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Greening, Unione europea in disaccordo

Con una risoluzione l'Europarlamento ha comunicato che il regolamento delegato della Commissione Ue dello scorso 15 febbraio non può entrare in vigore: numerosi i punti al centro del dibattito

Alessio Pisanò di Alessio Pisanò

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Tra le questioni maggiormente problematiche, il divieto di protezione fitosanitaria delle colture di leguminose nelle aree di interesse ecologico
Fonte foto: © sdecoret - Fotolia

Semaforo rosso del Parlamento europeo al regolamento delegato della Commissione europea in materia di greening.

Con una risoluzione (relatore della mozione l'eurodeputato Czeslaw Adam Siekierski) l'Europarlamento ha comunicato alla Commissione che il regolamento delegato non può entrare in vigore.
Tra le questioni più problematiche, il divieto di protezione fitosanitaria delle colture di leguminose nelle aree di interesse ecologico.
 

Il greening all'interno della Pac

Nell'ambito della Politica agricola comune dell'Unione europea il greening rappresenta una questione di primario interesse.
Introdotto con la riforma della Pac del 2013, rende più "ecologico" il sistema dei pagamenti diretti. Gli agricoltori che utilizzano le terre agricole in modo più sostenibile e curano le risorse naturali come parte del loro lavoro quotidiano, in sostanza, beneficiano di un finanziamento.

L'obiettivo dell'Unione è sostenere l'azione "per adottare e mantenere le pratiche agricole che aiutano a raggiungere gli obiettivi ambientali e climatici" dal momento che "i prezzi di mercato non riflettono lo sforzo di fornire questi beni pubblici".
 

Il regolamento delegato della Commissione

La risoluzione del Parlamento europeo è stata adottata alla luce del regolamento delegato della Commissione datato 15 febbraio.

Numerose le questioni toccate: dalle misure di controllo relative alla coltivazione della canapa ad alcune disposizioni relative al pagamento del greening; dal pagamento per i giovani agricoltori che esercitano il controllo su una persona giuridica al calcolo dell'importo unitario nel quadro del cosiddetto sostegno accoppiato facoltativo.
 

La mozione di Czeslaw Adam Siekierski

Secondo il relatore della mozione, il polacco del Partito popolare europeo Siekierski, con questo regolamento delegato la Commissione "pregiudica gravemente le prerogative del Parlamento in quanto colegislatore tanto sul piano della procedura quanto su quello dei contenuti".

Siekierski lamenta poi che "il raggruppamento e la presentazione di 14 deleghe di potere come un unico regolamento delegato della Commissione ostacola l'esercizio del diritto di controllo del Parlamento, dal momento che quest'ultimo è costretto ad accettare o rifiutare semplicemente l'intero pacchetto, senza poter esprimere un parere sulle singole deleghe di potere".

A giudizio dell'europarlamentare inoltre "il regolamento delegato della Commissione va ben oltre una semplice misura di semplificazione e inciderà in modo determinante sull'attuazione della Politica agricola comune".
 

Leguminose nel mirino

Nel concreto, secondo il Parlamento, "il divieto di protezione fitosanitaria delle colture di leguminose nelle aree di interesse ecologico minaccia la sostenibilità della produzione interna di proteine in linea con la strategia dell'Ue" in un momento in cui "l'Europa è già fortemente dipendente dalle importazioni di proteine" e "i benefici ecologici delle leguminose per quanto riguarda la protezione del suolo e la fissazione dell'azoto sono innegabili e di gran lunga superiori, ad esempio, a quelli delle colture intercalate da aree erbose".

Alla luce di questi motivi il Parlamento "solleva obiezioni al regolamento delegato della Commissione; incarica il suo presidente di trasmettere la presente risoluzione alla Commissione e di comunicarle che il regolamento delegato non può entrare in vigore".
 

Il greening per i coltivatori dell'Unione europea

Che il greening resti al centro delle discussioni tra le istituzioni europee (e, in particolare, nella Commissione parlamentare per l'Agricoltura e lo sviluppo rurale) non deve sorprendere, alla luce dell'impatto che esso può avere sull'attività dei coltivatori europei.

Secondo le previsioni dell'Ue, infatti, gli agricoltori che ricevono un pagamento basato sulla superficie devono utilizzare varie pratiche che rechino benefici all'ambiente e al clima. Sono chiamati, ad esempio, a diversificare le colture, mantenere pascoli permanenti e dedicare il 5% delle terre coltivabili a "elementi ecologicamente vantaggiosi".

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Agronotizie

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Tag: pac greening politica agricola legumi

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