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Xylella, via libera di Bruxelles ai reimpianti in zona infetta

Il voto di ieri consente di piantare olivi in Salento con cultivar resistenti al batterio. Martina soddisfatto. In Puglia annunciati bandi Psr da 45 milioni per rilanciare la coltura

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Passano anche la tutela degli olivi monumentali non infetti e la libera circolazione delle barbatelle immuni alla fitopatia
Fonte foto: © Oleg Znamenskiy - Fotolia.com

Nella riunione del Comitato fitosanitario permanente di Bruxelles tenutasi ieri – 19 ottobre 2017 - è stato approvato il testo di modifica della Decisione di esecuzione 2015/789 della Commissione Ue contenente le norme per l’emergenza e la gestione delle aree contaminate dalla Xylella fastidiosa. Il ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali lo ha confermato ieri pomeriggio, poco dopo le ore 16.
Potranno essere così impiantate le cultivar di olivo resistenti all’infezione - Leccino e Favolosa – in zona infetta. Una possibilità che sblocca investimenti nelle aziende olivicole del Salento ingentissimi: solo di cofinanziamento Psr ci sono sul piatto 45 milioni di euro. Emiliano e di Gioia hanno annunciato per imminenti i bandi sulle due misure interessate.
 
Le nuove disposizioni introdotte tengono conto delle richieste avanzate dall’Italia e dalla Regione Puglia e prevedono, come previsto sin dalla vigilia del voto, le seguenti opzioni.

1) E' stata riconosciuta la possibilità di reimpianto delle specie ospiti nella zona infetta. Teoricamente potrebbero essere messe a dimora tutte e senza eccezione alcuna, ma l'abrogazione in toto dell'articolo 5 riposa sulla logica aspettativa che siano impiegate cultivar resilienti, quali, nel caso dell'olivo, Leccino e Favolosa e tutte le altre che la ricerca renderà disponibili in futuro, sia per olivo che per altre specie ospiti. Tale possibilità è preclusa solo negli ultimi 20 chilometri più a nord, la zona di contenimento, la fascia della zona infetta rivolta verso la zona tampone o cuscinetto.

2) Concessa inoltre la possibilità di non abbattere le piante monumentali risultate non contaminate che si trovano nei 100 metri da una pianta infetta, a patto che vengano protette dal vettore e ispezionate periodicamente.

3)  Infine è stata accodata la libera movimentazione dalla zona demarcata delle tre varietà di vite risultate non suscettibili al batterio (Negramaro, Primitivo e Cabernet-Souvignon), che ora non dovranno più sottostare al trattamento idrotermico.
 
Fuori dalle previsioni della vigilia del voto, altre due novità.

a) Si è stabilito il rafforzamento delle ispezioni nei siti di produzione europei che coltivano sei specie, tra cui olivo, oleandro e mandorlo, identificate come ad alto rischio a causa dell’elevata sensibilità al batterio. Tale disposizione sembra aver sostituito quella inerente l’istituzione di un passaporto fitosanitario ad hoc per la movimentazione delle piante potenzialmente ospiti di Xyella, ipotesi ventilata ieri e della quale invece non si hanno più notizie.
 
b) Da quanto si apprende, inoltre è stata rivista la dimensione delle maglie di monitoraggio nella zona cuscinetto, per consentire la futura sostenibilità finanziaria ed operativa dei monitoraggi e delle analisi.
 

I commenti

“Si tratta di un risultato importante –  ha affermato il ministro delle Politice agricole Maurizio Martina - ottenuto grazie al costante lavoro diplomatico fatto in queste settimane a Bruxelles. Ora dobbiamo ripartire, guardando al futuro dell’olivicoltura e dell’agricoltura salentina. Bene anche le misure di protezione rispetto alle importazioni dall’estero che danno più garanzie di sicurezza”.
 
"E' un'ottima notizia ed è un risultato importante per chi, in questa vicenda a tratti surreale, si è impegnato a trovare soluzioni concrete più che a seminare polemiche". E' quanto hanno dichiarato gli europarlamentari salentini Paolo De Castro e Raffaele Fitto.
"La tutela degli ulivi secolari è imprescindibile per la conservazione del paesaggio pugliese – aggiungono i due europarlamentari -  ringraziamo il Commissario alla salute Vytenis Andriukaitis, che ha mantenuto il suo impegno affinché si eliminasse il divieto di reimpianto in Salento, rispondendo alla nostra interrogazione presentata nel luglio 2016”
 
"Non è stato un negoziato agevole, ma possiamo dire di aver raggiunto gli obiettivi prefissati" hanno affermato il presidente della Regione Puglia Michele Emiliano e l’assessore regionale alle Politiche agricole, Leonardo di Gioia.
“La Commissione ha altresì riconosciuto l’enorme sforzo sostenuto dalla Regione Puglia nel monitoraggio del territorio e la difficoltà di proseguire con la stessa intensità nel tempo: a tal fine, ha rivisto la dimensione delle maglie di monitoraggio nella zona cuscinetto, consentendone la futura sostenibilità finanziaria ed operativa" sottolineano Emiliano e di Gioia.
 

Presto un bando

Emiliano e di Gioia – inoltre – hanno dichiarato la propria disponibilità ad aprire a breve il bando della misura 5.2 del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 per il ripristino del potenziale produttivo danneggiato da calamità, sulla quale sono appostati ben 10 milioni di euro. Si spalancano le porte anche alla possibilità di adottare il bando sulla misura 4.1.C che ha in dote altri 35 milioni di euro di cofinanziamenti degli investimenti nell’olivicoltura e dedicata alla zona infetta del Salento. “Abbiamo pieno supporto da Bruxelles, – concludono Emiliano e Di Gioia – sia di sostenibilità finanziaria sia operativa.  Come anche, lo auspichiamo, in sede nazionale avendo chiesto al ministero per le Politiche agricole un intervento anche attraverso un capitolo della legge di bilancio”.

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