Trattori, olive, teste di carciofo e melograni. Ma anche rame, gasolio e arnie. Per le aziende agricole i furti stanno diventando una vera piaga e complice la congiuntura economica sfavorevole, quando il danno è grande si rischia la chiusura. A fare razzia di raccolti e macchinari non sono i proverbiali 'ladri di polli', ma vere e proprie bande criminali, a volte provenienti dall'estero, che pianificano con attenzione i furti.

L'esasperazione è forte e a volte può sfociare in atti estremi. Come nel caso della sparatoria che è avvenuta in provincia di Catania il 9 febbraio scorso, dove due uomini di guardia ad un aranceto hanno sorpreso tre ladri e ne hanno ammazzati due a colpi di fucile.

"Ormai non sei più padrone della tua azienda perché te la vedi razziare tutti i giorni", racconta ad AgroNotizie Giosuè Arcoria, presidente provinciale dell'Anga (Associazione nazionale giovani agricoltori di Confagricoltura) di Catania, che in tre mesi si è visto rubare arance per un valore di 15mila euro. "Tutti i giorni mi faccio il segno della croce quando entro in azienda. Spero di non trovare merce mancante e di non incontrare i ladri che ormai agiscono in maniera sfacciata".

Il danno provocato al settore primario è enorme. Secondo il Sesto rapporto sui crimini agroalimentari in Italia l'impatto della criminalità è quantificabile in 300 milioni di euro. A spaventare maggiormente gli agricoltori sono i furti di trattori. Da quelli piccoli da frutteto, fino alle alte potenze adoperate per le lavorazioni del terreno, bande specializzate trafugano i mezzi dalle rimesse portandoli all'estero.
 

Furti di trattori...

Le regioni più colpite dai furti di trattori sono la Puglia, seguita dalla Sicilia, dalla Campania e dalla Lombardia. Più in giù la Toscana, la Calabria e l'Emilia Romagna. I delinquenti agiscono di giorno, rubando mezzi lasciati incustoditi in campo (magari mentre attaccati all'idrovora), ma più spesso si intrufolano nelle rimesse di notte. Preferiscono i trattori di media potenza, con allestimenti costosi, che mettono in moto e portano via o caricano su camion. La destinazione sono i mercati dell'Est Europa.

"Già oggi gli agricoltori cercano di tutelarsi con telecamere, allarmi e serrature robuste alle rimesse, ma i ladri trovano il modo di superare gli ostacoli, talvolta con metodi 'brutali', come abbattendo murature", racconta ad AgroNotizie Giuseppe Creanza, direttore provinciale Cia-agricoltori italiani Levante. "Ci sono anche casi in cui l'agricoltore viene bloccato in campagna, mentre lavora in pieno giorno, e gli viene sottratto il trattore o l'attrezzatura che sta utilizzando".

Il 16 febbraio scorso un tentativo di furto in Puglia è stato sventato dai carabinieri che hanno fermato un uomo di 45 anni che aveva sottratto illegalmente un trattore. Dopo un inseguimento tra le strade di campagna tra Mesagne e Brindisi l'uomo è poi uscito fuori strada ed è stato arrestato dalle forze dell'ordine.

Ma nella maggior parte dei casi i furti rimangono impuniti. Una volta che il trattore è stato portato via difficilmente si riesce a ritrovare, a meno che non sia dotato di un antifurto satellitare nascosto in qualche luogo insolito (nell'imbottitura del sedile, sotto un parafango...). In questo caso le forze dell'ordine sono in grado di restituire il maltolto anche se il trattore si trova all'estero.

Inutili invece gli antifurti delle case costruttrici, perché facilmente eliminabili. E anche i sistemi di videosorveglianza, se non collegati alle forze dell'ordine. In questo articolo parliamo specificatamente di quali sono i mezzi, tecnologici e non, utili ad evitare che un trattore venga rubato.

C'è poi un fenomeno relativamente nuovo e sommerso, quello del sequestro. Il mezzo viene prima rubato e nascosto, poi al proprietario viene chiesto del denaro per riaverlo. In molti pagano per poter tornare al più presto a lavorare e dunque le denunce sono poche. Ma il danno è notevole. "E' un fenomeno sottostimato in riferimento al quale noi chiediamo di non cedere alle richieste dei ladri", sottolinea Creanza. "In molti pagano per riavere il mezzo e non denunciano per paura di ritorsioni".
 

