“Perché scegliere il prodotto agroalimentare made in Italy” è il convegno organizzato dal Crea, in collaborazione con Image Line, nella giornata di venerdì 16 settembre scorso al Macfrut, moderato da Ivano Valmori, ceo di Image Line e direttore responsabile di AgroNotizie. Presenti come relatori Donato Antonacci, direttore del Crea viticoltura, Maurizio Brasina, responsabile qualità ortofrutta di Coop Italia, e Stefania Ruggeri, ricercatrice e nutrizionista del Crea alimenti e nutrizione.

Nel settore frutticolo il consumatore più attento è alla continua ricerca di nuove varietà – ha esordito al convegno Donato Antonacci – e il sistema in Italia non è mai stato davvero veloce a capire fin da subito le esigenze dei consumatori. Questa situazione è stata lampante nel caso dell’uva da tavola: in questo caso il mercato a un certo punto ha iniziato a chiedere prodotto senza semi, rispetto a quella con i semi prodotta fino a quel momento. In un primo momento siamo stati incapaci di soddisfare questa esigenza, ecco perché stiamo ora puntando su varietà di uve senza semi. Per perseguire questo obiettivo vogliamo coinvolgere tante aziende, in modo da fare massa critica, facendo stringere un legame molto forte fra mondo della ricerca e tessuto imprenditoriale”.

Abbiamo bisogno di prodotti e varietà che siano costanti nel tempo – ha poi ricordato Maurizio Brasina – I consumatori in Italia richiedono sempre di più varietà dolci e gustose, e su questa partita il mondo produttivo gioca una parte fondamentale. Sulle fragole, per esempio, eravamo grandi produttori, ma col tempo non siamo stati in grado di innovare. Da qualche anno a questa parte fortunatamente la fragolicoltura è in fase di forte rilancio, ma abbiamo perso tante occasioni in passato”.

Stiamo facendo molti studi – ha ammesso Stefania Ruggeri – mangiare frutta e verdura è importante non solo per ridurre sovrappeso e obesità ma è fondamentale per fare prevenzione, riducendo così il rischio di tumori”.
 
Tanti ragazzi nel pubblico del convegno Crea-Image Line
(Fonte immagine: © Vanessa Niemants - Image Line)

Ivano Valmori ha poi snocciolato alcuni numeri interessanti in tema di sicurezza del prodotto made in Italy. Secondo il rapporto Efsa del 2013, l’Italia ha il minor numero di prodotti agroalimentari con residui oltre il consentito, con solo l’0,3% dell’intera offerta agroalimentare. Questo dato è inferiore mediamente di cinque volte rispetto alla situazione europea, e addirittura di 26 volte rispetto ai prodotti extracomunitari, dove il 7% dei prodotti supera il limite consentito di residui.

Dobbiamo lavorare su nuove varietà che abbiano sempre meno bisogno di acqua – ha poi precisato Antonacci – l’attenzione alla questione dello stress idrico è fondamentale. Dobbiamo promuovere il più possibile l’agroalimentare italiano perché è il più sicuro di tutti”.

L’aspetto sicurezza è fondamentale - gli ha fatto eco la Ruggeri – Il prodotto made in Italy è quello della nostra terra, siamo sicuri dei suoi standard”.

Dobbiamo consumare frutta e verdura italiana perché è la nostra storia, siamo noi, è il frutto della nostra terra” ha concluso Brasina.

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