigneto deve essere strutturata in modo razionale, tramite non solo un'attenta programmazione dei trattamenti e dei loro intervalli, bensì anche nella scelta delle soluzioni fitosanitarie da impiegare in funzione delle diverse fasi della coltura e del patogeno. 


Diverso infatti è l'approccio tecnico se si deve trattare nei momenti in cui la vegetazione sta crescendo velocemente, oppure quando da proteggere al meglio vi siano soprattutto i grappoli. Infine, nei programmi antiperonosporici va considerata anche la prevenzione dei fenomeni di resistenza, al pari del profilo residuale alla vendemmia, nonché la possibilità di controllare più patogeni con i medesimi trattamenti. 


In tal senso folpet si qualifica come standard tecnico di riferimento, forte della propria azione multisito e multispettro. Aspetto questo che lo candida al ruolo di protagonista nelle strategie anti-resistenza, come pure nel controllo di più patogeni nei momenti più delicati della coltura, cioè quelli a ridosso e a cavallo della fioritura.

 

Oltre alla peronospora, suo target d'elezione, folpet concorre infatti a contenere anche la botrite, apportando interessanti effetti collaterali su oidio e black rot, come pure su carie bianca, eutipiosi ed escoriosi


Dal punto di vista tecnico, folpet spicca quale soluzione preventiva di copertura. Tenace infatti la sua resistenza al dilavamento grazie alla stretta aderenza alle cere vegetali, permettendo in tal modo di sbarrare la strada ai patogeni prima ancora che cadano le piogge infettanti. Tale ruolo di copertura è divenuto ancor più strategico in considerazione della revoca di mancozeb, che in futuro aprirà sensibili falle nella difesa fitosanitaria della vite. Falle che, appunto, folpet è in grado di chiudere in modo eccellente. Proprio per le caratteristiche di cui sopra, la sostanza attiva può essere infatti impiegata da sola, in alternanza con prodotti ad azione differente, oppure in miscela con esse. A conferma, folpet si rivela partner ideale per diverse sostanze attive sistemiche o ad azione citotropica/translaminare


Il suo uso in vigneto assicura infatti non solo la massima efficacia contro la peronospora, bensì permette anche la composizione di razionali programmi anti-resistenza. Inoltre, consente di utilizzare più razionalmente i formulati rameici, collocandoli nelle fasi più tradizionali come quelle tardo-primaverili ed estive: un ulteriore punto a favore del rispetto dei limiti massimi per ettaro imposti dalle normative. Ciò concorre poi a ottimizzare anche il profilo residuale dell'uva alla vendemmia, incontrando in tal modo le richieste di alcune gdo in termini di numero massimo di sostanze attive contestualmente presenti.

 

La linea tecnica di Ascenza italia

Ascenza italia offre diverse soluzioni tecniche basate su folpet, a partire da Folpec® 50 SC e Folpec® 80 Wg Advance, in cui la sostanza attiva è presente a sé stante. Due proposte, queste, che sono perciò impiegabili da sole oppure per la composizione di miscele estemporanee con fungicidi a differente modo d'azione. 


Alcune di tali combinazioni sono però già disponibili come miscele pronte nel catalogo della Casa portoghese. Per esempio Actlet® F, in cui folpet è abbinato a metalaxil-m, a comportamento sistemico. In Actlet® Evo, invece, a queste due sostanze attive è stato aggiunto anche cimoxanil, antiperonosporico citotropico e curativo. Oltre alla linea Actlet®, però, Ascenza Italia propone anche la linea Almada®, con Almada® F e Almada® Trio, in cui a cimoxanil subentra dimetomorf, anch'esso citotropico e translaminare, mentre in luogo di metalaxil-m come sistemico è stato posto fosetil alluminio.


L'uso alternato di queste soluzioni consente di coprire un'ampia finestra temporale, permettendo alla coltura di superare indenne le fasi più delicate, a partire proprio da quella a cavallo della fioritura.