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Xylella, svaniti i diritti d'impianto Ocm vino al 50% per il Salento

Il Disegno di legge per la gestione della fitopatia come misura di compensazione aveva previsto la riserva in favore dell'area infetta, ma ora si scopre che il comma è stato soppresso in fase di approvazione dal Consiglio regionale

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Grappoli di Primitivo, uno dei tre vitigni resistenti alla Xylella e che molti agricoltori speravano di poter impiantare
Fonte foto: © Consorzio di tutela Primitivo di Manduria

La Xyella fastidiosa manda tappeto la speranza degli agricoltori della provincia di Lecce di poter presto impiantare vigneti nella zona infetta, magari per riconvertire oliveti colpiti dal batterio da quarantena con barbatelle immuni – lo sono per certo, testate dal Consiglio nazionale per le ricerche con risultati riconosciuti dall'Efsa, quelle di Negroamaro, Primitivo e Cabernet – Sauvignon - ma il batterio, almeno per questa volta non c’entra: si tratta di un problema di norme, prima promesse e messe nero su bianco, ma mai approvate e che avevano avuto il tempo di creare molta attesa tra gli agricoltori salentini. E scoppia un vero e proprio caso politico: monta la protesta tra gli agricoltori del Salento e presto le organizzazioni agricole dovrebbero incontrare dall’assessore all’Agricoltura delle Regione Puglia, Leonardo Di Gioia.

La legge regionale della Puglia n 4/2017 per la gestione della Xylella fastidiosa – approvata a Bari dal Consiglio regionale della Puglia il 21 marzo 2017 - infatti - non prevede di riservare agli agricoltori della zona infetta il 50% dei diritti di impianto spettanti alla Regione Puglia sulla base dell’Ocm settore vino, come pure inizialmente previsto all’atto dell’approvazione in giunta dal sottostante Disegno di legge n 147 del 4 agosto 2016 "Gestione della batteriosi da Xylella fastidiosa nel territorio della Regione Puglia".

La legge 4/2017 della Regione Puglia ha avuto un iter travagliato: colpita dagli strali dell’Ue perché non coerente con l’impianto della Decisione di esecuzione 2015/789 Ue sulla gestione della batteriosi, era stata successivamente modificata dal Consiglio regionale. Ma le modifiche legislative ultime non hanno a che fare con la soppressione del comma 6 dell’articolo 8 del Disegno di legge originario, il 147/2016, avvenuta in Consiglio regionale durante la fase di approvazione del provvedimento.

L’emendamento che ha cancellato la riserva in favore degli agricoltori salentini del 50% dei diritti di impianto di vigneti esercitabili secondo le norme dell’Ocm vino, una forma di compensazione per il territorio colpito dalla Xylella, porta la firma del consigliere regionale di opposizione Cristian Casili (Movimento 5 Stelle), ed è stato approvato a maggioranza.

Ora la parola passa alle organizzazioni agricole, che dovrebbero presto incontrare l’assessore all’Agricoltura della Regione Puglia Di Gioia, per tentare di trovare una soluzione a quello che inizialmente era sembrato un errore di malaburocrazia, e che invece ha rivelato la mancata approvazione della riserva a favore del Salento.

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