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Xylella, bacchettate della Commissione prima della modifica della decisione Ue 789/2015

Mentre a Bruxelles la Commissione Ue è sul punto di ufficializzare la scelta di ammorbidire le norme di contrasto al batterio, salta fuori un report dello stesso organo dell'Ue sui ritardi italiani del 2016 nella gestione dell'infezione

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Secondo il report ci sono stati ritardi nell'espianto di alberi infetti. La Coldiretti Puglia ricorda che le frontiere Ue consentono l'ingresso di qualsiasi bene
Fonte foto: © Enrico Rovelli - Fotolia

Mentre la Regione Puglia e l'Italia attendono il 19 giugno 2017, data nella quale la Commissione Ue dovrebbe ufficializzare la risposta positiva alla richiesta di revisione della decisione di esecuzione 789/2015 relativa alle misure per impedire l'introduzione e la diffusione nell'Unione della Xylella fastidiosa, elaborata sulla scorta della decisione del Comitato fitosanitario permanente di Bruxelles dello scorso maggio, salta fuori un report della stessa Commissione Ue, pubblicato sempre nello scorso maggio e rilanciato dalla rivista Nature, che denuncia un atteggiamento omissivo delle autorità italiane nella lotta la pericoloso batterio da quarantena che sta decimando gli olivi in Puglia.
E pronta è la reazione della Coldiretti Puglia che ricorda come il caso della fitopatia è stato originato dalle frontiere colabrodo dell'Unione europea, che consentono l'ingresso incontrollato di specie vegetali da ogni angolo del mondo senza controlli adeguati.
 
Rendere più efficace il monitoraggio sulla Xylella fastidiosa, attuare le misure contenute nella decisione di esecuzione 789/2015, ma soprattutto agire tempestivamente nell'espianto degli alberi infetti nella zona cuscinetto, per evitare la diffusione del batterio: queste erano le raccomandazioni che la Commissione europea aveva rivolto all'Italia in seguito a un audit tenuto in Puglia nel novembre 2016.
 
Nel report pubblicato lo scorso maggio dalla Commissione europea è scritto che l'Italia ha iniziato a effettuare un monitoraggio sistemico troppo tardi e che ci sono stati "ritardi eccessivi" nello sradicare alcuni alberi infetti.
 
"Dall'agosto 2016 si sono registrati progressi significativi nell'attuazione della decisione Ue - si legge nelle conclusioni della relazione - ma sono necessari ulteriori sforzi per prevenire l'ulteriore diffusione della malattia". In particolare, alcuni alberi infetti nella zona cuscinetto, la fascia di 20 chilometri a Nord della provincia di Lecce, all'epoca dell'audit erano risultati rimossi in ritardo o non rimossi, aumentando le possibilità di diffusione della malattia.
 
"Pur riconoscendo i gravi ritardi accumulati in Puglia nella gestione della Xylella fastidiosa, anche per colpa di chi irresponsabilmente continua addirittura a negarne l'esistenza e a ostacolare le misure di contenimento, non possono essere sottaciute le gravi responsabilità dell'Ue circa la diffusione della malattia causata dalle frontiere colabrodo" sottolinea Gianni Cantele, presidente della Coldiretti Puglia.
"La mancanza di efficaci misure di controllo alle frontiere e del doveroso embargo avverso le aree da cui proviene il batterio che sta distruggendo gli ulivi a Lecce, Brindisi e Taranto, come ad esempio il Sud America al fine di bloccare il commercio di materiale vegetale infetto, hanno causato un danno irreparabile all'olivicoltura pugliese".

Il timore diffusosi ieri, 8 giugno 2017, è che la Commissione Ue possa andare incontro a qualche ripensamento sulla modifica della decisione di esecuzione 789/2015 e il presidente della Coldiretti Puglia avverte: "Ora l'Ue non può lavarsene le mani come se nulla fosse accaduto e scaricare tutta la colpa sull'Italia, perché è drammatica la conta dei danni sia per il valore inestimabile degli ulivi colpiti perché millenari e centenari e in caso di estirpazione per il valore del soprassuolo distrutto".

"La Xylella fastidiosa è ormai una malattia europea - aggiunge il direttore della Coldiretti Puglia Angelo Corsetti - dato che oltre all'Italia sono stati certificati casi in Francia, Spagna e Germania. La Puglia sta subendo un sistema di regole europee che facilita le importazioni di qualsiasi bene, spesso anche senza le giuste garanzie per i consumatori, mentre rende difficili, per assurdo, le esportazioni.
L'aggravante è che i flussi commerciali continuano e l'Ue ha posto l'embargo ai nostri vivai, ma non ha risolto il problema alla fonte, ovvero realizzando i centri di quarantena fitosanitaria all'ingresso dell'Europa.
L'Ue fa come Ponzio Pilato anche sugli indennizzi da riconoscere agli olivicoltori che hanno subito e dovuto affrontare in solitudine l'aggressione del patogeno da quarantena Xylella fastidiosa e devono fare i conti con ingenti perdite di reddito presenti e future, e se ne lava le mani, rimandando l'intera partita al Governo italiano e alla Regione Puglia"
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© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: AgroNotizie

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Tag: olio olivicoltura emergenza ulivi salento Xylella fastidiosa fitopatie

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