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Corpo 8, il vino che verrà

Caldo e siccità condizionano gli esiti della vendemmia. Si discute ancora delle uova al Fipronil. Un'etichetta per tutti, dal riso al pomodoro. Questi alcuni degli argomenti affrontati da quotidiani e periodici sui temi dell'agroalimentare dall'1 al 7 settembre

Angelo Gamberini di Angelo Gamberini

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Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani

Trionfano i rossi italiani, ma in patria si preferiscono i bianchi, mentre il prosecco è al centro delle polemiche per le accuse ingiustificate dei media inglesi.

Altre partite di uova sequestrate per la sospetta presenza del Fipronil. E c'è chi avanza ipotesi sulla presenza di altri insetticidi.

L'olio sarà di qualità, ma la produzione è in calo. Anche in questo caso sono le conseguenze dell'andamento climatico.

Dopo le etichette per riso e grano si pensa alle etichette per il pomodoro. Ma resta l'incognita Bruxelles.

La Xylella sbarca alle Baleari e attacca vigneti e mandorli, mentre in Puglia ora ci si preoccupa anche della Tristeza degli agrumi.

Questi sono solo alcuni degli argomenti incontrati su quotidiani e periodici in edicola negli ultimi giorni. Vediamoli più in dettaglio di seguito.


Tra "rossi" e "bianchi"

La vendemmia si avvia alla conclusione ed è già tempo di pensare al vino che verrà, così molti quotidiani in edicola in questi giorni si sono impegnati nell'analizzare l'andamento del settore, per scoprire, come ha fatto “Il Resto del Carlino” del 6 settembre, che i nostri rossi incontrano il favore dei consumatori cinesi, mentre gli italiani continuano a preferire i bianchi.

A proposito di bianchi, in questi giorni si è molto discusso dell'affermazione rilanciata dai media inglesi sulla presunta dannosità alla salute dei denti causata dal consumo di prosecco. Molte le reazioni e “Avvenire” del primo settembre si occupa di questa vicenda per ricordare che un'analoga notizia del 2009 cadde nel più totale silenzio.

Le accuse rivolte dagli inglesi al prosecco non sembrano tuttavia aver modificato l'apprezzamento verso questo vino e “Libero” ne analizza i dati dell'export per confermare che anche a Londra le importazioni superano quelle del più blasonato champagne. Il 2 settembre la vicenda si ridimensiona e “Il Messaggero” racconta che i detrattori anglosassoni del prosecco sono tornati sui loro passi.

Nel frattempo “Il Sole 24 Ore” conferma il primato italiano nella produzione di vini rossi, molto apprezzati sui mercati dell'Est. A proposito di export dei nostri vini, il “Corriere della Sera” del 5 settembre pone l'accento sulla distanza che ci separa dai concorrenti francesi, che esportano assai meno di noi, ma riescono a fatturare di più.
 

Uova, altri sequestri

Torna alla ribalta il tema delle uova al Fipronil dopo la segnalazione sulle pagine di “Libero” del primo settembre di nuovi sequestri, questa volta in un centro di imballaggio in Liguria.
Situazione analoga, scrive “L'Eco di Bergamo” del 2 settembre, si verifica in Lombardia, dove sono messe sotto sequestro 300mila uova, per le quali si sospetta anche la presenza di Amitraz, un altro insetticida che non si può utilizzare in presenza di animali vivi.
Un altro sequestro, in questo caso di pasta all'uovo commercializzato nel Lazio, è segnalato da “Il Tempo” del 7 settembre.

Il Fatto” del 3 settembre ospita un'inchiesta sull'uso illecito del Fipronil, evidenziando la relativa semplicità con la quale è possibile acquistare, anche sul web, questo insetticida.

Un'altra inchiesta, pubblicata da “Italia Oggi” del 6 settembre, descrive come il Fipronil sia arrivato negli allevamenti avicoli, chiamando in causa le aziende che lo avrebbero introdotto nei loro preparati per la disinfestazione dei pollai.

Sul fronte sanitario “Il Messaggero” del 7 settembre segnala un possibile episodio di carbonchio (conosciuto anche con il nome di antrace) in un allevamento di bovini. Il caso è sotto attenta osservazione per la possibilità che la malattia possa trasmettersi all'uomo.
 

