Accedi Registrati Non ricordi la password? ?  
Una Mano per i Bambini

La globalizzazione impera e i francesi sono rimasti senza burro

La domanda cinese di prodotti zootecnici e latticini è in netto aumento (e le conseguenze arrivano anche in Europa)

Duccio Caccioni di Duccio Caccioni

latte-burro-latticini-lattiero-caseari-by-mizina-fotolia-750.jpeg

Lo scorso settembre i francesi si sono accorti che dagli scaffali dei loro supermercati mancava il burro per effetto della grande domanda cinese
Fonte foto: © mizina - Fotolia

In attesa del prossimo rapporto Fao sulle prospettive dei mercati agricoli (Fao Food Outlook) possiamo provare a identificare qualche tendenza.

Il commercio mondiale di mais, sorgo, riso e soia è in aumento.
Uno dei vettori dell'aumento è la Cina, famelica di foraggi per un'industria zootecnica in rapida espansione e ammodernamento. I consumatori cinesi vogliono prodotti che una volta erano 'un sogno' – e li vogliono di buona qualità (la diffidenza è grande dopo gli scandali legati all'adulterazione di diversi alimenti, primo il latte).

Il mercato cinese dei latticini anticipa perciò l'offerta – si ricorre quindi alla importazione: i cinesi stanno rastrellando sui mercati mondiali grandi quantità di latte in polvere e di burro.

Per i cereali e la soia le diverse stime danno una produzione grossomodo in linea con quella record dell'anno scorso.
Il consumo di cereali è in aumento e si dovrebbe abbattere il muro dei 2,1 miliardi di tonnellate per effetto del maggior consumo di grano per l'alimentazione umana e di mais per quella animale e per la produzione di bioetanolo (e anche in questo ultimo caso la Cina spinge). 

Gli stock di grano, riso e cerali secondari si mantengono a livelli record. Fra i nuovi player internazionali spiccano la Russia e l'Africa oltre al solito Brasile, che però soffre per l'indebolimento della valuta.

La Russia mostra sempre di più l'aspirazione a diventare paese leader nelle commodities agricole (non solo cerali ma anche zucchero da barbabietola) – tutto sommato il cambiamento climatico potrebbe forse favorire la messa in coltura di terreni vergini.

Interessante vedere invece come l’Africa sia sempre più protagonista del mercato mondiale: si tratta di un importatore nettissimo non solo nella sponda mediterranea e nella fascia sub-sahariana (legate da un insano rapporto post coloniale ai cereali e al latte esteri) ma anche nei paesi che oggi vedono un certo sviluppo economico (Nigeria, Angola, Kenia).

Il mondo è sempre più piccolo e ricordiamo che per la teoria del caos (o regola della globalizzazione, secondo alcuni) un battito d'ali di una farfalla in Brasile può provocare un uragano in Texas.
Lo scorso settembre i francesi si sono accorti che dagli scaffali dei loro supermercati mancava il burro per effetto della grande domanda cinese: forse anche i cinesi hanno imparato a cucinare crepes, tarte tatin e quiche lorraine.

A me basta che non si vogliano fare i tortellini.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

Autore:

Tag: import/export latte mercati filiera

Leggi gratuitamente AgroNotizie grazie ai Partner

Syngenta Italia
Kuhn Italia
Adama Italia
Bayer
ILSA
KWS Italia S.p.A.
Gowan Italia
Valagro
Rotam Agrochemical Europe
BASF Italia
Arysta Lifescience
EuroChem Agro
Sapec Agro Italia
Argo Tractors :: Landini
Italpollina
Biolchim
Chimiberg
Compo Expert Italia
Cheminova Agro Italia
Sumitomo Chemical Italia
Cifo
Adriatica
Kollant
CBC (Europe) :: Divisione Biogard
Belchim Crop Protection Italia

Newsletter

L'ultimo numero di AgroNotizie è stato spedito il 16 novembre a 133.856 lettori iscritti: leggilo ora »

* acconsento al trattamento dei miei dati personali per le finalità indicate nell'informativa sulla privacy