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Iot, dal trattore alla serra. Se le attrezzature ci parlano

L'Università di Wageningen, in Olanda, è a capo di un progetto che ha come obiettivo quello di portare la rivoluzione Iot (Internet of things) nelle aziende agricole. Sensori e intelligenza artificiale, l'Internet of farm promette di rivoluzionare il modo con cui coltiviamo la terra

Tommaso Cinquemani di Tommaso Cinquemani

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L'Internet of farm si basa sull'uso di sensori e reti intelligenti
Fonte foto: IStockPhoto

La tecnologia è ormai entrata negli oggetti di uso quotidiano. Dall'orologio che tiene sotto controllo il nostro battito cardiaco mentre facciamo sport ai sensori di parcheggio in auto, fino alle app che ci informano sullo stato del traffico, sensori e intelligenza pervadono il nostro vivere quotidiano. Questa rivoluzione si chiama Iot (Internet of things) ed ha due capisaldi: oggetti dotati di sensori e reti intelligenti.

Dalla domotica all'automotive, passando per l'industria 4.0 la rivoluzione Iot è già in atto e promette di investire anche il mondo dell'agricoltura. Le applicazioni sono infinite: sistemi di irrigazione che si attivano solo quando le piante necessitano di acqua, droni che monitorano le colture, trattori che si guidano da soli e attrezzature che si adattano alle esigenze delle piante.
Insomma, dove c'è un oggetto dotato di un sensore e in grado di agire a seconda dei dati che registra siamo in presenza dell'Internet delle cose.

Per accelerare il passaggio dell'agricoltura tradizionale a questo nuovo paradigma (parte dell'agricoltura di precisione) la Commissione ha finanziato con 30 milioni il progetto Internet of Food&Farms 2020. Capofila del progetto l'Università di Wageningen, in Olanda, punto di riferimento in Europa e nel mondo quando si parla di innovazione in agricoltura.
"Le tecnologie attualmente disponibili sono frammentarie, ad uno stadio sperimentale e adottate solamente da pochissimi attori", spiegano ad AgroNotizie i responsabili del progetto. "IoF2020 migliorerà le tecnologie esistenti e ne svilupperà di nuove con un conseguente beneficio per tutta la filiera agroalimentare".

Il progetto, che conta ben 71 partner internazionali e che si concluderà nel 2020, ha individuato 19 'casi d'uso' e cinque aree di azione:
  • Agricoltura e alimentazione sostenibile: IoF2020 ha come obiettivo migliorare il monitoraggio dei parametri di sostenibilità, come ad esempio il controllo delle emissioni inquinanti.
  • Tracciabilità degli alimenti: l'obiettivo è fornire al consumatore e ai vari attori della filiera informazioni, anche in tempo reale, riguardo l'intera catena di produzione. Inoltre, il progetto si spinge oltre la tracciabilità dell'origine aggiungendo dati riguardanti le caratteristiche del prodotto, metodi di produzione e condizioni ambientali.
  • Sicurezza alimentare: le catene di produzione degli alimenti verranno monitorate, controllate, pianificate e ottimizzate a distanza sulla base di informazioni in tempo reale.
  • Lavorazione degli alimenti: IoF2020 integrerà dei sensori economicamente vantaggiosi per un monitoraggio in tempo reale delle attività di lavorazione, assicurando in tal modo l'interoperabilità dei macchinari ed implementando algoritmi per l'anticipazione di problematiche legate alla sicurezza e qualità degli alimenti.

Anche le aziende agricole saranno parte della rivoluzione. "E' importante comunicare i risultati e i benefici osservati a tutti i potenziali stakeholders, inclusi gli agricoltori", spiegano i responsabili del progetto.
"Organizzeremo degli eventi nelle aziende dove verranno implementate le soluzioni Iot, ma utilizzeremo anche altri canali come fiere, forum, conferenze e articoli su quotidiani e riviste".
Tutti gli sviluppi potranno essere seguiti sul sito di IoF2020 che però attualmente è in fase di costruzione.

Il vero banco di prova di tutto il progetto sarà la sostenibilità economica delle soluzioni Iot. Se infatti a livello teorico la tecnologia esistente offre possibilità illimitate, la loro adozione in azienda è frenata dai costi. Ad esempio l'uso dei droni per il monitoraggio delle colture non è ancora decollato non tanto per la mancanza di tecnologie quanto per il loro costo.
"Un'analisi socio-economica verrà condotta per ogni caso d'uso", puntualizzano da IoF2020. "Tale analisi includerà indicatori relativi all'identificazione dei clienti ed utilizzatori delle soluzioni prodotte e i prezzi per ogni prodotto o servizio".  


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