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Sicilia, avviata la riforma di sistema del settore agricolo

L'assessore all’Agricoltura Antonello Cracolici dopo aver ricordato i successi sui Psr e la spedizione all'Expo: "Ora l'agricoltura siciliana è chiamata a vincere nuove sfide"

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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L'assessore Cracolici: la Sicilia può guardare ai mercati esteri
Fonte foto: © Antonello Cracolici

L’assessore all’agricoltura della Regione Siciliana, Antonello Cracolici, ha tirato le somme dei suoi 20 mesi di lavoro innanzi all’assemblea regionale di Coldiretti e ha affermato: "Tracciata la strada di una riforma di sistema del settore agricolo".

A dare forza a Cracolici sono gli indubbi successi della Regione Siciliana conseguiti sul terreno della gestione dei Programmi di sviluppo rurale, con quasi la metà del budget 2014-2020 messo a bando, più di 1.050 milioni di euro, la soluzione dell’intricato caso del bando biologico del 2013 e la riuscita partecipazione all’Expo 2015.

"Quando mi sono insediato in Assessorato Agricoltura, poco meno di due anni fa, mi sono trovato a dover affrontare tre questioni scottanti che tenevano il mondo agricolo con il fiato sospeso: il biologico 2013 saltato per aria, stessa cosa per l’Expo, inoltre il Programma di sviluppo rurale era l’emblema della lentezza" ha ricordato l'assessore siciliano.

Solo sul bando del biologico 2013 del Psr 2007-2013 erano rimasti bloccati – per una serie di errori - ben 320 milioni di euro, tra pagamenti sospesi e che rischiavano di essere revocati. Una mina disinnescata che nel 2017 ha ridato fiducia ad oltre 8000 agricoltori, con un accordo tra le parti voluto dalla Regione Siciliana ed una sentenza favorevole del Consiglio per la giustizia amministrativa della Regione Siciliana.

"In un anno la metà dei fondi del Psr sono stati messi a bando, ed oggi, gran parte di quei problemi non ci sono più, ma il mondo agricolo ha davanti e sé nuove sfide da affrontare" ha sottolineato Cracolici, che oggi può vantare un avanzamento della spesa pubblica rendicontata a Bruxelles al 13,67% (Agea, spesa al 30 giugno 2017) su un budget da 2.212 milioni.

"La Sicilia può vantare un’agricoltura di grande qualità sempre più capace di guardare ai mercati esteri – ha aggiunto l’assessore siciliano - Nella programmazione delle risorse comunitarie abbiamo impresso criteri nuovi per favorire l’agricoltura biologica, l’innovazione, l’aggregazione tra i produttori, la tracciabilità e i sistemi di certificazione della qualità. Sono orgoglioso dei risultai raggiunti: un miliardo e 50 milioni di euro di fondi europei del Psr e 200 milioni di risorse Ocm messi a bando" continua Cracolici.

Cracolici non ha problemi ad ammettere che il lavoro è solo all’inizio: "C’è ancora tanta strada da fare, ad esempio sulla semplificazione amministrativa, per intervenire sullo snellimento delle procedure, molte delle quali oggi possono essere effettuate dai Caa e non più soltanto dall’amministrazione pubblica".

E, in tempo di elezioni vicine, con un pizzico di malizia avverte: "E’ stata tracciata la strada, per chiunque arriverà dopo di me, di una riforma di sistema che intende dare all’agricoltura l’orgoglio di essere un pezzo importante dell’economia della nostra isola".

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