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Sicilia, verso la ripresa dei lavori alla diga di Pietrarossa

La Giunta regionale ha trovato un accordo per superare i problemi posti da un ritrovamento archeologico. Il nuovo invaso triplicherà le aree irrigue della Piana di Catania

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Intanto a Bronte la siccità taglia del 60% il raccolto di pistacchi e il sindaco chiede lo stato di calamità
Fonte foto: © Giuseppe Porzani - Fotolia

Il Governo della Regione Siciliana punta a triplicare la superficie irrigua della Piana di Catania sbloccando, ieri, 12 settembre 2017, l'iter autorizzativo di un'opera strategica: la diga di Pietrarossa, una delle grandi incompiute della Sicilia. Un'opera importante per la quale ora riparte la caccia ai fondi per finanziarla.

Intanto, sulla siccità continuano da più parti le pressioni perché si pervenga alla richiesta di declaratoria di stato di calamità a cominciare proprio dall'area del catanese, dove a Bronte la produzione di pistacchio è crollata del 60%.

Agli agricoltori siciliani, per ora, del Piano siccità del ministro alle Politiche agricole Maurizio Martina, restano solo gli incrementi degli acconti sui premi della Pac e delle misure a superficie del Psr, recentemente accordati dalla Commissione Ue su richiesta italiana.
 
"Dopo quasi trenta anni, su iniziativa dell'assessorato Agricoltura, sono state avviate le procedure per sbloccare i lavori di completamento della diga Pietrarossa" ha annunciato ieri l'assessore regionale all'Agricoltura Antonello Cracolici.
 
"La Giunta, a conclusione di una serie di tavoli tecnici che hanno portato al superamento dei rilievi dei diversi rami dell'amministrazione interessati, ha finalmente deliberato il via libera al percorso che porterà alla conclusione dell'opera" ha aggiunto l'assessore.
 
La decisione giunge dopo una lunga fase di paralisi dovuta al ritrovamento di un sito archeologico durante le operazioni di scavo, ed è stata trovata una soluzione condivisa dai dipartimenti coinvolti per rendere compatibile la tutela del bene archeologico con l'interesse primario dell'agricoltura siciliana.
 
"L'opera consentirà di poter aumentare la superficie irrigata da 6mila a 17.500 ettari, già serviti dalla rete irrigua realizzata a valle della diga che interessa i territori della piana di Catania" ha sottolineato Cracolici intendendo il vasto territorio pianeggiante racchiuso tra le province di Catania, Siracusa ed Enna nel quale gli impianti irrigui, pure realizzati, erano rimasti in buona parte all'asciutto.
 
La Giunta regionale ha stabilito di procedere al completamento della diga e di eseguire le attività di indagine sul valore storico-archeologico del sito che prevedono l'allestimento di un polo divulgativo virtuale e la realizzazione delle opere di protezione del bene archeologico.
 
"Il Consorzio di bonifica competente dovrà predisporre con urgenza il progetto preliminare ed individuare le fonti finanziarie necessarie" avverte però Cracolici.
 

Il pistacchio nel mirino della siccità

Intanto in Sicilia la siccità ha colpito anche uno dei frutti simbolo di questa terra: il pistacchio, che è coltivato su 4mila ettari nell'agro della cittadina di Bronte. Qui i produttori si sono trovati di fronte ad un calo produttivo notevolissimo, circa il 60%, cosa che ha portato la comunità locale a reagire. Il sindaco Graziano Calanna chiederà infatti alla Regione Siciliana che venga avviato l'iter per chiedere la dichiarazione di stato di calamità naturale, visto che in alcune zone la pioggia manca dalle nevicate dello scorso gennaio.

Dall'ufficio del sindaco confermano: "La proposta di delibera per la richiesta di stato di calamità sarà votata dal Consiglio comunale di Bronte a breve".

La siccità colpisce la Sicilia ormai da cinque anni, ma la Giunta regionale, che pure ha richiesto l'attivazione dello stato di calamità per gli incendi, è rimasta in sur-place per quanto riguarda la scarsità di precipitazioni, e attende di avere forse maggiori informazioni dai territori per procedere. Del resto c'è tempo fino a tutto dicembre per poter beneficiare delle deroghe per indennizzare gli agricoltori con il Fondo di solidarietà nazionale.

Al momento, pertanto, del Piano di sostegno alle imprese agricole colpite dalla siccità del ministro Maurizio Martina, le aziende siciliane possono godere solo dell'incremento delle anticipazioni sui premi comunitari.
 
"Parliamo di circa 100mila aziende beneficiarie di 250 milioni di euro di aiuti diretti, e di circa 10mila aziende che otterranno oltre 100 milioni di euro per le misure a superficie del Psr Sicilia" aveva affermato l'assessore Cracolici lo scorso primo settembre. Affermazione rilasciata commentando l'ok della Commissione Ue al provvedimento chiesto da Martina per portare l'erogazione delle anticipazioni fino al 70% agli agricoltori che hanno fatto richiesta per gli aiuti diretti gestiti dal Mipaaf, e fino all'85% per le aziende che hanno richiesto contributi sulle misure a superficie previste dai Psr: biologico, aree natura 2000, aree svantaggiate e indennità compensative.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: irrigazione siccità acqua aiuti diretti politica agricola

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