… e di prodotti agricoli

Se il furto del trattore crea un danno enorme e immediato (ma potenzialmente evitabile), il danno è altrettanto scottante quando a sparire sono i prodotti agricoli. Qualche esempio? Cia-agricoltori italiani denuncia che nella zona di Pistoia, famosa per il suo vivaismo, nel 2019 sono state trafugate circa 350mila piante, per un danno economico di alcuni milioni di euro. I furti hanno interessato molte aziende e sono state portate via anche migliaia di piante in una sola notte, divelte da terra con tanto di radici.
 

In Liguria, denuncia sempre Cia-agricoltori italiani, lo scorso anno sono spariti 300 quintali di olive, ma anche piante ornamentali. In Puglia a giugno 2019 è stata sgominata una banda dedita al furto di cavi elettrici, da cui viene ricavato rame da vendere al mercato nero. 12mila metri di cavo per un valore di circa 100mila euro. Un furto che ha causato danni indiretti enormi a tutte quelle aziende agricole, sopratuttto zootecniche, che si sono trovate impossibilitate a lavorare.

La Federazione apicoltori italiani lo scorso anno ha lanciato l'allarme per i continui furti di arnie, ben 22mila nel 2018. Anche in questo caso si tratta di professionisti che rubano gli alveari e si sono ingegnati anche nel mettere fuori uso i sistemi di sicurezza messi in campo dagli apicoltori. Arnie imbullonate al suolo, sensori Gps nascosti all'interno dell'alveare e telecamere di sorveglianza non sempre riescono a scoraggiare i ladri.

Ma anche le aziende di trasformazione sono finite nel mirino della criminalità organizzata. Da Reggio Emilia arriva il grido di allarme di Antenore Cervi, presidente provinciale Cia-agricoltori italiani, che ha denunciato i continui furti di forme di Parmigiano Reggiano.

"Dopo un attento monitoraggio del luogo, della struttura e delle vie d’accesso, a entrare in azione sono banditi molto forzuti che in pochi minuti caricano su furgoni rubati quante più forme possono. E poi fuggono, facendo perdere le loro tracce. Il bottino viene successivamente caricato su mezzi 'non ricercati' e poi portato direttamente ai luoghi dove viene smerciato".

E nelle campagne non sono rari anche i furti di bestiame. Ogni anno scomparirebbero circa 150mila capi, che vengono poi macellati e venduti in maniera illegale. Un danno importante sia alle aziende agricole, ma anche ai cittadini che consumano carne non tracciata, prodotta senza seguire le norme igieniche previste dalla legge.
 

Come difendersi dai ladri

Difendersi dai ladri non è affatto semplice. Se per i trattori valgono i consigli riportati in questo articolo, negli altri casi si può solo scoraggiare i malviventi. Bene dunque serrature e sistemi di videosorveglianza connessi ad istituti di vigilanza. Serbatoi di carburante con blocchi antifurto, inferriate alle finestre e filo spinato sui muri perimetrali.

"Come Cia abbiamo chiesto più e più volte il potenziamento delle forze dell'ordine sul territorio. Dovrebbe esserci un corpo di 'polizia rurale', come nelle città c'è la polizia municipale. Ma saremmo anche favorevoli al dispiegamento di militari. Serve un presidio che tuteli gli agricoltori", conclude Creanza.

Per i furti in campo l'unico modo è fare squadra con gli agricoltori vicini e le forze dell'ordine che hanno l'arduo compito di pattugliare un territorio enorme e scarsamente abitato. Quando si avvicina il momento del raccolto bisogna dunque attrezzarsi con ronde notturne per sorvegliare campi e magazzini, in modo da intercettare eventuali ladri, magari coordinandosi con Whatsapp. Spesso basta la presenza del legittimo proprietario per scoraggiare i malviventi, ma nel caso si sorprendano i ladri in azione occorre allertare le autorità, senza pensare di farsi giustizia da soli.