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Letture estive. Sale da cucina contro oidio e tignoletta della vite: per l’Europa si può fare

Normativa europea

Le proprietà conservanti del sale da cucina sono note da tempo, così come la sua attitudine a disidratare per osmosi i materiali con cui viene a contatto. Con un pizzico di inventiva (purtroppo non italica) due organizzazioni del biologico, una britannica e l’altra francese, sono riuscite a ottenere l’approvazione all’unanimità del sale da cucina come sostanza di base.

Gli inglesi dell’Agriculture and horticulture development board hanno proposto il sale da cucina per proteggere i funghi coltivati dalle malattie batteriche e fungine mediante trattamenti localizzati, mentre gli arcinoti francesi dell’Itab (Institut technique de l’agriculture biologique) hanno puntato nientemeno che all’oidio e alla tignoletta della vite, da combattere con trattamenti fogliari a base di soluzioni saline.

Sono stati sufficienti due dossierini di 40-50 pagine ciascuno per convincere le autorità della sicurezza tossicologica del sale di purezza alimentare, mentre per la parte ambientale è stato sufficiente limitare la dose massima a 6 kg per ettaro, valore la cui giustificazione scientifica è apparsa quantomeno nebulosa (non si capisce quale ragionamento sia alla base di questo limite), per tranquillizzare gli esperti che non vi sono pericoli di salinizzazione dei suoli.

Alla dose consigliata di 1,2-4 kg per ettaro in 200 litri d’acqua (massimo 2 trattamenti per stagione), i trattamenti fogliari con la salamoia sono efficaci (ovviamente a detta dei proponenti) sulla vite contro l’oidio, di cui inibiscono la germinazione conidica. Sono sufficienti 1,2 kg/ha in 200 litri d’acqua per controllare la tignoletta, inibendo la schiusura delle uova mediante disidratazione. Nelle fungaie il condimento viene invece usato tal quale a scopo preventivo contro la diffusione delle spore batteriche e fungine.

Ovviamente la documentazione di efficacia è quella che merita il maggior sforzo di fiducia, ma se volete provare a vedere l’effetto che fa, nella documentazione citata in bibliografia potete trovare tutte le informazioni per poter vivere l’ebbrezza dell’agricoltura 2.0. Al massimo poi farete un trattamento con un vero agrofarmaco se l’efficacia del sale non vi soddisfa.
A parte gli scherzi, in qualche paese europeo il sale da cucina è stato autorizzato come agrofarmaco, tanto è vero che faceva parte della quarta lista di revisione europea, processo che non è stato portato a termine in quanto nessun produttore ha deciso di investire per il supporto di questa sostanza. Col senno di poi la decisione è stata indubbiamente azzeccata.

Approfondimenti per studiosi, addetti ai lavori o semplicemente curiosi
  • Conclusione Efsa Sale da cucina
  • 2004/129/CE: Decisione della Commissione, del 30 gennaio 2004, concernente la non iscrizione di talune sostanze attive nell'allegato I della direttiva 91/414/CEE del Consiglio e la revoca delle autorizzazioni di prodotti fitosanitari contenenti dette sostanze

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