I danni del clima

Le alte temperature della stagione estiva e l'assenza di piogge sembrano ormai alle spalle, ma restano sui campi i danni che questo clima eccezionale ha comportato. “La Stampa” del 3 settembre si sofferma sulle conseguenze per la produzione di olio, che a fronte di una buona qualità media associa cali sensibili delle quantità.
Molto dipenderà, scrive “La Stampa” del 7 settembre, riferendosi alla produzione in Liguria, dall'andamento delle piogge nelle prossime settimane.

Situazione analoga quella che si registra in Puglia, dove l'esito della stagione calda ha colpito oltre all'olio anche il miele, come si apprende dal “Corriere del Mezzogiorno” del 4 settembre.

Il caldo di fine agosto, seguito dalle ondate di temporali che si sono abbattute sull'aretino, hanno messo in seria difficoltà molte colture frutticole e il “Corriere di Arezzo” del 6 settembre segnala un calo nella produzione di mele anche del 60%.

Che la stagione siccitosa che abbiamo passato sia un evento eccezionale già lo si sapeva, ma il “Corriere della Sera” del 5 settembre precisa che gli ultimi nove mesi sono in assoluto i più aridi dal 1800.
 

Giù l'uva e stop ai formaggi

Non sembrano aver sofferto per il clima le coltivazioni di bietole da zucchero e il quotidiano piacentino “Libertà” del 3 settembre ci informa che le operazioni di raccolta hanno già preso avvio e ci si attendono buone rese.

Sui mercati una breve notizia pubblicata il 5 settembre da “Il Sole 24 Ore”, si sofferma sul calo del prezzo delle uve da tavola e ancora su “Il Sole 24 Ore”, del 6 settembre in questo caso, si commenta il blocco delle importazioni di formaggi erborinati da parte della Cina, sulla base di discutibili motivazioni di carattere sanitario.
 

Di etichetta in etichetta

Non si arresta il percorso per imporre la presenza di etichette con l'indicazione dell'origine sui prodotti che contengono riso e grano. Una partita che vede in contrapposizione Roma e Bruxelles, come scrive “La Stampa” del 3 settembre.

I vincoli di carattere comunitario, si legge su “Italia Oggi” del 5 settembre, non scoraggiano la volontà di proseguire lungo la strada delle etichette trasparenti, che si progetta di istituire anche per il pomodoro e soprattutto per i trasformati a base di questo prodotto.
 

Grandi manovre sul pomodoro

Il pomodoro è poi al centro delle attenzioni delle industrie di trasformazione e in questi giorni i media si sono lungamente occupati dell'acquisto del marchio De Rica da parte del Consorzio Casalasco di Cremona, primo trasformatore in Italia e al terzo posto in Europa con il marchio Pomì.

A vendere, come specifica “Il Sole 24 Ore” del 5 settembre, è la società Generale delle Conserve nel cui portafoglio c'è il marchio Asdomar (tonno), che ha sede a Genova e vanta impianti di lavorazione in Sardegna e Portogallo.

Altri approfondimenti, nello stesso giorno, si possono leggere su “La Stampa” e sul “Corriere della Sera”, entrambi a sottolineare come sia stata evitata la cessione ad aziende straniere.
 

Xylella e Tristeza

La Xylella continua a far parlare di sé, ora a causa di un nuovo allarme scattato alle Baleari dopo la scoperta di un vitigno attaccato da questo patogeno. A darne conferma è “Italia Oggi” del 6 settembre, mentre “Il Quotidiano di Puglia” del 2 settembre si premura di precisare che non esiste nessuna correlazione fra Xylella e qualità dell'olio.

Il 7 settembre la “Gazzetta del Mezzogiorno” informa che i casi di Xylella in Spagna non si sono fermati alla vite, ma hanno coinvolto anche i mandorli.

In Puglia alle preoccupazioni per la Xylella si aggiunge la presenza di "Tristeza", virus che attacca gli agrumi. Contro questa nuova emergenza, denuncia la “Gazzetta del Mezzogiorno” del 6 settembre, devono ancora essere definiti i programmi di lotta e i fondi necessari alla loro attuazione.

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