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Distretto Agrumi Sicilia lancia il nuovo patto di sviluppo

Convocate per i primi di aprile sia l'assemblea ordinaria che la straordinaria, durante la quale i soci saranno chiamati ad allargare la compagine societaria alle singole imprese

Mimmo Pelagalli di Mimmo Pelagalli

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Federica Argentati, presidente del Distretto Agrumi Sicilia
Fonte foto: © Distretto Agrumi Sicilia

A ritmo serrato verso il rinnovo del Patto di sviluppo distrettuale che verrà presentato alla Regione Siciliana.
Il Distretto Agrumi di Sicilia ha convocato l'assemblea ordinaria dei soci, in prima convocazione alle ore 8.00 di martedì 4 aprile 2017, in seconda convocazione alle ore 15.00 di mercoledì 5 aprile. E immediatamente anche l'assemblea straordinaria alla presenza del notaio, - in prima convocazione alle ore 9.00 di martedì 4 aprile, in seconda convocazione alle ore 16.00 di mercoledì 5 aprile -  al centro congressi dell'Hotel Gelso Bianco di Catania.

Nell'assemblea straordinaria verrà definita la nuova compagine sociale composta dai Consorzi di tutela, aziende di produzione, di commercializzazione, trasformazione, organizzazioni di produttori, associazioni e cooperative che, insieme ai partner (enti pubblici e di ricerca, organizzazioni di categoria, Gal, ecc), costituiranno lo strumento Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia, ognuno in base alle sue specificità e con ruoli ben definiti.

Il "nuovo" Distretto verrà inoltrato per il riconoscimento all'assessorato delle Attività Produttive della Regione Siciliana.

All'assemblea sarà necessaria la presenza dei rappresentanti legali di tutte le aziende nuove sottoscrittrici del patto di sviluppo e che hanno inoltrato richiesta formale di ingresso nella compagine sociale della società consortile "Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia". All'assemblea sono invitati anche gli enti e le rappresentanze sottoscrittrici dello stesso patto.

"E' il momento di portare a riconoscimento il nuovo Distretto Agrumi di Sicilia per poter valorizzare al meglio le nostre produzioni di eccellenza - spiega Federica Argentati, presidente del Distretto - C'è tanto da fare, ma occorre in primo luogo una strategia davvero condivisa e coinvolgimento della base, con la partecipazione attiva delle imprese, a partire da quelle della produzione, e con l'accompagnamento coeso delle rappresentanze territoriali. Insomma si deve necessariamente fare sistema e per farlo serve la partecipazione e la determinazione di quanti non temono i veri cambiamenti. E' quello che chiediamo a chi aderisce al "nuovo" Distretto. I tempi sono quelli giusti".

E' dunque arrivato il momento di chiudere la procedura di adesione alla nuova società consortile delle imprese di tutta la filiera agrumicola siciliana che hanno sottoscritto o vorranno ancora sottoscrivere il patto. "Alle imprese, rivolgo un ulteriore invito a partecipare - spiega Argentati -. Il Distretto non è né una società commerciale né di rappresentanza politica, ma è uno strumento di confronto importante per portare avanti istanze ed iniziative utili a tutto il comparto. Lo dimostra la nostra storia e quello che abbiamo fatto sino ad oggi".

Il nuovo patto di sviluppo è stato congegnato in modo da accrescere la partecipazione attiva di imprese e soggetti che aderiscono al Distretto. "Vogliamo un coinvolgimento maggiore e una partecipazione proficua - spiega Argentati -. per questo stavolta chiediamo alle imprese di sottoscrivere una quota di capitale della società consortile, altrimenti non potranno sottoscrivere il Patto".

A tale scopo il Distretto ha deciso di abbassare di molto e differenziare le quote in base ai soggetti sottoscrittori (singole aziende di produzione, Op, consorzi di tutela delle produzioni Dop e Igp, associazioni che hanno chiesto il riconoscimento del marchio di qualità, imprese di commercializzazione, trasformazione, logistica ed imballaggi), proprio per agevolare le singole aziende della filiera ad entrare e lavorare insieme, divenendo protagoniste del proprio settore.

Insieme alla società consortile ci sono i partner (organizzazioni di rappresentanza, gli enti locali, gli enti di ricerca ed in genere le organizzazioni territoriali come i Gal) che possono invece sottoscrivere il Patto senza aderire alla società consortile. Per tutti questi ultimi soggetti sarà concordato con tutti i sottoscrittori il ruolo all'interno del Distretto, così da non sovrapporre gli ambiti.

© AgroNotizie - riproduzione riservata

Fonte: Distretto Agrumi di Sicilia

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Tag: agrumi accordo filiera aggregazione marchi di tutela

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