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Il Lazio premia i suoi oli, e vuole investirci

Tenutasi a Roma la premiazione del concorso regionale per i migliori extravergine. Un'occasione per promuovere e rilanciare tutta la filiera a cui quello che più manca è la comunicazione, non la qualità
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Extravergine, premiati i migliori oli del Lazio
Fonte foto: © Luigi Giordano - Fotolia

'Orii del Lazio - Capolavori del gusto' è il titolo della manifestazione promossa da Unioncamere Lazio che premia i migliori oli extravergine della regione e i cui premi sono stati consegnati in questi giorni a Roma.

Nato come fase di selezione regionale dei partecipanti al concorso nazionale 'Ercole Olivario', questo concorso regionale, nel corso degli anni, ha assunto prestigio e visibilità proprie.

Oggi costituisce un momento significativo sia per stimolare i produttori verso un percorso di costante crescita qualitativa, sia per indirizzare i consumatori verso l'utilizzo di oli extravergine di oliva di qualità del Lazio.

E così nel tempo, il concorso si è affermato come un appuntamento particolarmente apprezzato dalle imprese della regione che, sempre più numerose, aderiscono con entusiasmo all'evento annuale distinguendosi per qualità e genuinità del prodotto presentato.

Il concorso è organizzato in varie categorie, da una generale alle singole Dop laziali: Canino, Tuscia, Sabina e Colline Pontine, più altre categorie come quella degli oli biologici, dei monovarietali o dell'olio a maggior contenuto di polifenoli, oltre ad altri premi stabiliti dalla giuria.

Tutti vincitori dell'edizione del 2017, dal primo al terzo posto più i vari riconoscimenti sono riportati nel sito di Orii del Lazio.

Ma questo concorso rappresenta anche uno dei tasselli fondamentali del programma di valorizzazione della filiera olivo-oleicola che la Camera di commercio di Roma ha promosso e che si concretizza in una serie ampia e diversificata di azioni a supporto del settore.

Una realtà, quella dell'olivicoltura laziale di qualità, costituita in prevalenza da piccole e medie imprese, che sempre più si distinguono con le loro produzioni di eccellenza, ma che stentano a formare massa critica.

Un invito a intensificare le azioni di coordinamento per la promozione del prodotto e dell'immagine dell'extravergine del Lazio viene da Antonio Rosati, amministratore unico di Arsial, che insiste sulla necessità di aiuto da parte delle istituzioni per andare nei mercati internazionali, in particolare in quelli anglosassoni e asiatici.

"Ci vuole una comunicazione più forte sul mercato romano - ha specificato Rosati - perché troppo spesso il consumatore non conosce le qualità e le proprietà straordinarie dell'olio extravergine d'oliva".

Fondamentale e strategica per Rosati è anche l'educazione alimentare e l'informazione nelle scuole, per insegnare ai ragazzi a riconoscere e apprezzare i prodotti di qualità.
L'extravergine per Rosati è un grande prodotto locomotiva, in grado cioè di trainare anche altre produzioni.

"E' veramente un'eccellenza diffusa nel Lazio - ha concluso l'amministratore di Arsial - un patrimonio che tra l'altro consente una difesa straordinaria del territorio: le bellissime colline che spesso vediamo derivano dalla cura maniacale delle aziende dell'olio d'oliva".

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