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Fieragricola 2018, il roadshow parte da Savigliano

Il tour di promozione della kermesse veronese inizia il 18 marzo dalla fiera della meccanizzazione agricola. Presente all'evento Massimo Fiorio, vicepresidente della commissione Agricoltura della Camera dei Deputati

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Savigliano, tappa iniziale del roadshow di Fieragricola 2018

Il roadshow 2017 di Fieragricola inizierà ufficialmente sabato 18 marzo alle 14.30, presso il padiglione Agrimedia della 36esima Fiera nazionale della meccanizzazione agricola di Savigliano, in provincia di Cuneo.

La prima tappa della tournée prevede un incontro sulle novità e linee guida della 113esima edizione della rassegna internazionale per il settore primario, organizzata da Veronafiere dal 31 gennaio al 3 febbraio 2018.

All'appuntamento di sabato parteciperà Massimo Fiorio, vicepresidente della commissione Agricoltura alla Camera dei Deputati, il cui intervento verterà sul tema "L’agricoltura moderna tra innovazione e sostenibilità", toccando diversi aspetti, quali la Pac post 2020, l’internazionalizzazione e il ruolo di manifestazioni leader come Fieragricola.
 
Massimo Fiorio, vicepresidente della commissione Agricoltura della Camera dei Deputati

Tra gli altri interventi previsti, quello di Luciano Rizzi, area manager Agriexpo&technology di Veronafiere, e Cristian Curlisi, direttore del Consorzio italiano biogas, che esporrà il progetto denominato "Biogasdoneright: un sistema agricolo per la lotta ai cambiamenti climatici".

La Pac dal punto di vista di Fiorio
Interrogato riguardo alla politica agricola comunitaria, il vicepresidente della commissione Agricoltura ha risposto: "E' necessario affrontare alcuni cambiamenti epocali, come quello della dotazione finanziaria, relativamente alla quale non ci sono ancora risposte certe a livello europeo".
"Comagri ha ascoltato le rappresentanze del settore, per costruire un quadro generale in linea con le esigenze di tutti i soggetti interessati, - ha aggiunto Fiorio - mentre la commissione agricoltura del Parlamento europeo ha proposto nel regolamento Omnibus una correzione sulle misure compensative nell’ambito dello sviluppo rurale".

A tal proposito, l'onorevole non è completamente soddisfatto, ma ha definito un miglioramento la proposta di riduzione dal 30 al 20 per cento della soglia di calo di reddito, entro la quale avviare le misure compensative e gli strumenti di fondi mutualistici e stabilizzatori del reddito. Attualmente le misure scattano al 30 per cento della perdita del reddito aziendale, ma - secondo il vicepresidente - questa soglia è troppo alta.

Altro tema molto discusso della politica agricola comunitaria è il greening, che per altro non ha dato risultati apprezzabili.
"La commissione Agricoltura è riuscita ad escludere l’applicazione dell’inverdimento alle colture sommerse come, ad esempio, il riso - ha commentato il rappresentante della Comagri - e prevediamo di poter escludere dall’applicazione del greening anche alcune colture mediterranee, quali olivo e vite".
 
La vite potrebbe essere esclusa dall'applicazione del greening

Gli strumenti per tutelare l’agricoltura italiana
Secondo Massimo Fiorio, "l'agricoltura nazionale, pur presentando un valore aggiunto maggiore rispetto ad altri modelli produttivi, deve fare i conti con costi di produzione superiori, dovuti anche ad una minore disponibilità di terreno". Dunque è fondamentale lavorare a favore del rafforzamento delle filiere e dell'avviamento di un preciso processo di semplificazione.

L’agricoltura e l’alimentare italiano hanno fatto dell’export un cavallo di battaglia, ma potrebbero trovarsi in difficoltà davanti alle prime tendenze di protezionismo.
"Parlando del Ttip, l’accordo internazionale di libero scambio fra Ue e Usa, è morto e ciò comporta il rischio di perdere il riconoscimento delle nostre indicazioni geografiche - ha spiegato il vicepresidente - L'impostazione di parte della nostra produzione agroalimentare sulle Dop, un modello che riconosce solo le denominazione d’origine e non il brand, costituisce un serio problema".

A sentire le parole dell'onorevole, gli accordi bilaterali possono essere una soluzione, perché promuovono le esportazioni anche in aree - come quella mediterranea - che offrono grandi opportunità. Un altro strumento strategico per l'export sono le manifestazioni di rilevanza mondiale come Vinitaly e Fieragricola.
 
Un affollato padiglione di Fieragricola 

Il ruolo di Fieragricola nel settore primario
La rassegna di Veronafiere sarà responsabile dell’area Italia nel padiglione internazionale del salone dell’agricoltura del Marocco Siam.
"Di certo Fieragricola sarà capace di convogliare opportunità non solo per il Marocco, un’economia in crescita che ha recentemente fatto scelte interessanti in agricoltura, ma anche per l’Africa nel suo complesso" ha affermato Fiorio, che ha anche definito quali sono, a suo avviso, le attività a cui dovrebbe dedicarsi la manifestazione veronese.

Fieragricola, oltre a stipulare partnership strategiche come quella con il Siam, ha il compito di coniugare il business con le sfide del comparto legate all’alimentazione e alla sostenibilità ambientale, sociale, economica, temi attualmente molto seguiti dall’opinione pubblica.
 
Il logo del salone internazionale dell'agricoltura del Marocco Siam

Le ultime tendenze dell'agricoltura
Fiorio guarda con interesse all'affermazione dell’agricoltura di precisione come elemento a favore della sostenibilità, della tutela del suolo, del risparmio di carburanti e agrofarmaci.
"Adottare un modello di produzione sostenibile significa affrontare anche le problematiche del cambiamento climatico - ha sottolineato il vicepresidente - e considerare le opportunità offerte dallo sviluppo di energia da fonti rinnovabili".

Tornando a parlare del ruolo di Fieragricola, la kermesse può accompagnare i progressi dell’agricoltura biologica e sociale, che rispondono alla crescita di occupazione registrata nel settore.
"Sta nascendo una nuova agricoltura, moderna e differente, in cui la qualità e la sicurezza alimentare sono compatibili con il benessere animale e con le esigenze dei consumatori - ha continuato l'onorevole - Gli agricoltori dovrebbero saper cogliere tutte le opportunità, anche quelle offerte dal mondo vegano, perché ogni occasione potrebbe avere ripercussioni economiche non trascurabili nel settore primario".

Massimo Fiorio ha concluso dichiarando: "Sebbene non debba per forza essere un paese autosufficiente sul fronte alimentare, l'Italia dovrebbe comunque rispondere, insieme ad altri Stati, alle esigenze alimentari dei propri cittadini".

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