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Grano duro all'ingrosso: -2,92% in due settimane

A Foggia, dopo il primo lieve calo della scorsa settimana, ancora cedimenti delle quotazioni del prodotto nazionale pastificabile che trascina anche le quotazioni all'origine. Prezzi in calo anche all'origine del 2,15%

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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La quotazione all'ingrosso ultima rilevata resta superiore sui valori massimi del 21,9% rispetto ad un anno fa
Fonte foto: © Tyler Olson - Fotolia

Foggia il grano duro fino nazionale all'ingrosso, il 13 settembre 2017, ha registrato il secondo calo consecutivo dopo le quotazioni del 30 agosto, registrando da quella data una perdita nei valori massimi del 2,92%.
Nella seduta di due giorni fa si registra un secondo calo anche nei valori minimi, seduta nella quale la Borsa merci della Camera di commercio non segnala però il livello di attività.
 
Il grano duro è stato quotato ieri l'altro a 228 euro la tonnellata sui valori minimi (contro i 233,00 del 6 settembre) e 233,00 euro sui massimi (rispetto ai 238 della scorsa settimana). Questi gli esiti registrati dell'Osservatorio prezzi della Borsa merci della Camera di commercio del capoluogo pugliese, stante le condizioni di "franco partenza luogo di stoccaggio"Si tratta di valori che si presentano in calo rispetto alle ultime tre sedute di agosto nelle quali il cereale era stato quotato sempre a 240/235.
 
E si registrano novità anche sul fronte dei prezzi medi all'origine del grano duro fino calato rispetto al 29 agosto del 2,15%: le rilevazioni Ismea calano a Foggia nelle prime due settimane di settembre per stabilizzarsi ad un prezzo medio di 227,50 euro la tonnellata il 13 settembre, contro il prezzo medio di 232,50 euro alla tonnellata registrato fino al 29 agosto e sempre alle condizioni di "franco magazzino-partenza".

Il lento e simultaneo calare dei prezzi all'origine ed all'ingrosso del grano duro pastificabile nazionale in Puglia è evidentemente legato alle scelte ormai in atto nell'industria pastaria sulla pianificazione di produzione, che dovrà tener conto dell'obbligo di apporre l'origine del grano in etichetta dal prossimo mese di febbraio.

Resta la differenza tra il nuovo raccolto ed il vecchio. Con questi valori, infatti, il prezzo del grano duro fino nazionale all'ingrosso risulta comunque aumentato di oltre il  22,63% se si raffronta il prezzo massimo registrato ieri con quello fissato sulla piazza di Foggia dalla Borsa merci della Camera di commercio il 7 giugno scorso: 190 euro alla tonnellata.
Inoltre, su base annua, il prezzo all'ingrosso risulta maggiore rispetto alla quotazione del 14 settembre 2016 - 187,00 euro alla tonnellata - di ben il 21,9%.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: prezzi mercati grano etichettatura filiera cereali

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