Il fatturato si è collocato sui 57,5 milioni di euro, il patrimonio netto ha superato i 3,8 milioni di euro, gli addetti hanno raggiunto le 242 unità (erano 200 nel 2014), i soci hanno superato quota 1.300. La produzione conferita si è attestata sulle 118.800 tonnellate, così suddivise: 77.000 tonnellate di cereali, 35.000 di orticole,  di cui 18.000 di patate e 17.000 di cipolle, queste ultime pari al 63% dell’intera produzione del comprensorio bolognese e al 10% del raccolto nazionale. L’offerta del Cesac comprende poi anche 6.800 tonnellate di uva”.  Sono questi i dati del bilancio 2015 di Cesac, cooperativa aderente a Confcooperative e ad Apo Conerpo con sede a Conselice (Ra) e stabilimenti in provincia di Bologna e Ferrara, presentati dal presidente Stefano Andraghetti.

Il numero uno di Cesac ha poi aggiunto: “Anche l’andamento patrimoniale risulta soddisfacente con numerosi indici stabili sui livelli dell’anno precedente ed alcuni in aumento. Praticamente stazionari sui valori del 2014 l’indice di autonomia patrimoniale, attestatosi a 0,07, l’indice del peso del capitale permanente (0,25) e l’incidenza degli oneri finanziari sul fatturato pari all’1,24%. In aumento l’indicatore di liquidità primaria, passato dallo 0,48 del 2014 allo 0,49 del 2015, e l’incidenza degli ammortamenti sul fatturato, salita dall’1,46% all’1,87%. Crescono anche le immobilizzazioni (e quindi gli investimenti), passate da quasi 14,2 a circa 15,2 milioni di euro (+29%) e coperte con mezzi propri della cooperativaCesac ha quindi chiuso l’esercizio con un bilancio positivo nonostante la difficile congiuntura economica, che continua a far sentire i suoi effetti anche nei campi, e l’andamento climatico anomalo” ha affermato Andraghetti.

"L’aumento delle superfici coltivate dalla base sociale ha in buona parte compensato la diminuzione delle rese” ha ricordato il presidente. A causa delle elevate temperature dell’estate 2015 è stata infatti registrata una sensibile contrazione delle rese produttive delle principali specie di cereali, diminuite del 10% per i grani e fino al 30% per mais, sorgo e soia; il livello qualitativo si è invece mantenuto più che soddisfacente. Patate e cipolle sono diminuite in media del 30-35%.

Le scelte prese dal Cesac hanno permesso all'azienda di cogliere opportunità di crescita proiettandosi con decisione e coraggio nel futuro - ha evidenziato Andraghetti -. Un coraggio che in questi ultimi anni ha portato la nostra cooperativa ad ampliare sensibilmente le proprie dimensioni nonché i settori di attività, entrando nel comparto delle orticole attraverso l’acquisizione in affitto dell’attività della cooperativa Tre Spighe, l’incorporazione della cooperativa Cometa di Medicina (Bo), l’acquisto dello stabilimento Sermenghi di Medicina (Bo) e tramite l’accordo con il Consorzio dei Partecipanti di San Giovanni in Persiceto per la gestione del suo Centro di Stoccaggio Cereali di San Matteo della Decima (Bo). Con queste operazioni il Cesac ha potuto salvare alcune realtà storiche del territorio e numerosi posti di lavoro, mettendo in atto sinergie strategiche e raggiungendo importanti economie di scala nella gestione dei propri stabilimenti e dei nuovi insediamenti produttivi”.

Cesac è pronto così ad affrontare nuove sfide, proponendosi sul mercato sempre più come un’azienda multi settoriale. Intende infatti potenziare ulteriormente il settore orticolo fresco con i prodotti di IV gamma, il comparto cerealicolo, il vitivinicolo, le forniture di agrofarmaci, concimi e sementi e la grande specializzazione nella microirrigazione e nei mangimi, con proposte personalizzate a misura di allevatore.

La valorizzazione delle potenzialità di ogni singolo settore ha concluso il presidente Andraghetti – è uno degli obiettivi prioritari del progetto industriale recentemente deliberato dalla cooperativa. Un piano triennale che prevede l’ulteriore consolidamento dell’azienda, garantendo stabilità, innovazione e sviluppo alla cooperativa e, di conseguenza, benessere e progresso al territorio. Attraverso questo progetto, che si basa anche sull’aumento del capitale sociale e delle riserve, il fatturato dovrebbe registrare un aumento costante, portandosi sui 65 milioni di euro nel 2016 ed arrivando a quota 68 milioni nel 2018”.