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Xylella, come gestire i reimpianti in zona infetta

Serve ricalibrare la misura 5.2 del Psr per il ripristino del potenziale produttivo. La Coldiretti Puglia sottolinea l'intervento della regione che a sua volta ha chiesto più risorse all'Ue

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Servono più soldi per eradicazione, controllo e sorveglianza della malattia
Fonte foto: © fabioderby - Fotolia

La Puglia si prepara all'imminente cambio delle norme Ue per la gestione dell'emergenza Xylella fastidiosa, ed inizia ad interrogarsi seriamente su come meglio sfruttare l'opportunità di poter reimpiantare olivi nell'area infetta utilizzando le cultivar resilienti al batterio: Leccino ed Fs-17 (Favolosa).
Dario Stefàno, senatore e già assessore all'Agricoltura in Puglia, chiede di utilizzare meglio la misura 5.2 per il ripristino del potenziale produttivo danneggiato o distrutto da calamità naturale del Psr. Invece la Coldiretti Puglia, nella persona del direttore Angelo Corsetti, ricorda che bene ha fatto la Regione Puglia a chiedere più fondi all'Ue per il monitoraggio della malattia e l'eradicazione degli alberi infetti.

"L'invito che rivolgo alla Regione Puglia è quello di congelare subito la sottomisura 5.2 del Psr, in attesa della decisione formale da parte dell'Ue del prossimo 20 giugno, per poi utilizzare quelle stesse risorse per agevolare e sostenere le aziende agricole nelle operazioni di reimpianto delle varietà Leccino e Favolosa".
E' l'invito del senatore Dario Stefàno, membro della Commissione Agricoltura del Senato, a seguito delle buone notizie arrivate da Bruxelles che ha recentemente aperto alla possibilità di reimpianto di cultivar tolleranti nelle zone infette da Xylella.

"L'apertura al reimpianto - continua Stefàno - è una buonissima notizia. Perché, allora, non utilizziamo le somme della 5.2, magari aumentandone la dotazione finanziaria, per sostenere l'impianto delle cultivar tolleranti che saranno autorizzate dagli esperti Ue?"

"L'obiettivo comune è salvare l'olivicoltura salentina e pugliese e possiamo farlo scommettendo, da subito e concretamente, su varietà di olivo resistenti al batterio. La regione - conclude Stefàno - ha il dovere di dare risposte al territorio e centrare gli obiettivi, ottimizzando al meglio le risorse pubbliche. Pertanto, si attivi per ricalibrare la sottomisura 5.2".

"Finalmente sarà riconosciuto il diritto degli olivicoltori pugliesi al reimpianto e bene ha fatto il direttore dell'assessorato Agricoltura Gianluca Nardone a sottolineare l'esigenza di rafforzare il sostegno dell'Ue per porre riparo e argine alla malattia - afferma il direttore della Coldiretti Puglia Angelo Corsettie il 2017 sarà l'anno in cui la Regione Puglia potrà dare risposte concrete agli olivicoltori senza reddito da tre anni".

Corsetti in particolare ricorda come: "In base agli articoli 16, 17 e 18 del Regolamento Ue n.652 del 2014, per cui il budget comunitario totale per fitopatologie e zoonosi è pari a 20 milioni di euro, il direttore Nardone ha chiesto alla Dg Salute di Bruxelles un congruo sostegno finanziario per le attività di eradicazione, controllo e sorveglianza della malattia, sottolineando che per i monitoraggi la Regione Puglia ne ha già spesi 5 e stigmatizzando la evidente e grave insufficienza del fondo".

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