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Bioinsetticidi dal veleno di ragno

Perché non sfruttare i naturali nemici degli insetti, i ragni? Un'azienda ha messo a punto una nuova gamma di bioinsetticidi al veleno di ragno per difendere le colture

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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Obiettivo: proteggere le colture dagli insetti senza ricorrere ad insetticidi di sintesi
Fonte foto: © ondreicka - Fotolia

Il futuro della difesa delle colture potrebbe passare da scorpioni, millepiedi, anemoni di mare e da ragni. Questi sono infatti degli organismi viventi in grado di sintetizzare dei veleni letali per gli insetti (e non solo). L'idea dell'azienda statunitense Vestaron Corporation è stata quella di studiare questi veleni per identificare i più efficaci per poi ricrearli in laboratorio.
L'obiettivo: proteggere le colture dagli insetti senza ricorrere ad insetticidi di sintesi.

Gli agricoltori di tutto il mondo hanno a che fare sempre più spesso con insetti di difficile controllo e a causa della globalizzazione e dei cambiamenti climatici il rischio che nuove specie arrivino in Europa è molto alto. Per gli agricoltori (ma anche per i privati cittadini) la cimice asiatica è un problema crescente, così come la Popillia japonica, sconosciuta fino a pochi anni fa. Ma gli insetti, oltre a causare un danno diretto alle colture, possono essere vettori di nuove malattie. Il loro controllo è perciò fondamentale.

Vestaron Corporation ha lanciato sul mercato statunitense una gamma di prodotti denominati Spear che è efficace contro i tisanotteri, come il tripide dell'olivo, delle serre, delle nettarine e del tabacco. Contro i coleotteri, come la dorifora della patata, e i lepidotteri. Per ora sono prodotti pensati per l'uso in serra, ma presto arriveranno anche per le colture estensive.

Ma come funziona questo bioinsetticida? "I ragni si sono evoluti nel corso di milioni di anni per cacciare gli insetti di cui si nutrono", spiega ad AgroNotizie Andy Renz di Vestaron Corporation durante il World agri-tech innovation summit di San Francisco. "Per questo abbiamo deciso di guardare nel loro veleno per cercare insetticidi efficaci".

Una volta finiti nelle ragnatele molti ragni iniettano un veleno che paralizza l'insetto portandolo alla morte. I ricercatori della Vestaron Corporation hanno isolato i peptidi responsabili della paralisi scartando però quelli nocivi per gli esseri umani o per i parassiti non target.

L'efficacia, dicono dall'azienda, è garantita e in linea con quella assicurata dai tradizionali insetticidi. Ma in aggiunta i bioinsetticidi possono essere utilizzati in agricoltura biologica e non hanno un periodo di carenza. Inoltre, essendo questi peptidi tagliati su misura della biologia degli insetti, non sono nocivi per i mammiferi, gli uccelli, i pesci o le api.

I primi prodotti della gamma Spear sono stati autorizzati negli Stati Uniti ed è difficile che arrivino anche in Europa. Vestaron Corporation opera infatti negli Usa, dove la normativa sugli Ogm permette l'utilizzo di piante e microrganismi geneticamente modificati. Una volta individuata la molecola velenosa per gli insetti, i ricercatori risalgono alla sequenza di Dna di ragno che sintetizza la proteina di veleno, questa viene poi inserita all'interno di un ceppo di lievito che diventa dunque in grado di produrre il veleno stesso.

Dato che non si possono allevare i ragni per 'mungere' il veleno, gli scienziati hanno modificato geneticamente dei lieviti per produrre solo i peptidi di interesse commerciale. Ma c'è di più. Perché l'azienda sta studiando la possibilità di inserire questi geni direttamente nelle piante, in modo che sintetizzino il veleno e che dunque uccidano qualunque insetto si cibi dei loro tessuti.  
 

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